Ferrari, Leclerc e Hamilton si fanno la guerra e regalano la vittoria a Verstappen: volano accuse pesantissime, Vasseur nella bufera

Ferrari’s British driver Lewis Hamilton drives out of the pit lane during a practice session ahead of the Formula One Chinese Grand Prix at the Shanghai International Circuit in Shanghai on March 13, 2026. (Photo by Hector RETAMAL / AFP via Getty Images)

La Ferrari non vince, ma almeno riesce a litigare benissimo. Nel giorno in cui Kimi Antonelli fa impazzire l’Italia e la Mercedes festeggia, a Maranello esplode la guerra tra Charles Leclerc e Lewis Hamilton, protagonisti di un duello fratricida che ha spalancato la strada alla vittoria di Max Verstappen nel Gran Premio del Messico. D

ue piloti, sette titoli mondiali tutti dalla parte del britannico, ambizioni smisurate e una sola certezza: il Dream Team costruito per riportare la Ferrari sul tetto del mondo rischia di passare alla storia come uno dei più clamorosi autogol della Formula 1. Hamilton accusa apertamente il compagno di squadra di aver sacrificato il risultato collettivo pur di non lasciarlo vincere. Leclerc finisce sul banco degli imputati e Frédéric Vasseur deve gestire una polveriera che ormai non riesce più a nascondere dietro i sorrisi di circostanza.

Ferrari, il disastro in Messico: Leclerc e Hamilton si ostacolano e Verstappen ringrazia

Il disastro comincia alla partenza del Gran Premio del Messico. Le due Ferrari hanno il potenziale per giocarsi la vittoria, forse addirittura per conquistare una doppietta, ma Charles Leclerc decide di attaccare Lewis Hamilton. La battaglia tra i compagni di squadra compromette le possibilità di entrambi. Mentre i due ferraristi si contendono la posizione, Max Verstappen approfitta della situazione e conquista un successo che lascia Maranello con l’ennesima occasione sprecata.

Non è la prima volta che Leclerc e Hamilton arrivano ai ferri corti. A Monza le loro vetture si erano già toccate alla partenza, accendendo le prime polemiche sulla gestione dei duelli interni. In Messico, però, lo scontro assume proporzioni ben diverse. Non soltanto per il risultato, ma soprattutto per ciò che accade dopo la bandiera a scacchi.

Durante il debriefing della domenica sera, mentre la Mercedes celebra Antonelli, in casa Ferrari va in scena una resa dei conti tutt’altro che amichevole. Hamilton decide di non tenersi più niente dentro.

Hamilton attacca Leclerc: «È dura accettare che il tuo compagno lavori per farti perdere»

Il sette volte campione del mondo usa parole durissime nei confronti del monegasco, accusandolo di anteporre le proprie ambizioni al risultato della squadra. «È dura accettare che il tuo compagno lavori per farti perdere. Avevamo la macchina per una doppietta, ogni azione ha conseguenze sulla squadra, bisognerebbe capirlo».

Un’accusa pesantissima, soprattutto perché arriva pubblicamente da un pilota che la Ferrari ha ingaggiato per tornare a vincere il Mondiale. Hamilton non contesta semplicemente una manovra aggressiva o una partenza mal gestita. Mette in discussione il modo stesso in cui Leclerc interpreta la competizione con il compagno di squadra.

«Quando ero in Mercedes osservavo le battaglie con Carlos, loro lottavano e altri vincevano. Lui ha questa mentalità: “O vinco io o non vince nessuno”. Non dovrebbe essere così, dovrebbe pensare a fare una doppietta». Il riferimento a Carlos Sainz, precedente compagno di Leclerc, allarga il problema ben oltre il Gran Premio del Messico.

Secondo Hamilton, il comportamento del monegasco non rappresenta un incidente isolato, ma una mentalità che avrebbe già condizionato la Ferrari negli anni precedenti. Una lettura che Leclerc potrebbe difficilmente accettare senza reagire e che rischia di trasformare ogni futura battaglia in pista in un nuovo caso politico all’interno della scuderia.

Vasseur sotto pressione: Hamilton chiede regole d’ingaggio e accusa la Ferrari di non intervenire

Il britannico non si limita ad attaccare Leclerc. Chiede alla Ferrari di stabilire regole precise per evitare che i duelli interni continuino a danneggiare la squadra. «Se la questione non verrà affrontata in maniera seria continuerà a succedere, dobbiamo trovare una soluzione. Fino adesso non è stato fatto nulla».

Hamilton aveva già sollevato il problema dopo Monza, ma evidentemente non considera sufficienti le risposte ricevute. Il bersaglio principale delle sue critiche resta Leclerc, anche se la gestione della rivalità ricade inevitabilmente su Frédéric Vasseur, il team principal che dovrebbe garantire una convivenza produttiva tra i due campioni.

