La discesa in campo di Roberto Vannacci continua a rappresentare uno dei principali fattori di instabilità per il centrodestra. Se fino a pochi mesi fa l’ipotesi di una sua autonoma iniziativa politica veniva considerata un elemento marginale, oggi diversi sondaggi riservati che circolano negli ambienti della coalizione descriverebbero uno scenario molto diverso. La crescita del consenso attribuito al generale, infatti, rischierebbe di incidere soprattutto sul bacino elettorale di Fratelli d’Italia, aprendo interrogativi non soltanto sulla tenuta della maggioranza in vista delle prossime Politiche, ma anche sulle delicatissime elezioni amministrative della primavera 2027, quando si voterà in città strategiche come Roma e Milano.
Secondo indiscrezioni provenienti dagli ambienti del centrodestra, proprio nei due principali capoluoghi italiani Vannacci starebbe consolidando una base elettorale significativa. A Milano le rilevazioni gli attribuirebbero un consenso compreso tra il 7 e l’8 per cento, mentre a Roma il dato si attesterebbe intorno al 6,8 per cento. Percentuali che, se confermate nel tempo, potrebbero risultare decisive in competizioni elettorali destinate a giocarsi su pochi punti percentuali.
I sondaggi mettono sotto pressione Fratelli d’Italia
La conseguenza politica sarebbe evidente. Ogni punto percentuale raccolto da Vannacci rappresenterebbe, almeno in parte, un consenso sottratto all’area di Fratelli d’Italia, complicando la strategia di Giorgia Meloni e della classe dirigente del partito. Il rischio non riguarderebbe soltanto Palazzo Chigi in prospettiva futura, ma anche la possibilità di conquistare amministrazioni considerate simboliche, come Roma e Milano, obiettivi dichiarati della coalizione per il 2027.
Proprio questa situazione avrebbe spinto i vertici del partito ad affrontare con estrema prudenza la partita delle candidature. Nessuno sembra disposto ad assumersi il peso di una scelta che potrebbe trasformarsi rapidamente in un boomerang qualora il quadro politico dovesse ulteriormente frammentarsi.
La Russa si sfila dalla partita dei candidati
In questo clima di crescente tensione, Ignazio La Russa avrebbe scelto di mantenere un profilo più defilato sulla delicata questione delle candidature. Il presidente del Senato, tra gli esponenti più esperti del centrodestra, avrebbe evitato di esporsi direttamente nella gestione della partita, lasciando che fossero Giorgia Meloni e Arianna Meloni a seguire il dossier più delicato della prossima stagione amministrativa.
La scelta del candidato sindaco di Roma continua infatti a rappresentare il nodo politico più difficile da sciogliere. L’obiettivo della coalizione resta quello di individuare una figura capace di competere con il sindaco uscente Roberto Gualtieri, ma la strada appare tutt’altro che semplice.
Il nodo Rampelli e la mediazione affidata a Lollobrigida
Nella Capitale resta sul tavolo la questione della candidatura di Fabio Rampelli. L’esponente di Fratelli d’Italia ha manifestato pubblicamente la propria disponibilità a correre per il Campidoglio, ma all’interno del partito continuano le riflessioni sull’opportunità di quella scelta. Secondo quanto filtra dagli ambienti della maggioranza, la decisione definitiva sul candidato arriverebbe soltanto dopo che sarà chiarito il futuro dell’autocandidatura di Rampelli.
Per gestire una trattativa politicamente delicata, il compito di dialogare con il vicepresidente della Camera sarebbe stato affidato a Francesco Lollobrigida, tornato a ricoprire un ruolo di primo piano negli equilibri interni del partito. Sarà lui a tentare una mediazione destinata a pesare non solo sul futuro di Fratelli d’Italia nella Capitale, ma anche sugli equilibri complessivi del centrodestra in vista delle prossime sfide elettorali.







