Garlasco, l’ex colonnello Gennaro Cassese indagato per false informazioni ai pm: nel mirino il verbale di Andrea Sempio

Il carabiniere Cassese

La nuova inchiesta sul delitto di Garlasco registra un nuovo sviluppo. L’ex colonnello dei carabinieri Gennaro Cassese, comandante della Compagnia di Vigevano all’epoca dell’omicidio di Chiara Poggi, risulta indagato dalla Procura di Pavia con l’ipotesi di reato di false informazioni al pubblico ministero.

L’iscrizione nel registro degli indagati, secondo quanto emerso, risalirebbe al 10 maggio e riguarderebbe alcune dichiarazioni rese dall’ex ufficiale nel corso di un interrogatorio davanti ai magistrati che stanno conducendo il nuovo filone investigativo sul delitto del 13 agosto 2007.

Nel mirino il verbale di Andrea Sempio

L’indagine si concentra in particolare sulla deposizione resa da Andrea Sempio nell’ottobre 2008, uno degli atti tornati al centro dell’attenzione dopo la riapertura del caso.

Secondo la Procura, Cassese avrebbe dichiarato di non ricordare due circostanze considerate oggi particolarmente rilevanti dagli investigatori.

La prima riguarda il malore accusato da Andrea Sempio durante l’interrogatorio in caserma, episodio che avrebbe richiesto anche l’intervento del personale sanitario.

La seconda riguarda invece il presunto allontanamento del giovane per recuperare lo scontrino del parcheggio di Vigevano, documento poi utilizzato come elemento a sostegno del suo alibi.

Proprio su questi due aspetti si concentrano le contestazioni mosse all’ex comandante dei carabinieri.

La difesa: «Non ci sono i presupposti del reato»

Gennaro Cassese, oggi in pensione, ha affidato la propria difesa all’avvocato Valter Biscotti.

Il legale respinge l’impostazione accusatoria della Procura e ritiene che non vi siano gli elementi necessari per contestare il reato.

«Non credo che esistano i presupposti di legge per la contestazione di detto reato», afferma Biscotti.

L’avvocato aggiunge inoltre una valutazione critica sull’attività investigativa in corso.

«Vedo più un comportamento della Procura un po’ anomalo volto a ottenere un riscontro ad alcuni aspetti dell’inchiesta, a mio avviso già di per sé abbastanza debole», conclude il difensore.

Un altro tassello della nuova inchiesta

L’indagine nei confronti dell’ex ufficiale si inserisce nel più ampio filone investigativo aperto dalla Procura di Pavia sul delitto di Garlasco, per il quale Alberto Stasi è stato condannato in via definitiva e che oggi vede Andrea Sempio indagato.

Come previsto dall’ordinamento, l’iscrizione nel registro degli indagati non costituisce una prova di colpevolezza né implica responsabilità accertate, ma rappresenta un atto procedurale che consente agli investigatori di svolgere gli approfondimenti necessari garantendo all’interessato tutte le prerogative difensive previste dalla legge.