Natalie Harp scriveva a Donald Trump di sentirsi «indegna» di lui e di avere come unico obiettivo quello di renderlo orgoglioso. Le lettere risalgono al 2023 e mostrano un rapporto personale molto intenso tra il presidente e la collaboratrice che da tempo lo accompagna praticamente ovunque.
Il rapporto tra Donald Trump e Natalie Harp torna al centro dell’attenzione negli Stati Uniti. Questa volta non per una fotografia insieme, per la presenza costante della collaboratrice accanto al presidente o per le indiscrezioni che da mesi alimentano il gossip americano, ma per le parole scritte dalla stessa Harp.
Il Daily Beast ha pubblicato in versione integrale alcuni messaggi che l’assistente personale avrebbe inviato a Trump nel 2023, durante o dopo un viaggio in Scozia e Irlanda. Lettere dai toni estremamente confidenziali, nelle quali la donna descrive il proprio legame con il tycoon con parole che vanno molto oltre il normale linguaggio professionale.
«Sei tutto ciò che conta per me, non voglio deluderti», scrive Harp in uno dei messaggi. In un altro arriva a definirsi «indegna» di Trump.
«Invidio le donne che devono soltanto parlare con te ed essere belle»
Uno dei passaggi destinati ad alimentare maggiormente le indiscrezioni riguarda il rapporto personale che Harp vorrebbe avere con Trump.
La collaboratrice scrive di invidiare le donne «il cui unico lavoro è parlare con te e apparire belle», aggiungendo subito dopo: «Voglio quel lavoro!!».
Poi arriva un riferimento ancora più personale al passato del loro rapporto. Harp racconta di sentire la mancanza dei tempi nei quali Trump la chiamava e i due potevano parlare «di tutto e di niente».
«Non dovremmo essere costretti a parlare sempre di lavoro», aggiunge.
Non costituiscono naturalmente la prova dell’esistenza di una relazione sentimentale tra i due. Ma sono parole che inevitabilmente riportano sotto i riflettori un rapporto che da tempo incuriosisce la stampa americana.
Natalie Harp, la «stampante umana» sempre accanto a Trump
Harp è diventata negli ultimi anni una delle presenze più costanti attorno al presidente. La collaboratrice segue Trump durante viaggi, incontri e giornate di lavoro e il suo ruolo le ha procurato nello staff il soprannome di «human printer», la «stampante umana».
Un’espressione che la stessa Harp utilizza nelle lettere. Raccontando il periodo trascorso nei resort di golf scozzesi di Trump, spiega quanto avesse apprezzato la possibilità di vivere quelle giornate senza dover svolgere continuamente quel compito.
«Non dovevo fare la “stampante umana”», scrive. Poteva invece concedersi il tempo per «una bella conversazione» e riuscire comunque a terminare il lavoro. Ricorda persino le lunghe passeggiate del mattino e della sera, trascorse osservando alba e tramonto, e ringrazia Trump per averla spinta a «staccare la spina».
«Il mio unico obiettivo è renderti orgoglioso»
Ancora più significativa appare un’altra parte della corrispondenza. Harp spiega a Trump che il suo «unico obiettivo» consiste nel renderlo orgoglioso.
Poi gli chiede di non risparmiarla qualora commetta un errore: «E per favore, quando fallirò, me lo dirai?».
Arriva quindi una frase che fotografa il livello di devozione personale espresso dalla collaboratrice: Trump, secondo Harp, avrebbe «il diritto assoluto di insultarmi, se necessario, quando me lo merito».
La donna motiva quella concessione sostenendo che nessuno la conoscerebbe o si preoccuperebbe per lei quanto il presidente.
Il rapporto speciale e il gossip sulla presunta relazione
Da tempo Natalie Harp non rappresenta più soltanto una figura dello staff sconosciuta al grande pubblico. La sua continua vicinanza a Trump e il ruolo sempre più rilevante assunto attorno al presidente hanno alimentato indiscrezioni su un presunto rapporto sentimentale, mai dimostrato e mai confermato dai diretti interessati.
La stampa e i social hanno osservato anche la sua presenza accanto a Trump in numerose occasioni pubbliche, talvolta attribuendole informalmente il ruolo di una sorta di «first lady di scorta» quando Melania Trump non accompagna il marito. Una definizione giornalistica e provocatoria che non corrisponde, naturalmente, ad alcun incarico ufficiale.
Harp, inoltre, non svolgerebbe soltanto mansioni organizzative. Secondo recenti ricostruzioni del New York Times, avrebbe avuto un ruolo nella gestione dei post pubblicati da Trump su Truth Social e avrebbe persino inviato comunicazioni ad alcuni leader internazionali per conto del presidente.
Le lettere riaccendono inevitabilmente le indiscrezioni
I nuovi documenti aggiungono dunque un tassello al ritratto di un rapporto che appare comunque eccezionalmente stretto.
Le lettere non permettono di affermare che Natalie Harp sia l’amante di Donald Trump. Permettono però di leggere direttamente le parole con le quali la collaboratrice descriveva il presidente e il proprio legame con lui: «Sei tutto ciò che conta per me», «non voglio deluderti», «mi mancano i tempi in cui mi chiamavi», fino all’invidia dichiarata verso quelle donne che, secondo lei, avrebbero come unico compito quello di parlare con Trump e «apparire belle».
Parole scritte nel 2023 che, tre anni dopo, inevitabilmente restituiscono nuovo carburante al gossip sulla donna diventata una delle figure più vicine al presidente degli Stati Uniti.







