La coppia musicale nata dall’amicizia e arrivata fino al Festival di Sanremo si scioglie proprio quando dovrebbe salire sul palco. LDA e Aka 7even hanno cancellato gli ultimi tre concerti del loro tour, lasciando i fan con i biglietti in mano e parecchie domande senza risposta. L’annuncio arriva a meno di venti giorni dagli appuntamenti di Napoli, Milano e Roma, ma la spiegazione ufficiale dei due cantanti non convince tutti: vogliono tornare alle rispettive carriere soliste e non se la sentono di esibirsi insieme senza il coinvolgimento artistico di qualche mese fa.
Una scelta legittima, certamente, ma che scatena le proteste di chi aveva già organizzato viaggi e pernottamenti. E mentre sui social si discute delle vere ragioni dello stop, per Aka 7even si avvicina anche un appuntamento giudiziario: domani, 4 novembre, al Tribunale di Roma è prevista la prima udienza del procedimento per una presunta violazione del diritto d’autore.
Saltano concerti a Napoli, Milano e Roma
La decisione riguarda le ultime tappe dell’«Ultimo ballo tour – Live Indoor», che avrebbe dovuto concludere l’esperienza musicale condivisa dai due artisti dopo la partecipazione al 76° Festival di Sanremo con Poesie Clandestine.
Il calendario prevedeva tre appuntamenti: 20 novembre alla Casa della Musica di Napoli, 23 novembre ai Magazzini Generali di Milano e 24 novembre all’Atlantico di Roma. Nessuno dei tre concerti avrà luogo e gli organizzatori rimborseranno i biglietti.
A comunicare la decisione sono direttamente i protagonisti, attraverso un video pubblicato sui social che li mostra seduti insieme su un divano. LDA, nome d’arte di Luca D’Alessio, figlio di Gigi D’Alessio, e Aka 7even, all’anagrafe Luca Marzano, cercano di spiegare ai fan perché un progetto cominciato meno di un anno fa si interrompa proprio alla vigilia degli ultimi spettacoli. Il punto, secondo loro, non riguarda un litigio o la fine dell’amicizia, ma la volontà di recuperare la propria identità artistica.
La spiegazione dei due cantanti
LDA racconta che la collaborazione era nata senza particolari strategie, dalla voglia di fare musica insieme e condividere un’esperienza professionale.
«Tutto il processo nasce in modo spontaneo, dall’amicizia, dalla voglia di condividere la musica», spiega nel video. Poi arriva il passaggio che chiarisce la decisione: «Ma ci siamo resi conto che ognuno aveva la necessità di prendere la propria strada. La nostra amicizia resta intatta, ci vogliamo bene, viviamo nella stessa casa».
Nessuna rottura personale, dunque, almeno secondo la versione dei diretti interessati. I due continuano a frequentarsi e addirittura a convivere, ma non intendono proseguire il progetto musicale comune.
Aka 7even aggiunge una motivazione che punta tutto sulla sincerità nei confronti del pubblico: «Vogliamo essere veri al 100% con voi: salire sul palco e fingere di essere presissimi non fa parte di noi».
Una dichiarazione che, però, apre un interrogativo inevitabile: se il desiderio di tornare alle carriere individuali era già maturato, perché aspettare così poco tempo prima dei concerti per comunicarlo?
I fan protestano: «E chi ha già prenotato viaggi e alberghi?»
Sotto il video dell’annuncio, le reazioni non sono tutte comprensive. Diversi fan contestano soprattutto il tempismo della decisione, più che la volontà dei due cantanti di separare i rispettivi percorsi artistici.
Il rimborso dei biglietti risolve soltanto una parte del problema. Per assistere ai concerti di Napoli, Milano e Roma, alcuni spettatori avevano già organizzato trasferte, prenotato alberghi e pianificato spostamenti. Spese e impegni che non scompaiono automaticamente con la restituzione del prezzo d’ingresso.
La frase di Aka 7even sul rifiuto di «fingere» sul palco non basta a placare le critiche. Chi aveva acquistato un biglietto si aspettava uno spettacolo, non necessariamente la prosecuzione a tempo indeterminato di un sodalizio artistico. proprio la decisione di non portare a termine gli ultimi tre appuntamenti alimenta le domande sulle ragioni effettive della cancellazione.
L’ombra dei biglietti invenduti: perché fermarsi proprio adesso?
Tra le ipotesi che circolano compare anche quella di una vendita dei biglietti inferiore alle aspettative. Non esistono, però, dati ufficiali che permettano di attribuire la cancellazione dei concerti a risultati commerciali deludenti.
LDA e Aka 7even indicano una motivazione artistica: la necessità di tornare a lavorare separatamente e il desiderio di non presentarsi davanti al pubblico senza un autentico entusiasmo per il progetto comune. Resta il fatto che i due avrebbero potuto completare il calendario e salutare i fan sul palco prima di imboccare strade differenti.
La scelta di interrompere tutto a pochi giorni dagli spettacoli, invece, lascia spazio alle perplessità di chi aveva seguito il duo fin dall’esperienza sanremese. A rendere ancora più delicato il momento arriva una coincidenza giudiziaria che riguarda direttamente Aka 7even.
Aka 7even, domani il processo per il presunto plagio di «Loca»
Mercoledì 4 novembre, al Tribunale di Roma, è prevista la prima udienza del procedimento che vede coinvolto Aka 7even per una presunta violazione del diritto d’autore.
A denunciarlo è stato Lema, nome d’arte di Emanuele Bertolucci, che aveva partecipato ad Amici nell’edizione 2019-2020. Al centro della controversia ci sono due brani: Loka, realizzato da Lema, e Loca, la canzone con cui Aka 7even si era fatto conoscere durante la successiva edizione del talent di Maria De Filippi.
Secondo la contestazione, Loca avrebbe ripreso elementi del brano precedente. Si tratta di un’accusa ancora da esaminare in sede giudiziaria, non di un plagio accertato. Non emergono elementi che colleghino il procedimento alla cancellazione dei concerti. Tuttavia, la vicinanza temporale tra l’annuncio dello scioglimento artistico e l’apertura dell’udienza contribuisce ad alimentare l’attenzione intorno al cantante.
Per LDA e Aka 7even si chiude così, almeno per il momento, un progetto nato dall’amicizia e arrivato sul palco di Sanremo. I due assicurano che il rapporto personale non è cambiato e che continueranno a volersi bene. A cambiare, invece, sono i programmi di chi aveva comprato un biglietto per ascoltarli insieme.







