Panico nel centrodestra per il boom di Vannacci: Meloni chiama Zaia e Fedriga, cresce l’ombra sul futuro di Salvini

Giorgi Meloni – Roberto Vannacci

La paura si chiama Roberto Vannacci e nel centrodestra, dietro le dichiarazioni ufficiali e le rassicurazioni di facciata, cresce la convinzione che l’ascesa di Futuro Nazionale possa trasformarsi in una minaccia capace di terremotare gli equilibri della maggioranza. Tanto da spingere Giorgia Meloni a muoversi personalmente e a guardare sempre più ai governatori Luca Zaia e Massimiliano Fedriga come possibili argini alla crisi della Lega.

Nel governo cresce il timore per Matteo Salvini

A Palazzo Madama, mentre il governo era schierato quasi al completo, il tema è tornato inevitabilmente al centro delle conversazioni. E tra i ministri c’è chi non nasconde più il pessimismo sul futuro politico di Matteo Salvini.

«Ma quale Viminale? Lo sanno tutti che Salvini non arriverà come leader della Lega alle prossime elezioni», avrebbe confidato un esponente di peso dell’esecutivo, fotografando uno scenario che fino a pochi mesi fa sarebbe apparso impensabile. La vera preoccupazione non riguarda tanto il ritorno del leader leghista al Ministero dell’Interno, quanto la tenuta stessa del Carroccio di fronte all’offensiva politica di Roberto Vannacci.

La strategia di Meloni contro l’avanzata di Vannacci

Secondo quanto trapela, Giorgia Meloni avrebbe preso atto che ignorare Futuro Nazionale potrebbe trasformarsi in un regalo all’ex generale. Il rischio è che una parte consistente dell’elettorato conservatore possa scegliere Vannacci, sottraendo voti non solo a Fratelli d’Italia ma soprattutto alla Lega.

Per questo negli ultimi giorni la premier avrebbe cambiato approccio, inaugurando una fase più aggressiva nei confronti del nuovo soggetto politico. Prima Francesco Filini, poi Giovanni Donzelli e infine la stessa Meloni hanno iniziato a marcare la distanza, con un messaggio chiaro: la vera destra resta Fratelli d’Italia e Futuro Nazionale rappresenta un’opposizione al governo. Un cambio di linea che nasce dalla convinzione che lasciare campo libero a Vannacci significherebbe favorire il collasso del partito guidato da Salvini.

I contatti con Zaia e Fedriga

Dietro le quinte, secondo fonti leghiste di alto livello, ci sarebbero stati contatti telefonici tra Giorgia Meloni e due figure considerate fondamentali per il futuro del Carroccio: Luca Zaia e Massimiliano Fedriga. Entrambi vengono indicati da tempo come possibili protagonisti di una riorganizzazione del partito e i loro nomi sono circolati anche per un ruolo di vicesegretario con poteri molto ampi.

L’obiettivo, secondo le indiscrezioni, sarebbe quello di rafforzare la Lega e impedire che l’emorragia di consensi verso Futuro Nazionale diventi irreversibile. In sostanza Palazzo Chigi avrebbe chiesto ai due governatori di contribuire a tenere in piedi uno dei pilastri della coalizione di centrodestra.

Il grande dilemma della maggioranza

Sul tavolo resta infatti la questione destinata a condizionare le prossime elezioni politiche: allearsi oppure no con Roberto Vannacci? Il tema è stato affrontato anche da Matteo Renzi, che ha individuato il vero bivio davanti alla presidente del Consiglio. Da una parte un’intesa con Futuro Nazionale rischierebbe di spostare troppo a destra la coalizione e di lasciare scoperto il centro moderato. Dall’altra, un mancato accordo potrebbe favorire il centrosinistra e aprire nuovi scenari.

Per lo stesso Vannacci, secondo l’ex premier, la scelta sarebbe altrettanto delicata: entrare nel governo con un ministero in caso di vittoria del centrodestra oppure restare autonomo e puntare, nel lungo periodo, alla leadership dell’intera coalizione.

Le tensioni iniziano a pesare anche in Parlamento

Intanto il clima all’interno della maggioranza si fa sempre più nervoso. A Palazzo Madama il centrodestra è stato costretto a chiedere la sospensione dei lavori a causa delle troppe assenze tra i senatori. Un episodio che avrebbe fatto infuriare il ministro per i Rapporti con il Parlamento Luca Ciriani, costretto a intervenire personalmente e a richiamare alcuni parlamentari.

Segnali che raccontano una coalizione ancora salda nei numeri, ma attraversata da tensioni e timori sempre più evidenti. Perché, dietro il duello tra Salvini e Vannacci, molti intravedono già la battaglia per il futuro della destra italiana.

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