Che cosa sta succedendo a Sofia Goggia? Il rientro anticipato della campionessa dagli allenamenti in Argentina si sta trasformando in un piccolo giallo, alimentato soprattutto da un particolare: la notizia del suo ritorno in Italia non avrebbe dovuto diventare pubblica.
Goggia si trovava a Ushuaia per preparare la nuova stagione quando ha accusato un problema fisico che l’ha convinta a interrompere il lavoro e rientrare. Quando la Fisi ha comunicato la notizia, però, la sciatrice era già in Italia e si era già sottoposta ai primi accertamenti. Da qui le domande sulla gestione della vicenda e soprattutto sull’utilizzo della parola «malore», giudicata da alcuni eccessiva rispetto a un quadro che potrebbe essere descritto più semplicemente come forte affaticamento o spossatezza.
Il suo allenatore personale Gianluca Rulfi ha confermato che Goggia non si è sentita bene. La scelta di tornare immediatamente in Italia avrebbe permesso alla campionessa di affidarsi ai medici federali e in particolare ad Andrea Panzeri. Adesso saranno proprio gli esami a chiarire l’origine del problema.
Sofia Goggia, perché il rientro dall’Argentina doveva restare segreto?
È soprattutto la comunicazione a suscitare interrogativi. Perché mantenere riservato il ritorno della sciatrice? E perché diffondere successivamente una nota parlando esplicitamente di «malore»?
La situazione ha inevitabilmente alimentato indiscrezioni, anche perché Goggia non è un’atleta qualsiasi. Ogni problema fisico della campionessa bergamasca diventa immediatamente una notizia, soprattutto dopo una carriera segnata da infortuni, recuperi impressionanti e continui ritorni ad altissimo livello.
Questa volta, però, non si parla di una caduta o di un trauma. Il problema sarebbe una forte spossatezza avvertita durante il periodo di preparazione in Sudamerica, abbastanza importante da consigliare l’interruzione degli allenamenti e il ritorno anticipato.
L’ipotesi hantavirus dopo il focolaio partito da Ushuaia
Tra le ipotesi circolate nelle ultime ore compare anche quella dell’hantavirus. Il collegamento nasce da quanto accaduto alcuni mesi fa proprio a Ushuaia: ad aprile la località argentina era finita al centro delle cronache dopo un focolaio registrato su una nave da crociera olandese partita dalla zona.
Al momento, però, non esiste alcuna diagnosi che colleghi Sofia Goggia all’hantavirus. Si tratta di un’ipotesi avanzata nel tentativo di spiegare la spossatezza e saranno eventualmente gli accertamenti medici a confermarla o escluderla.
Proprio per questo il verdetto dei medici diventa il passaggio decisivo. Fino ad allora resta soltanto un ventaglio di possibilità attorno a un malessere che ha costretto la sciatrice a cambiare improvvisamente i propri programmi.
Dal nuovo allenatore allo skiman: tutti i cambiamenti di Goggia
C’è infatti anche un’altra lettura della vicenda. La stanchezza potrebbe essere legata al periodo particolarmente intenso attraversato dalla campionessa e ai numerosi cambiamenti affrontati negli ultimi mesi.
Goggia ha cambiato allenatore personale e skiman, modificando così due riferimenti fondamentali nella quotidianità di un’atleta di altissimo livello. Avrebbe inoltre interrotto il percorso con la psichiatra che l’aveva seguita negli ultimi anni.
Un insieme di novità che potrebbe aver inciso sulla preparazione e sull’equilibrio della sciatrice, tanto da far parlare più di un possibile «malessere» che di un vero e proprio «malore».
Ora si aspetta il verdetto dei medici
Per capire che cosa abbia realmente costretto Sofia Goggia a lasciare Ushuaia bisognerà quindi aspettare i risultati degli accertamenti. La decisione di rientrare appare comunque prudente: meglio interrompere gli allenamenti e verificare immediatamente le cause della spossatezza piuttosto che continuare a forzare.
Resta però il piccolo mistero che ha fatto esplodere il caso: quel ritorno in Italia che avrebbe dovuto passare sotto silenzio e che invece è diventato pubblico quando Goggia era già tornata e aveva già iniziato gli esami.
Malore, affaticamento, conseguenza dei tanti cambiamenti oppure qualcosa che richiede ulteriori approfondimenti? Per adesso nessuna risposta definitiva. E proprio il silenzio sulle cause sta facendo crescere le domande intorno alla campionessa.







