Lady Gaga è diventata mamma e la notizia ha riportato sotto i riflettori la maternità surrogata. La popstar e Michael Polansky hanno accolto la figlia Rose Bean Polansky e, secondo le informazioni diffuse sulla nascita, la gravidanza sarebbe stata portata avanti attraverso la gestazione per altri. Ma che cos’è esattamente la maternità surrogata? Come funziona? Cosa prevede la legge italiana? Sono domande tornate al centro dell’attenzione dopo la nascita della bambina, ma il caso della cantante è solo il punto di partenza per capire una pratica che nel mondo è regolamentata in modi molto diversi.
Che cos’è e cosa significa
La maternità surrogata, chiamata anche gestazione per altri (GPA), è un percorso nel quale una donna porta avanti una gravidanza per conto di una persona o di una coppia che sarà poi riconosciuta come genitore secondo le leggi applicabili. La terminologia può cambiare a seconda del Paese e del contesto giuridico. In generale, si parla di gestante per indicare la donna che affronta la gravidanza e di genitori intenzionali per le persone che intendono assumere la responsabilità genitoriale del bambino. Non esiste però un modello unico: le modalità mediche e le conseguenze legali variano notevolmente da uno Stato all’altro.
Come funziona la maternità surrogata
Nella forma oggi più frequentemente associata alla gestazione per altri, l’embrione viene ottenuto attraverso la fecondazione in vitro e successivamente trasferito nell’utero della gestante. L’ovulo può provenire da una delle persone che intendono diventare genitori oppure da una donatrice, in base alle circostanze e alle norme del Paese in cui viene effettuata la procedura. In questo caso la gestante non è geneticamente legata al bambino attraverso l’ovulo.
Quando si parla di maternità surrogata è importante distinguere due situazioni: la surrogazione tradizionale, la donna che porta avanti la gravidanza fornisce anche il proprio ovulo. Esiste quindi un legame genetico tra la gestante e il bambino; la surrogazione gestazionale, quando l’embrione viene creato attraverso la fecondazione in vitro e trasferito nell’utero della gestante.
La donna che porta avanti la gravidanza non fornisce l’ovulo e quindi non è la madre genetica del bambino. Questa distinzione è importante anche dal punto di vista giuridico, perché le legislazioni dei diversi Paesi stabiliscono regole differenti sul rapporto tra gestante, genitori intenzionali e bambino.
Le ragioni della scelta
Le ragioni possono essere diverse e riguardare condizioni mediche, impossibilità di portare avanti una gravidanza o altre circostanze personali. Nei Paesi in cui la pratica è consentita, l’accesso può essere sottoposto a requisiti precisi. Nel caso di Lady Gaga, invece, non sono state rese pubbliche informazioni sufficienti per stabilire perché la cantante e Michael Polansky abbiano scelto questo percorso. Non è quindi corretto attribuire automaticamente la decisione a una specifica condizione medica.
Lady Gaga ha raccontato pubblicamente di soffrire di fibromialgia, una condizione caratterizzata, tra gli altri sintomi, da dolore diffuso e affaticamento. La presenza di questa condizione nella storia clinica della cantante, tuttavia, non permette di stabilire che sia stata la ragione per cui la coppia avrebbe fatto ricorso alla gestazione per altri. Si tratta di due informazioni che devono essere mantenute distinte in assenza di una dichiarazione della cantante o dei suoi rappresentanti.
La maternità surrogata (o GPA) è legale in Italia?
In Italia la gestazione per altri è vietata, pertanto, la legge 40 del 2004 sulla procreazione medicalmente assistita, prevede sanzioni per chi realizza, organizza o pubblicizza la surrogazione di maternità. Nel 2024 la disciplina è stata ulteriormente modificata, estendendo la punibilità anche a determinate condotte commesse all’estero da cittadini italiani. La questione è particolarmente complessa quando un bambino nasce all’estero attraverso una pratica consentita nel Paese di nascita: in questi casi entrano in gioco anche le regole italiane sul riconoscimento della genitorialità e dello status del minore.
Dove è legale la maternità surrogata?
Non esiste una legge valida in tutto il mondo. Ogni Stato può prevedere regole differenti, dalla completa proibizione alla possibilità di ricorrere alla gestazione per altri secondo condizioni specifiche. Anche nei Paesi che consentono la pratica possono esserci differenze riguardo a chi può accedervi, alla possibilità di prevedere un compenso per la gestante e alle modalità di riconoscimento dei genitori intenzionali. Per questo non è sufficiente sapere che una pratica è consentita in un determinato Paese: bisogna verificare quali siano esattamente i requisiti e quali effetti giuridici produca.
Quanto costa la maternità surrogata?
Non esiste un costo universale. Le spese possono comprendere trattamenti di procreazione medicalmente assistita, controlli medici, assistenza durante la gravidanza, consulenza legale e altri costi legati alla procedura. La presenza e l’entità di eventuali compensi o rimborsi per la gestante dipendono dalla legislazione applicabile. Anche sotto questo aspetto, quindi, la situazione cambia sensibilmente da un Paese all’altro.
Il caso di Lady Gaga riaccende l’attenzione sulla GPA
La nascita della figlia di Lady Gaga ha riportato la maternità surrogata al centro dell’attenzione del pubblico. Dietro una notizia legata a una celebrità c’è però un tema che coinvolge medicina, diritto e responsabilità genitoriale. Capire che cosa sia la gestazione per altri significa distinguere innanzitutto tra surrogazione tradizionale e gestazionale, conoscere le regole del Paese in cui viene effettuata la procedura e, nel caso italiano, considerare una normativa che vieta la pratica e prevede specifiche conseguenze giuridiche. Il caso della popstar, quindi, può essere il punto di partenza per comprendere una realtà molto più ampia e complessa, sulla quale le norme internazionali sono tutt’altro che uniformi.







