Mosca sotto attacco, quasi 200 droni ucraini colpiscono la capitale: la guerra arriva nel cuore della Russia

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La guerra che per oltre quattro anni ha devastato città ucraine e infrastrutture strategiche sembra aver ormai raggiunto anche il cuore della Russia. Mosca si è svegliata tra il rumore delle esplosioni, le raffiche della contraerea e le colonne di fumo che hanno oscurato parte del cielo della capitale. Quasi duecento droni ucraini hanno preso di mira la città e le regioni circostanti in quello che, secondo il sindaco Sergei Sobyanin, rappresenta uno dei più massicci attacchi dall’inizio del conflitto.

Ma nel resto della Russia tutto tace. La tv non ha dato la notizia, è vietato parlarne, chi pubblica foto sui siti rischia il carcere. Eppure qualcuno sfida Putin e posta lo stesso, Le immagini circolate sui social mostrano piccoli velivoli in volo tra i grattacieli, missili lanciati per intercettarli e cittadini terrorizzati che seguono con lo sguardo i droni mentre attraversano il cielo. In uno dei video si sente una voce gridare: «L’ha mancato, continua a volare». Un altro residente, esasperato, impreca contro le difese aeree: «La contraerea funziona di merda».

Colpita la raffineria di Kapotnya, strategica per Mosca

Alcuni droni sono riusciti a superare la rete difensiva e hanno raggiunto la raffineria di Kapotnya, impianto di proprietà di Gazprom Neft situato nella zona sudorientale della capitale. Si tratta del secondo attacco in una settimana contro una struttura che copre circa il 40% del fabbisogno di benzina di Mosca e dell’intera regione circostante.

Diversi filmati mostrano incendi all’interno del complesso industriale e una violenta esplosione che avrebbe fatto saltare il tetto di uno dei serbatoi. Nel corso del pomeriggio il sindaco Sobyanin ha assicurato che le fiamme risultavano «in gran parte contenute».

Secondo Reuters, la raffineria aveva già sospeso le attività dopo il primo attacco avvenuto nei giorni precedenti. Il nuovo raid aumenta quindi le preoccupazioni per le possibili ripercussioni sul sistema energetico della capitale.

Aeroporti bloccati e decine di feriti nella regione di Mosca

L’attacco ha avuto conseguenze immediate anche sul traffico aereo. Gli aeroporti della capitale hanno sospeso le operazioni per diverse ore e decine di voli hanno subito cancellazioni o ritardi.

A Sheremetyevo si è verificata una situazione senza precedenti dall’inizio della guerra. Per la prima volta le autorità hanno evacuato i passeggeri presenti sugli aerei e li hanno trasferiti nei rifugi di sicurezza.

I droni hanno colpito anche altre aree della regione di Mosca. Secondo i dati ufficiali, almeno diciassette persone sono rimaste ferite, compresi alcuni bambini, mentre diversi edifici civili hanno riportato danni.

Raid ucraini hanno interessato anche la regione di Rostov, nel sud della Russia. Le autorità locali hanno segnalato un morto e diversi feriti. Il canale Osint Astra riferisce inoltre che uno degli obiettivi sarebbe stato un deposito petrolifero.

Le proteste dei residenti e i timori per l’inquinamento

L’attacco ha riacceso le polemiche sulla sicurezza della capitale. Come riferisce il sito indipendente Meduza, molti residenti lamentano l’assenza di un sistema di allarme efficace. «Nessun sms, nessuna sirena. Tutte le informazioni si trovano nelle chat locali: lì ce ne sono molte più che in tv», ha raccontato un cittadino.

Alle preoccupazioni per la sicurezza si aggiungono quelle ambientali. Alcuni abitanti delle zone vicine alla raffineria hanno segnalato la presenza di residui scuri dopo la pioggia. Le autorità russe hanno minimizzato, parlando di semplice fuliggine e assicurando che i livelli di inquinamento restano entro i parametri di sicurezza.

Zelensky rivendica i raid: «Se brucerà l’Ucraina, brucerà anche Mosca»

Come già avvenuto in altre occasioni, il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha rivendicato gli attacchi, definendoli «una giusta risposta» ai bombardamenti russi e in particolare al raid su Kiev che lunedì ha provocato cinque vittime e danneggiato anche la storica Lavra delle Grotte.

«Se l’Ucraina brucerà, brucerà anche la vostra Mosca», ha dichiarato il presidente ucraino, accusando ancora una volta Vladimir Putin di non voler mettere fine alla guerra. Nella notte anche Kiev è tornata sotto le bombe russe, a conferma di una spirale di attacchi reciproci che continua ad allontanare ogni prospettiva di negoziato.

Mosca minimizza, ma cresce il malumore sui social

Impegnato nel summit Russia-Asean di Kazan, Vladimir Putin non ha commentato direttamente il bombardamento sulla capitale. A parlare è stato il ministro degli Esteri Sergei Lavrov, che ha ribadito l’intenzione di Mosca di continuare a colpire obiettivi in Ucraina. Anche Yuri Ushakov, consigliere del presidente russo, ha escluso che gli ultimi sviluppi possano favorire un incontro tra Putin e Zelensky.

La televisione di Stato ha dedicato poco spazio all’attacco, ma sui social si è acceso il dibattito. Diversi “blogger Z”, vicini alle posizioni più nazionaliste e favorevoli alla guerra, hanno criticato duramente i cittadini che hanno ripreso e diffuso i video degli attacchi.

Tra i più duri c’è stato il giornalista Andrey Medvedev. «Anche pochi giorni fa degli idioti filmavano e pubblicavano video. Il nemico ha visto tutto, ha valutato la situazione e ha corretto il successivo attacco», ha scritto sui social. Poi l’accusa più pesante: «Questo è alto tradimento».