A Reggio Calabria doveva essere una tranquilla elezione suppletiva per riempire una casella rimasta vuota alla Camera. Si sta trasformando invece in una mina piazzata sotto Forza Italia, con Roberto Vannacci che ha scelto proprio il collegio dello Stretto per misurare per la prima volta nelle urne la consistenza del suo Futuro Nazionale e, soprattutto, per andare a pescare voti dentro il bacino del centrodestra. Domenica 27 e lunedì 28 settembre gli elettori sceglieranno il deputato che prenderà il posto di Francesco Cannizzaro, dimessosi da Montecitorio dopo l’elezione a sindaco di Reggio Calabria. I candidati ufficiali sono quattro: Fabio Roscioli per il centrodestra, Domenico Giannetta per Futuro Nazionale, Frank Benedetto per il centrosinistra e Francesco Toscano per Democrazia Sovrana Popolare.
Ma la partita che agita maggiormente Forza Italia è quella tra Roscioli e Giannetta, perché entrambi arrivano dallo stesso mondo politico. Il primo è il tesoriere nazionale degli azzurri, avvocato di Fininvest e uomo che gode della fiducia della famiglia Berlusconi; il secondo fino a poche settimane fa era capogruppo di Forza Italia in Consiglio regionale e ha scelto di passare con Vannacci, provocando la reazione durissima del governatore Roberto Occhiuto, che lo ha immediatamente estromesso dalla maggioranza regionale.
Insomma, altro che normale suppletiva. A Reggio si gioca un piccolo derby fratricida della destra, con una complicazione ulteriore: Roscioli non rappresenta soltanto il candidato ufficiale della coalizione, ma porta con sé un rapporto molto stretto con la famiglia Berlusconi. Una sua eventuale difficoltà alle urne assumerebbe quindi inevitabilmente un significato politico che andrebbe molto oltre il collegio calabrese.
Roscioli, l’uomo dei Berlusconi spedito nella battaglia più pericolosa
Sulla carta Fabio Roscioli dispone di una macchina elettorale formidabile. Lo sostengono Forza Italia, Fratelli d’Italia, Lega, Noi Moderati e Udc e al suo fianco si sono schierati soprattutto Roberto Occhiuto e Francesco Cannizzaro, due uomini che sul territorio calabrese possono contare su una struttura politica consolidata. La coalizione ha presentato pubblicamente la candidatura come una battaglia comune e Roscioli ha chiuso la campagna a Reggio insieme a Cannizzaro.
Dentro Forza Italia, però, secondo il retroscena politico circolato nelle ultime ore, qualcuno comincia a guardare con sospetto al comportamento dei vertici nazionali. L’area più vicina a Marina Berlusconi temerebbe che Antonio Tajani non abbia messo nella campagna di Roscioli lo stesso impegno profuso da Cannizzaro e Occhiuto e leggerebbe quindi con particolare preoccupazione un eventuale risultato negativo.
È un retroscena che va tenuto distinto dai fatti verificabili. Tajani, pubblicamente, si è schierato per Roscioli e ha attaccato duramente Giannetta, accusandolo di avere «tradito Forza Italia» e sostenendo che il candidato del centrodestra avrebbe sconfitto sia Futuro Nazionale sia il centrosinistra. Il sospetto che circola nell’ala vicina alla famiglia Berlusconi riguarda dunque non la posizione ufficiale del segretario, che è chiarissima, ma quanto il partito nazionale abbia realmente investito nella battaglia reggina.
Ed è precisamente qui che una normale elezione suppletiva rischia di trasformarsi in una resa dei conti.
Vannacci pesca direttamente nel vivaio di Forza Italia
Roberto Vannacci ha infatti costruito la sua operazione con una certa precisione politica. Non ha scelto un candidato qualsiasi, ma Domenico Giannetta, un uomo cresciuto dentro Forza Italia, con esperienza amministrativa e un radicamento personale nel territorio reggino. Giannetta è stato sindaco di Oppido Mamertina, consigliere regionale, capogruppo azzurro in Regione e per un breve periodo anche deputato.
La sua candidatura rappresenta quindi un problema particolare per gli azzurri: ogni voto conquistato da Giannetta non può essere automaticamente considerato un voto sottratto a Roscioli, ma è evidente che Futuro Nazionale sta cercando consensi proprio in un elettorato culturalmente e politicamente contiguo al centrodestra.
