L’Italia non si fida più di Trump: l’85% vuole decidere senza seguire sempre gli Stati Uniti

Giorgia Meloni, alle spalle una foto del Presidente USA – Donald Trump

L’Italia resta alleata degli Stati Uniti, ma non vuole più camminare a occhi chiusi dietro Washington. È questo il dato politico più forte che emerge dal sondaggio Demos per Repubblica: appena il 13% degli italiani pensa che il nostro Paese debba sostenere sempre gli Usa nella politica internazionale, mentre l’85% chiede che l’Italia prenda autonomamente le proprie decisioni. Non una rottura con l’America, ma un segnale chiarissimo contro la nuova stagione trumpiana.

Il punto, infatti, non è l’anti-americanismo. Gli Stati Uniti restano per l’Italia un riferimento storico, strategico e culturale dentro l’Occidente. Ma la leadership di Donald Trump ha cambiato il clima. Le sue aperture verso la Russia di Putin, il rapporto più difficile con l’Europa, la gestione delle crisi in Medio Oriente e perfino lo scontro con papa Leone XIV hanno incrinato la fiducia di una parte larghissima dell’opinione pubblica italiana.

Gli italiani vogliono autonomia dagli Usa

Il dato più sorprendente è che la richiesta di autonomia non arriva soltanto da sinistra. Certo, è altissima tra gli elettori di Avs, Pd e Movimento 5 Stelle, ma resta maggioritaria anche al centro e a destra. Perfino tra chi esprime un giudizio positivo su Trump, il 61% ritiene che l’Italia debba decidere da sola sulla politica internazionale. Il segnale è ancora più netto tra chi valuta positivamente Giorgia Meloni.

Questo significa che l’alleanza con Washington non viene cancellata, ma viene ripensata. Gli italiani non chiedono di uscire dal campo occidentale. Chiedono di non essere trascinati automaticamente dentro ogni scelta della Casa Bianca.

Più anti-trumpismo che anti-americanismo

La frattura, dunque, sembra riguardare soprattutto Trump. Il sentimento filo-americano resta diffuso anche nelle basi elettorali dei partiti italiani. Ma l’attuale presidente Usa viene percepito come un fattore di instabilità: troppo vicino a Putin, troppo distante dall’Europa, troppo imprevedibile nelle crisi internazionali.

È qui che nasce l’anti-trumpismo italiano: non un rifiuto dell’America, ma una sfiducia verso chi oggi la guida. Una distinzione decisiva, perché spiega perché anche molti elettori moderati, liberali o tradizionalmente atlantisti oggi chiedano più autonomia.

Senza Europa unita, l’Italia resta fragile

Il problema, però, non riguarda solo Washington. Riguarda anche Bruxelles. Perché se l’Italia vuole davvero maggiore autonomia, ha bisogno di un’Europa capace di agire come soggetto politico internazionale. E invece l’Unione europea continua a muoversi come un attore incompiuto, spesso troppo debole per mediare tra Usa, Russia e grandi crisi globali.

Senza un’Europa più unita, i singoli Paesi rischiano di restare soli, esposti e irrilevanti. L’Italia vuole decidere di più, ma per farlo non basta diffidare di Trump. Serve una politica estera europea vera. Altrimenti l’autonomia resterà un desiderio, non una strategia.