Lewis cerca comunque di distinguere le responsabilità: «Prima della gara era nervoso, Fred fa del suo meglio». Una difesa parziale che non cancella la sostanza del problema. Se due piloti continuano a ostacolarsi mentre la squadra perde occasioni di vittoria, qualcuno deve intervenire.

La Ferrari si trova così davanti a un dilemma: lasciare piena libertà ai propri piloti oppure imporre una disciplina interna che potrebbe scontentare uno dei due. Con Hamilton e Leclerc, entrambi convinti di meritare il ruolo di prima guida, nessuna delle due soluzioni appare indolore.

Il Dream Team è diventato un incubo: due vittorie in due stagioni e il Mondiale resta un miraggio

Quando Hamilton è arrivato a Maranello nel 2025, la Ferrari aveva presentato l’operazione come l’inizio di una nuova era. Da una parte il sette volte campione del mondo, dall’altra Leclerc, il talento cresciuto nell’orbita del Cavallino e considerato da anni il predestinato a riportare il titolo piloti in Italia.

La coppia avrebbe dovuto unire esperienza e velocità, trasformando la Ferrari in una macchina da vittorie. Il bilancio racconta invece una storia assai meno gloriosa: due successi e due pole position in due stagioni, mentre il titolo mondiale continua a restare lontano.

L’ultimo pilota capace di conquistare il Mondiale con la Ferrari rimane Kimi Räikkönen, nel 2007. Da allora sono passati diciannove anni di speranze, rivoluzioni tecniche, cambi di dirigenza e promesse puntualmente rimandate. La convivenza tra Leclerc e Hamilton, che avrebbe dovuto rappresentare il grande punto di forza della squadra, rischia ora di diventare un ulteriore ostacolo.

Il britannico non accetta di sacrificare le proprie possibilità per il compagno. Il monegasco non intende rinunciare alla leadership conquistata negli anni trascorsi a Maranello. Mentre i due si contendono il ruolo di numero uno, gli avversari raccolgono i risultati.

Antonelli fa sognare l’Italia con la Mercedes, mentre la Ferrari si perde nelle polemiche

A rendere ancora più amaro il fine settimana della Ferrari è il successo di Andrea Kimi Antonelli, il giovane italiano che sta conquistando la Formula 1 al volante della Mercedes. Il ragazzo ha costruito un rapporto speciale con la squadra britannica, portando nel box anche espressioni italiane come «gufate» e facendo conoscere agli ingegneri le canzoni dei Righeira e dei Ricchi e Poveri.

Mentre Antonelli diventa il simbolo dell’Italia che vince, la Ferrari deve fare i conti con un’altra domenica di tensioni e rimpianti. Persino Toto Wolff, numero uno della Mercedes, finisce per evocare la storia del Cavallino attraverso un riferimento a Gianni Agnelli.

«A Kimi ho detto di restare protagonista per i prossimi venticinque anni almeno, come Agnelli è stato sempre una figura rilevante», racconta Wolff, ricordando un aneddoto di Lapo Elkann.

Il richiamo all’Avvocato, figura legata alla stagione in cui la Ferrari costruì il ciclo vincente di Michael Schumacher insieme a Luca Cordero di Montezemolo e Jean Todt, rende ancora più evidente il contrasto tra passato e presente. Un tempo Maranello dettava legge. Adesso assiste ai trionfi degli altri, mentre i propri piloti discutono su chi abbia impedito all’altro di vincere.

Leclerc contro Hamilton, la guerra per il comando rischia di travolgere la Ferrari

La rivalità tra due campioni della stessa squadra non rappresenta una novità nella storia della Formula 1. Ma quando il conflitto diventa pubblico e uno dei piloti accusa apertamente l’altro di danneggiare il risultato collettivo, la questione supera i confini della normale competizione.

Hamilton ha ormai messo sul tavolo una richiesta precisa: regole d’ingaggio e un intervento della squadra. Leclerc, dal canto suo, deve difendere il proprio ruolo senza trasformare ogni partenza in una sfida personale contro il compagno. Vasseur si ritrova a gestire una situazione esplosiva proprio mentre la Ferrari avrebbe bisogno di concentrare tutte le energie sul recupero tecnico e sportivo.

Il paradosso è che Maranello dispone di due piloti capaci di vincere, ma rischia di non riuscire a farli lavorare insieme. Nel frattempo Antonelli festeggia, Verstappen incassa un’altra vittoria e la Ferrari continua ad aspettare quel titolo mondiale che manca dal 2007. Il Dream Team doveva riportare il Cavallino sul tetto del mondo. Per adesso ha riportato soltanto una vecchia abitudine: la Ferrari perde e, subito dopo, comincia a litigare con se stessa.