Vannacci non ha neppure nascosto il significato nazionale della battaglia. Ha scelto Reggio Calabria come primo appuntamento elettorale nel quale Futuro Nazionale compare con il proprio simbolo e ha trasformato la campagna contro Forza Italia in uno dei punti centrali della sfida.
Per questo il risultato di Giannetta verrà osservato con attenzione anche fuori dalla Calabria. Non stabilirà da solo quanto valga Futuro Nazionale nel Paese, perché una suppletiva locale con dinamiche territoriali molto particolari non può diventare automaticamente un sondaggio nazionale. Dirà però quanto Vannacci sia già capace di organizzare consenso e soprattutto di sottrarlo ai partiti tradizionali del centrodestra.
Il vero incubo azzurro: perdere per i voti portati via da Vannacci
È questo lo scenario che rende il voto reggino politicamente esplosivo. Il centrosinistra presenta un candidato unitario, Frank Benedetto, sostenuto da Pd, Movimento 5 Stelle e Casa Riformista, mentre la parte destra dell’elettorato trova sulla scheda sia Roscioli sia Giannetta.
Se Roscioli vincesse nettamente, Forza Italia potrebbe rivendicare la tenuta della propria macchina territoriale e ridimensionare politicamente il primo assalto di Vannacci. Se invece Giannetta ottenesse un risultato consistente, Futuro Nazionale potrebbe sostenere di avere aperto una breccia nell’elettorato azzurro. E qualora la dispersione dei voti a destra contribuisse addirittura a una sconfitta di Roscioli contro Benedetto, il problema assumerebbe una dimensione nazionale: Vannacci avrebbe dimostrato non necessariamente di poter battere da solo il centrodestra, ma di poter diventare abbastanza ingombrante da complicarne seriamente le partite elettorali.
È proprio questo il dato che preoccupa Forza Italia. Non serve che Futuro Nazionale arrivi primo per provocare un terremoto. Gli basta diventare sufficientemente grande da fare male.
Marina Berlusconi e la partita dentro Forza Italia
Poi c’è la questione più delicata: il peso della famiglia Berlusconi. Roscioli non è un candidato scelto casualmente dal mazzo. È il tesoriere nazionale del partito, è stato indicato come uomo di fiducia della famiglia e la sua candidatura è stata costruita attorno a un profilo che unisce Forza Italia e il mondo Fininvest.
Per questo, secondo le indiscrezioni, l’area forzista più vicina a Marina Berlusconi seguirebbe il voto con particolare attenzione. Una sconfitta del candidato sostenuto dalla famiglia potrebbe inevitabilmente alimentare discussioni sui rapporti di forza interni e sulla gestione politica di Tajani, soprattutto se dal risultato emergesse una forte capacità di Vannacci di drenare consensi agli azzurri.
Ma anche qui sarà il risultato a stabilire il peso reale della questione. Le stime interne che circolano e attribuiscono a Roscioli un vantaggio consistente, con Giannetta sopra il 10 per cento, non sono sondaggi ufficiali e vanno considerate per quello che sono: valutazioni politiche della vigilia. La variabile decisiva potrebbe essere soprattutto l’affluenza, tradizionalmente determinante nelle elezioni suppletive, dove la capacità delle strutture locali di portare gli elettori ai seggi può pesare molto più che in una consultazione nazionale.
Reggio diventa il laboratorio della nuova guerra a destra
Il paradosso è che tutto nasce da un seggio che fino a pochi mesi fa apparteneva tranquillamente a Forza Italia. Cannizzaro lascia Montecitorio perché diventa sindaco, il centrodestra candida il tesoriere nazionale degli azzurri e quella che avrebbe potuto essere una successione relativamente lineare si trasforma nella prima battaglia elettorale della nuova destra di Vannacci contro i partiti della coalizione di governo.
Ecco perché domenica e lunedì a Reggio Calabria si conteranno certamente i voti di Roscioli, Benedetto, Giannetta e Toscano, ma a Roma qualcuno farà molti altri conti.
Forza Italia vorrà sapere quanto tiene ancora il proprio elettorato quando sulla scheda compare un concorrente alla sua destra. Vannacci cercherà la prova che Futuro Nazionale non vive soltanto nei sondaggi e sui social. Occhiuto e Cannizzaro misureranno la forza della loro macchina territoriale. E dentro gli azzurri inevitabilmente si guarderà anche al rapporto tra Tajani e l’area più vicina alla famiglia Berlusconi.
Perché Roscioli corre per un seggio alla Camera. Ma attorno a quel seggio, ormai, si sta giocando una partita molto più grande.







