Ignazio La Russa allontana l’ipotesi Quirinale e, nello stesso tempo, alza il livello dello scontro con una parte dell’informazione televisiva. Ospite di Diritto e Rovescio su Rete4, il presidente del Senato ha affrontato diversi temi, dalle indiscrezioni sul futuro della più alta carica dello Stato fino agli attacchi che, a suo dire, coinvolgerebbero non soltanto lui ma anche la sua famiglia.
La Russa e il Quirinale
Negli ultimi mesi il nome di La Russa è stato più volte accostato alle future partite per il Quirinale. Un’ipotesi che il presidente del Senato ha liquidato con una battuta destinata a far discutere. “Ho scoperto che temono faccia il presidente della Repubblica”, ha detto durante la trasmissione, aggiungendo però subito che si tratta di uno scenario che non considera realistico.
“Non me lo farebbero fare e non mi piacerebbe farlo”, ha dichiarato, chiudendo almeno per ora ogni speculazione sul suo possibile approdo al Colle. Parole che arrivano mentre il dibattito politico continua a interrogarsi sui possibili equilibri futuri e sui nomi che potrebbero entrare nella partita per la successione al Quirinale.
L’attacco alle trasmissioni televisive
Molto più duro il passaggio dedicato alle critiche ricevute negli ultimi anni. La Russa sostiene che, da quando è diventato presidente del Senato, gli attacchi nei suoi confronti si siano intensificati. Nel mirino non soltanto articoli di giornale, ma soprattutto alcune trasmissioni televisive.
Secondo il presidente del Senato, il confine sarebbe stato superato quando le contestazioni politiche hanno coinvolto la sua famiglia e persino la memoria del padre. “Fin quando criticano me”, ha spiegato, “ma si sono messi a criticare mio padre morto da vent’anni e i miei figli”. Un aspetto che considera particolarmente grave perché, a suo giudizio, trasforma il ruolo istituzionale in un peso per i familiari.
La Russa ha rivendicato la storia politica della propria famiglia, sottolineando come i suoi parenti abbiano sempre svolto attività professionali e politiche alla luce del sole. “Chi ci conosce ha sempre avuto ammirazione per la coerenza e la linearità dei comportamenti”, ha affermato nel corso dell’intervista.
La minaccia di una causa contro La7
Il passaggio più netto riguarda però l’annuncio di possibili azioni giudiziarie. La Russa ha spiegato di non avere mai denunciato penalmente giornalisti nel corso della sua lunga carriera politica, ma di stare valutando la strada delle cause civili.
Il riferimento più diretto è andato a una frase pronunciata durante una trasmissione di La7. Il presidente del Senato ha citato un ospite che avrebbe sostenuto di conoscere bene i fratelli La Russa e che negli anni Settanta avrebbero tenuto comizi per poi “distribuire bombe ai ragazzi”.
Un’accusa che La Russa considera gravissima e che potrebbe sfociare in un’azione legale. “Sto cominciando a pensare che forse toccare la tasca è meglio di denunce penali, che quasi sempre finiscono nel nulla”, ha detto, lasciando intendere che la vicenda potrebbe presto approdare nelle aule giudiziarie.
La dichiarazione apre così un nuovo fronte nel rapporto già teso tra politica e informazione televisiva, con il presidente del Senato deciso a reagire a quelle che considera ricostruzioni false e diffamatorie.







