Mondiali, il vero torneo si gioca su Tinder tra incontro hot e gemmellaggi hard: altro che rigori, qui si vince a colpi di swipe

Tinder

Dimenticate per un attimo il fuorigioco semiautomatico, il Var, le polemiche arbitrali e gli allenatori che davanti alle telecamere ripetono di pensare «una partita alla volta». Il vero Mondiale, quello che sta facendo impazzire milioni di persone, si gioca sullo schermo di uno smartphone. Da una parte il pallone, dall’altra Tinder. E, a giudicare dai numeri, sembra proprio che molti tifosi abbiano deciso di dedicarsi con più entusiasmo alla ricerca dell’anima gemella che a quella del centravanti perfetto.

L’app di incontri ha registrato un aumento del 47% delle attività tra Stati Uniti, Canada e Messico proprio durante la Coppa del Mondo. Una crescita che, a pensarci bene, non dovrebbe sorprendere nessuno. Se in una sola manifestazione arrivano quarantotto nazionali da ogni angolo del pianeta, con migliaia di tifosi al seguito, è inevitabile che qualcuno decida di trasformare il calcio in una gigantesca occasione di… diplomazia orizzontale.

Il girone della passione vale più della classifica

Secondo i primi riscontri, sono soprattutto le donne statunitensi a essersi lanciate nella caccia al tifoso straniero. Ufficialmente per conoscere culture diverse, confrontarsi con persone provenienti da altri Paesi, parlare di viaggi, tradizioni, letteratura, economia internazionale e, naturalmente, di calcio. Sì, certo.

Perché tutti sappiamo che il primo messaggio su Tinder è sempre: «Qual è la tua posizione sulla politica monetaria della Banca Centrale Europea?». Molto più probabilmente il dialogo si apre con un “Hi”, prosegue con un “Where are you from?” e termina con la speranza che le foto del profilo non siano state scattate durante i Mondiali del 1998.

In fondo il pallone resta il migliore degli argomenti per rompere il ghiaccio. Non divide, crea complicità e permette perfino di giustificare un approccio improbabile. Basta una maglia della nazionale, una sciarpa al collo e un sorriso azzeccato perché il cartellino rosso si trasformi improvvisamente in un match.

Svezia-Tunisia vince il Mondiale degli swipe

La classifica delle partite che hanno fatto esplodere i contatti è persino più sorprendente di quella del torneo vero.

A dominare c’è Svezia-Tunisia, che ha fatto registrare un incredibile aumento dell’80% delle interazioni. Evidentemente il fascino nordico continua a esercitare un richiamo irresistibile, ma anche i tunisini sembrano cavarsela piuttosto bene quando il terreno di gioco diventa quello del dating online.

Sul secondo gradino del podio compare una sfida che nessun bookmaker avrebbe previsto: Corea del Sud-Repubblica Ceca. Sarà l’effetto K-pop, sarà il fascino di Praga, oppure semplicemente qualcuno ha scoperto che gli opposti continuano ad attrarsi anche quando si incontrano attraverso uno schermo.

Non è meno curiosa la presenza di Iraq-Norvegia tra le partite più “calde” del torneo. I vichinghi, evidentemente, continuano a esercitare il loro fascino anche senza elmo e ascia, mentre gli iracheni dimostrano che il calcio, quando vuole, riesce davvero ad abbattere ogni confine geografico e culturale.

L’Italia resta fuori anche dal campionato dei flirt

C’è però una nota malinconica, almeno per noi italiani. L’ennesima assenza degli Azzurri dalla Coppa del Mondo ci priva anche di una straordinaria occasione diplomatica. Perché siamo sinceri: se c’è una competizione nella quale l’Italia avrebbe avuto ottime possibilità di arrivare almeno in semifinale, era proprio questa.

Immaginate la scena. Migliaia di tifosi italiani in giro per gli stadi, gesticolazione internazionale riconosciuta dall’Unesco, battute improvvisate, complimenti distribuiti con generosità, promesse d’amore formulate dopo il secondo spritz e dichiarazioni solenni tipo: «Quando vieni in Italia ti faccio vedere posti che non conosce nessuno». Frase pronunciata almeno due milioni di volte ogni estate.

In compenso ci resta una certezza. Il calcio continua a unire i popoli. Tinder, con molta più concretezza, prova almeno a far incontrare due persone. Poi, se la storia dura più dei tempi supplementari, possiamo tranquillamente parlare di impresa storica.