Jürgen Klopp, debutto da ct e comizio contro l’AfD: «Sono di sinistra, i ricchi paghino». Poi difende l’Europa e vuole riprendersi la bandiera tedesca

Jürgen Klopp

Jürgen Klopp doveva presentare la sua prima Germania e i 44 giocatori convocati per l’avvio della Nations League. Lo ha fatto. Ma la conferenza stampa del nuovo commissario tecnico tedesco si è trasformata anche in una dichiarazione politica destinata a far discutere molto più delle sue scelte tattiche. La nomina di Klopp alla guida della Nazionale e il maxi elenco di 44 calciatori divisi in due gruppi sono confermati dalla Federcalcio tedesca.

Il tecnico che con il Liverpool ha conquistato Champions League e Premier League ha parlato della Germania che vede intorno a sé, dell’avanzata dell’AfD, dell’Europa, dello Stato sociale e persino del rapporto tra ricchezza e tasse. E lo ha fatto senza nascondersi dietro il tradizionale «penso soltanto al calcio».

Klopp si è definito apertamente «un uomo di sinistra». Una posizione che, nelle sue parole, non cambia per il fatto di essere diventato milionario grazie a una carriera straordinaria: non voterebbe una forza politica di destra che punta a ridurre le tasse ai più ricchi, perché la sua idea di società parte da un principio molto semplice: «Credo nello Stato sociale e se sto bene, anche gli altri dovrebbero stare bene».

Klopp e l’allarme AfD: «Che cosa sta succedendo alla Germania?»

Il passaggio più politico arriva parlando delle recenti elezioni e della crescita dell’AfD. Klopp non nasconde la propria preoccupazione e racconta la reazione di chi, guardando i risultati elettorali, si è domandato: «Mio Dio, che sta succedendo lì?».

Il nuovo ct entra così direttamente in uno dei dibattiti più delicati della Germania contemporanea. Ma il punto sul quale insiste maggiormente riguarda il concetto di identità nazionale. Klopp non vuole lasciare bandiera, appartenenza e patriottismo alla destra radicale.

«Mi piacerebbe riappropriarci della bandiera», spiega. Il suo obiettivo è che un tedesco possa sventolarla senza essere automaticamente associato a determinate posizioni politiche. Per Klopp si può essere orgogliosi del proprio Paese e contemporaneamente «aperti, inclusivi, amichevoli».

Da qui il suo appello: «Non voglio lasciare l’orgoglio nazionale alle persone sbagliate». Un concetto che il tecnico arriva a definire «patriottismo positivo», contrapponendolo all’idea di un’identità nazionale costruita sull’esclusione.

«Sono di sinistra»: il milionario Klopp difende lo Stato sociale

Klopp non si limita però all’AfD. Mette sul tavolo anche la propria concezione economica e sociale, particolarmente significativa proprio perché arriva da uno degli allenatori che hanno guadagnato di più nel calcio internazionale.

Il ragionamento è netto: avere accumulato un patrimonio non gli fa desiderare uno Stato che protegga maggiormente chi possiede di più. Al contrario, rivendica l’importanza della redistribuzione e dello Stato sociale e spiega perché non si riconosce nei partiti che propongono sgravi fiscali per le fasce più ricche.

Una presa di posizione inconsueta soprattutto per il luogo nel quale viene pronunciata. Klopp è appena diventato il nuovo ct della Germania, un incarico che la DFB gli ha affidato fino al 2030 dopo l’uscita di scena di Julian Nagelsmann. E invece di limitarsi a parlare di pressing, moduli e convocazioni, decide di utilizzare quella ribalta per raccontare quale Germania vorrebbe rappresentare.

Klopp europeista: «Una delle migliori idee degli ultimi secoli»

Poi arriva l’Europa. Anche qui Klopp non lascia spazio alle interpretazioni: per il nuovo commissario tecnico tedesco l’Unione Europea è «una delle migliori idee che l’uomo abbia avuto negli ultimi secoli».

Una dichiarazione che completa il quadro politico tracciato durante la conferenza: difesa dello Stato sociale, distanza dalla destra, preoccupazione per l’AfD, europeismo e tentativo di sottrarre il concetto stesso di patriottismo alle forze nazionaliste.

Il messaggio che Klopp vuole legare alla sua Nazionale sembra dunque andare oltre il risultato del campo. Quando era stato nominato ct aveva già indicato proprio nella Mannschaft uno dei pochi strumenti ancora capaci di unire il Paese: «Poche cose possono unire noi tedeschi come la Nazionale», aveva dichiarato dopo la firma.

Una Germania nuova anche in campo: Klopp convoca 44 giocatori

Dentro questo discorso c’è naturalmente anche il calcio. E persino qui Klopp ha deciso di cominciare rompendo gli schemi: 44 convocati, distribuiti in due gruppi per le prime quattro partite di Nations League. Una scelta decisamente fuori dall’ordinario che il tecnico ha spiegato con la volontà di osservare e preparare un gruppo molto ampio di giocatori in vista dei prossimi due o tre anni.

La nuova Germania di Klopp partirà il 24 settembre contro l’Olanda ad Amsterdam, quindi affronterà Grecia, Serbia e nuovamente Grecia. Ma alla vigilia del debutto il pallone è quasi passato in secondo piano.

Perché la prima vera partita di Jürgen Klopp da commissario tecnico sembra essere già cominciata fuori dal campo. E riguarda l’idea stessa di Germania che il nuovo ct vuole vedere rappresentata dalla sua Nazionale: orgogliosa della propria bandiera, profondamente europea e, nelle parole del suo allenatore, capace di non lasciare il patriottismo «nelle mani sbagliate».