Roberto Mancini ricomincia dai giovani. Il secondo mandato sulla panchina della Nazionale nasce con una lista extralarge di 32 convocati e soprattutto con una serie di scommesse destinate a cambiare il volto dell’Italia. Accanto alle certezze rappresentate da Donnarumma, Pio Esposito e Kean, il ct apre infatti le porte a una generazione che finora l’azzurro dei grandi lo aveva soltanto inseguito.
Le prime quattro partite dei gironi di Nations League, in programma tra il 25 settembre e il 5 ottobre, serviranno così anche da laboratorio. La competizione avrà un peso importante per determinare le fasce del sorteggio degli Europei del 2028, ma Mancini deve contemporaneamente capire su quali uomini costruire il nuovo ciclo.
Doumbia e Zoma, gli amici cresciuti insieme che ora sognano l’Italia
Tra i nomi che attirano maggiormente l’attenzione c’è Issa Doumbia, centrocampista nato a Treviglio da genitori ivoriani e passato in estate allo Sporting Lisbona, che lo ha acquistato dal Venezia per oltre 20 milioni di euro. L’esperienza con l’Under 21 gli ha già fatto assaggiare l’azzurro, ma adesso per lui può arrivare il salto nella Nazionale maggiore.
Doumbia è cresciuto calcisticamente guardando Paul Pogba e condivide una parte importante della propria storia con un’altra possibile matricola: Mohamed Ali Zoma, detto Momo, attaccante del Norimberga. I due hanno giocato insieme nelle giovanili dell’AlbinoLeffe, quando portavano persino la cresta imitando Mario Balotelli e fantasticavano su un futuro nel grande calcio.
Per Zoma quel percorso è passato anche attraverso un’infanzia difficile. Ha perso il padre quando aveva dieci anni e ha raccontato di essersi trovato molto presto a dover assumere responsabilità anche nei confronti della sorella più piccola. Adesso il sogno coltivato da ragazzino può trasformarsi nella prima convocazione con Mancini.
Da Romano a Inacio e Kayode: le altre scommesse del ct
La rivoluzione non finisce qui. Alessandro Romano, centrocampista del Cagliari, ha scelto di rappresentare l’Italia anziché la Svizzera e può trovare subito spazio nel nuovo corso. Tra i giocatori osservati con maggiore curiosità figura poi Samuele Inacio, il giovane trequartista al centro della contesa di mercato che aveva coinvolto Atalanta e Borussia Dortmund.
Mancini guarda anche oltre la Serie A. Michael Kayode, oggi al Brentford, spera nel debutto dopo essersi ritagliato uno spazio importante nel calcio inglese. Il suo nome completa il gruppo delle novità più interessanti di una lista costruita con l’obiettivo evidente di allargare rapidamente la base della Nazionale.
Non dovrebbe invece esserci Marco Palestra, mentre rimane da capire quale sarà la scelta definitiva su Mateo Retegui, che rischia di perdere il posto. In direzione opposta si muove Rolando Mandragora, tornato a sperare in una chiamata che rilancerebbe la sua esperienza azzurra.
Mancini cerca ancora il nuovo scheletro dell’Italia
Dietro l’entusiasmo per i giovani resta però il problema centrale della nuova Italia: Mancini deve ancora trovare diversi uomini capaci di diventare punti fermi della squadra. La quantità di convocati racconta anche questa necessità di sperimentare.
In difesa manca ancora un centrale dominante attorno al quale costruire il reparto. A centrocampo serve un regista capace di dettare tempi e geometrie ad altissimo livello: Nicolò Fagioli rappresenta una soluzione possibile, ma il ruolo resta uno dei nodi principali da sciogliere. Più avanti manca un vero numero 10 e l’attacco continua ad aspettare un centravanti capace di imporsi stabilmente sulla scena internazionale.
È qui che comincia realmente il Mancini-bis. Non soltanto con il ritorno del tecnico che aveva portato l’Italia alla vittoria dell’Europeo, ma con una caccia aperta ai protagonisti del prossimo ciclo.
Una Nazionale da costruire pensando già all’Europeo 2028
La Nations League diventa quindi il primo banco di prova di una rifondazione che non può limitarsi ai risultati delle prossime settimane. Mancini deve trovare oggi i giocatori sui quali puntare domani, concedendo spazio anche a ragazzi che fino a pochi mesi fa sembravano lontanissimi dalla Nazionale maggiore.
Doumbia, Zoma, Romano, Inacio e Kayode rappresentano esattamente questo tentativo: anticipare il futuro invece di aspettarlo. Alcune scommesse funzioneranno, altre inevitabilmente no. Ma il listone dei 32 racconta già quale sarà la prima strada imboccata dal ct: allargare il gruppo, abbassare l’età e cercare tra i giovani quei giocatori che all’Italia ancora mancano. Il nuovo ciclo di Mancini comincia dunque con molte facce nuove e altrettante domande. Le prime risposte arriveranno sul campo, tra il 25 settembre e il 5 ottobre.







