Ed Sheeran travolto dal caso Macklemore: fan in fuga, artisti contro di lui e radio che cancellano le sue canzoni. Poi dona 2 milioni a Gaza

Ed Sheeran

Da star amata praticamente ovunque a bersaglio di una protesta internazionale nel giro di pochi giorni. Ed Sheeran sta attraversando uno dei momenti più difficili della sua carriera, travolto dalle conseguenze del caso Macklemore e dalle accuse di non aver difeso il rapper dopo la sua esclusione dal tour americano.

La vicenda ha prodotto un effetto domino che rischia di trasformare una polemica in una vera crisi d’immagine. Centinaia di migliaia di persone avrebbero smesso di seguire Sheeran sui social, gli artisti che avrebbero dovuto aprire le date americane del tour si sono sfilati e persino una radio irlandese ha deciso di non trasmettere più le sue canzoni. Alle critiche si sono aggiunte anche personalità molto conosciute come Greta Thunberg e Lewis Hamilton. Al centro della tempesta c’è la guerra a Gaza e soprattutto la scelta di Sheeran di non esporsi apertamente dopo quanto accaduto a Macklemore.

Il caso Macklemore che ha travolto Ed Sheeran

Macklemore avrebbe dovuto partecipare al tour americano di Sheeran, ma sarebbe stato escluso dopo le sue prese di posizione pubbliche a sostegno della causa palestinese. Il rapper negli ultimi anni ha trasformato la questione di Gaza in uno dei temi centrali del proprio impegno pubblico e non ha mai nascosto le sue posizioni.

A Sheeran viene contestato soprattutto di non essersi opposto all’allontanamento del collega e di aver ceduto alle pressioni legate ai proprietari degli impianti che avrebbero dovuto ospitare gli spettacoli. Nella polemica è entrato in particolare il nome dell’imprenditore statunitense Robert Kraft.

Il problema per Sheeran è diventato ancora più grande perché il cantante ha spesso spiegato di preferire rimanere lontano dalle questioni politiche. Una posizione che i suoi critici considerano contraddittoria ricordando il sostegno espresso in passato all’Ucraina. La discussione ha così superato rapidamente i confini di un tour musicale: il caso è diventato uno scontro sulla libertà di espressione degli artisti e sulla guerra a Gaza.

Fan in fuga e musicisti che abbandonano il tour

La reazione del pubblico è stata durissima. Una parte dei fan ha scelto i social per manifestare il proprio dissenso, mentre moltissimi utenti avrebbero direttamente smesso di seguire il cantante. Una protesta digitale che, per un artista con una platea globale come quella di Sheeran, assume inevitabilmente dimensioni enormi.

Ma la conseguenza potenzialmente più pesante riguarda il tour. Gli artisti che avrebbero dovuto aprire le date americane hanno deciso di tirarsi indietro, lasciando Sheeran davanti a un problema che non riguarda più soltanto la reputazione, ma anche l’organizzazione degli spettacoli.

A rendere ancora più clamorosa la vicenda è arrivata la scelta di una radio irlandese di mettere al bando le sue canzoni. Una decisione simbolica, certo, ma capace di raccontare quanto velocemente la polemica si sia allargata.

Sheeran dona due milioni di dollari alle associazioni umanitarie

Il cantante ha provato a rispondere anche attraverso un gesto concreto. Sheeran ha annunciato una donazione da due milioni di dollari ad associazioni impegnate negli aiuti umanitari nella regione di Gaza, una cifra doppia rispetto al milione che Macklemore si è impegnato a destinare ai fondi che operano in Palestina. Entrambi hanno inoltre chiesto a Robert Kraft di compiere un gesto analogo.

La donazione, però, non ha cancellato le critiche. Il punto sollevato da chi contesta Sheeran non riguarda soltanto il sostegno economico alle organizzazioni umanitarie, ma il comportamento tenuto nei confronti di Macklemore e la mancata presa di posizione quando il rapper sarebbe stato escluso dal tour.

La crisi d’immagine più difficile della carriera

È proprio questo a rendere la situazione particolarmente complicata per il 35enne britannico. Sheeran si trova stretto tra la volontà dichiarata di non trasformarsi in un artista politico e una vicenda che ormai politica lo è diventata completamente. Qualunque sua scelta viene osservata e interpretata. Tacere alimenta le accuse di chi gli rimprovera di non aver difeso Macklemore; intervenire significa entrare direttamente in uno dei conflitti più divisivi del dibattito internazionale.

La donazione da due milioni di dollari prova a spostare l’attenzione sul terreno degli aiuti umanitari, ma la protesta nata attorno al tour continua. Per una delle popstar più popolari degli ultimi anni, la questione adesso non riguarda soltanto come uscire dalla bufera, ma quanto profondamente questa vicenda finirà per incidere sul rapporto con il suo pubblico.