Garlasco, Sempio intercettato sullo yogurt Fruttolo di Chiara Poggi: «Quello non l’ho toccato, sono tranquillo»

Garlasco Sempio intercettato

Nel caso Garlasco spunta di nuovo il Fruttolo. Non un dettaglio qualsiasi, ma uno degli oggetti legati alla colazione di Chiara Poggi nella mattina del 13 agosto 2007, prima dell’omicidio nella villetta di via Pascoli. E ora quel vasetto entra in una nuova intercettazione di Andrea Sempio, indagato per il delitto, che parlando con un’amica si dice tranquillo proprio sugli oggetti che, a suo dire, non avrebbe mai toccato.

La frase è del 21 marzo 2025 e riguarda le possibili analisi su Fruttolo, Estathé e tazzina. «Quelli son sicuro che non li ho toccati, quindi su quelli son tranquillo», dice Sempio. Un passaggio che si aggiunge agli altri soliloqui già finiti al centro dell’inchiesta e che gli investigatori stanno rileggendo dentro il quadro complessivo delle nuove indagini.

Il Fruttolo, l’Estathé e la tazzina

Nell’intercettazione Sempio parla degli oggetti trovati nella casa di Chiara Poggi: «Gli unici oggetti che hanno ritrovato sono le scatole del Fruttolo che ha mangiato lei quella mattina, i cereali della colazione, un’altra roba tipo la tazzina da cui beveva il tè».

Poi aggiunge: «Forse davvero non li hanno analizzati, non lo so. Però su quelli già son più tranquillo». Il motivo lo spiega subito dopo: la sua paura, dice, riguardava altri punti della casa che poteva avere toccato in passato, come «il corrimano, la maniglia, la sedia» o il telecomando.

Il passaggio più forte resta però quello finale: «Se adesso mi vieni a dire che vogliono analizzare il Fruttolo e l’Estathé… l’Estathé o una tazzina… quelli son sicuro che non li ho toccati».

I vasetti rimasti senza analisi per anni

Secondo quanto emerso, i due vasetti di Fruttolo alla fragola sarebbero rimasti per otto mesi nel sacchetto dell’immondizia e poi conservati per 18 anni senza essere analizzati. Le verifiche più recenti avrebbero individuato materiale genetico compatibile con Chiara Poggi sulle linguette.

Un dettaglio che si intreccia con un altro elemento già presente negli atti: Chiara sarebbe stata intollerante al lattosio secondo alcuni certificati medici acquisiti nell’inchiesta.

Il Dna sulle unghie e la consulenza Baldi

Parallelamente torna al centro anche il Dna maschile trovato sulle unghie di Chiara Poggi e riferibile ai maschi della famiglia Sempio. Su questo punto la difesa ha depositato la consulenza della genetista Marina Baldi, che definisce il dato «fragile, parziale e non individualizzante».

Secondo Baldi, quel profilo non sarebbe sufficiente a sostenere una conclusione accusatoria scientificamente robusta. La consulente sottolinea anche la presenza di un secondo profilo maschile ignoto, elemento che renderebbe il materiale genetico non univoco.

La linea della difesa: contaminazione e trasferimento

La conclusione della consulenza difensiva è netta: anche ammettendo una compatibilità parziale tra Y-Str e Andrea Sempio, questo non proverebbe un contatto aggressivo con la vittima né dimostrerebbe che l’indagato sia stato graffiato durante l’omicidio.

Resterebbero aperte, secondo la difesa, ipotesi alternative come Dna di fondo, trasferimento secondario, trasferimento occasionale o contaminazione.

Il caso Garlasco si allarga così ancora una volta dentro una guerra di dettagli: un vasetto di yogurt, una tazzina, un Estathé, un frammento di Dna e una frase intercettata che oggi entra nel fascicolo delle nuove domande.