Risse, eccessi, amicizie messe alla prova e retroscena sorprendenti. La storia degli Iron Maiden passa anche attraverso le avventure di Nicko McBrain, storico batterista della band, che ha deciso di raccontare senza filtri quasi quarant’anni trascorsi accanto a una delle formazioni più importanti dell’heavy metal.
Il libro, intitolato Hello Boys And Girls, arriva in Italia il 28 ottobre per Il Castello, nella collana Chinaski. Un’autobiografia dal tono schietto e irriverente, in cui McBrain ripercorre la propria carriera, svela episodi poco conosciuti e racconta i rapporti con i compagni di band. Al centro ci sono anche l’amicizia, la lealtà e i cambiamenti che hanno trasformato la scena musicale dagli anni Settanta a oggi.
Prima del successo internazionale, però, ci sono stati gli inizi come turnista, le avventure sopra le righe, le bevute, le risse e persino gli arresti. Un carattere esuberante, descritto perfettamente dall’amico Lemmy dei Motörhead: «Chi cazzo ti ha licenziato questa volta, Nick? Devi imparare a tenere la bocca chiusa».
Gli incontri incredibili prima del successo
Tra le pagine di Hello Boys And Girls non mancano gli aneddoti destinati a sorprendere gli appassionati di rock. Jimmy Page e Robert Plant gli chiedono della droga durante un volo di ritorno in Inghilterra, mentre i Genesis finiscono per suonare come gruppo spalla a un suo concerto.
Poi arriva l’incontro che cambia la sua carriera: quello con gli Iron Maiden. McBrain lo ricorda con una battuta destinata a strappare un sorriso: «La prima volta che incontrai Steve Harris, pensò che fossi un pappone».
Il batterista prende il posto di Clive Burr, allontanato dalla formazione, ma il rapporto con il suo predecessore resta cordiale. Negli anni successivi, gli Iron Maiden continueranno a sostenerlo durante la malattia, raccogliendo fondi per le cure fino alla sua morte.
Da quel momento comincia una lunga avventura, durata quasi quarant’anni e segnata da album, tournée e riconoscimenti. Il contributo di McBrain è fondamentale per l’identità musicale del gruppo: le sue radici jazz, blues e funk arricchiscono il sound degli Iron Maiden, accompagnandone l’evoluzione dall’hard rock verso l’heavy metal.
I rapporti dentro la band
Uno dei capitoli più interessanti dell’autobiografia riguarda proprio gli equilibri interni agli Iron Maiden. Decenni trascorsi insieme, tra concerti e registrazioni, mettono inevitabilmente alla prova anche le amicizie più solide.
Steve Harris emerge come un leader meticoloso e intransigente, ma anche corretto e democratico. Dave Murray, invece, gli ricorda un gatto sornione, sempre pronto a osservare tutto con un sorriso. McBrain dedica attenzione anche all’energia di Janick Gers, entrato nella formazione dopo l’uscita di Adrian Smith nel 1990.
Ne emerge il ritratto di una band in cui il talento musicale non è l’unico elemento decisivo. A fare la differenza sono anche la capacità di affrontare i conflitti, la fiducia reciproca e la volontà di restare uniti nonostante le difficoltà.
I momenti più difficili degli Iron Maiden
Tra i rapporti più complessi raccontati da McBrain c’è quello con Bruce Dickinson. L’abbandono del frontman nel 1993 provoca forti tensioni con il batterista, ma il tempo e la volontà di chiarirsi permettono di superare i vecchi rancori.
«L’esserci detti che ci volevamo bene ha cancellato ogni vecchio rancore», racconta McBrain, ricordando la riconciliazione con Dickinson.
L’arrivo di Blaze Bayley apre una fase delicata per gli Iron Maiden. Il batterista non nasconde le difficoltà commerciali e il calo di pubblico, pur manifestando lealtà e ammirazione nei confronti del cantante.
«Se Bruce non fosse tornato, forse avremmo gettato la spugna», ammette. Il ritorno di Dickinson e Adrian Smith segna invece una svolta per il gruppo, che ritrova progressivamente il successo.
«Quando Bruce e Adrian sono tornati, eravamo tutti più vecchi e più saggi», ricorda McBrain, sintetizzando il significato di quella nuova partenza.
Gli aneddoti più irriverenti
L’autobiografia non si limita alla musica. A metà degli anni Novanta, McBrain si avvicina alla religione dopo un’esperienza spirituale che lo porta a far entrare Gesù nella propria vita. Diventato cittadino statunitense, esprime anche la sua preoccupazione per il futuro del Paese, dichiarandosi «Preoccupato soprattutto a causa di quel buffone che lo governa».
Il racconto torna poi sui risvolti più imprevedibili della sua esistenza. Ace Frehley dei Kiss lo accusa di copiargli il look, mentre una bottiglia di champagne rischia di provocare una rissa con Tico Torres dei Bon Jovi. Tra gli altri episodi compaiono Keith Moon, che lo caccia da un locale, Tommy Lee dei Mötley Crüe, protagonista di un gesto provocatorio nei confronti di Bruce Dickinson, e persino ossa di pollo lanciate sulla testa di Axl Rose.
Storie che restituiscono l’immagine di un mondo rock fatto di eccessi, rivalità e incontri fuori dall’ordinario, raccontato da chi lo ha vissuto in prima persona.
L’ictus e l’addio agli Iron Maiden
Il capitolo più personale riguarda la decisione di lasciare gli Iron Maiden. Nel 2023, dopo essere stato colpito da un ictus, McBrain sceglie di ritirarsi dalle esibizioni con la band perché le conseguenze dell’evento non gli permettono più di suonare come vorrebbe.
Una decisione difficile, che non cancella il legame costruito in quasi quattro decenni. Il batterista tiene infatti a precisare: «Faccio ancora parte della famiglia degli Iron».
A completare Hello Boys And Girls c’è una ricca fotogallery, con immagini della vita privata di McBrain e dei momenti più significativi della sua avventura con gli Iron Maiden. Un viaggio tra musica, amicizie, eccessi e difficoltà che permette di scoprire il lato più umano di uno dei batteristi simbolo dell’heavy metal.







