Matteo Salvini alza ancora il livello dello scontro con Madrid, ma i numeri diffusi dal Viminale ridimensionano la portata delle sue dichiarazioni. A margine del direttivo della Lega in via Bellerio, il vicepremier sostiene che negli aeroporti italiani le autorità stiano bloccando «decine di irregolari in arrivo dalla Spagna». Secondo quanto trapela dal ministero dell’Interno, però, le persone fermate sarebbero 14 e nessuna risulterebbe provenire direttamente da Ceuta.
Il caso si inserisce nella crisi diplomatica esplosa dopo la nuova emergenza migratoria nell’enclave spagnola. L’Italia ha sospeso temporaneamente Schengen con la Spagna e disposto la chiusura delle frontiere marittime e aeree, rafforzando anche i controlli lungo il confine con la Francia. Madrid ha reagito duramente e Pedro Sánchez ha richiamato Roma al rispetto dei trattati europei.
Salvini contro Sánchez: «Farebbe meglio a tacere»
Salvini non arretra. «Il premier spagnolo farebbe miglior figura a tacere e a controllare i suoi confini invece di minacciare il governo italiano», afferma davanti ai cronisti a Milano. Poi rilancia proprio il dato sugli arrivi: «Stiamo bloccando negli aeroporti anche in queste ore decine di irregolari in arrivo dalla Spagna».
Il problema nasce dal confronto con i dati forniti dal Viminale. Secondo le informazioni riportate nelle stesse ore, i fermati sarebbero 14 e non emergerebbe alcun collegamento diretto con i migranti entrati a Ceuta durante la crisi degli ultimi giorni. La differenza non è marginale: la dichiarazione del leader leghista suggerisce un flusso già consistente verso l’Italia, mentre il dato disponibile racconta per ora numeri decisamente più contenuti.
La questione non cancella la gravità di quanto sta accadendo in Spagna. A Ceuta decine di migliaia di persone hanno attraversato il confine nei giorni scorsi e Madrid ha avviato rimpatri su vasta scala verso il Marocco. Secondo i dati diffusi dalle autorità spagnole, oltre 48 mila migranti erano già rientrati in territorio marocchino alla sera del 7 agosto.
Italia e Spagna ai ferri corti sulla crisi di Ceuta
Lo scontro politico corre ormai su due binari. Da una parte Roma difende la decisione di ripristinare i controlli sostenendo di voler proteggere la sicurezza nazionale e prevenire spostamenti secondari verso l’Italia. Dall’altra Madrid accusa il governo Meloni di utilizzare la crisi per alimentare uno scontro politico dentro l’Unione europea.
Sánchez ha pubblicato i dati Frontex sugli ingressi irregolari registrati tra il 2021 e il 2026, sottolineando che attraverso l’Italia sarebbero entrate 478.600 persone contro le 234.760 passate dalla Spagna. Il messaggio è rivolto direttamente a Roma: solidarietà e gestione comune delle frontiere, secondo Madrid, non possono trasformarsi in uno scontro tra governi.
Il governo italiano mantiene invece la linea dura. La sospensione temporanea di Schengen con la Spagna è stata decisa dopo una riunione del Comitato di analisi sull’immigrazione e la sicurezza delle frontiere presieduto dal ministro Matteo Piantedosi. Roma ha contemporaneamente concordato con Parigi un rafforzamento dei controlli sul confine franco-italiano.
Salvini pensa ancora al Viminale
Durante il direttivo leghista, Salvini torna anche sulle indiscrezioni relative a un possibile ritorno al ministero dell’Interno al posto di Matteo Piantedosi. Nega però che intenda annunciare qualcosa a Pontida il 20 settembre.
Il leader leghista rivendica il lavoro al ministero delle Infrastrutture e parla dei «250 miliardi di euro di cantieri aperti», ma lascia comunque spalancata la porta per il futuro: il suo obiettivo, sostiene, resta vincere le prossime elezioni con il centrodestra e riportare la Lega sopra il 10 per cento. E se gli venisse chiesto di tornare al Viminale, aggiunge, accetterebbe volentieri.
La dichiarazione arriva in un momento delicato per il Carroccio. Il direttivo lombardo si è svolto mentre aumentano le tensioni interne tra la leadership nazionale e il fronte autonomista del Nord, con governatori e dirigenti che chiedono un maggiore ritorno ai temi tradizionali del partito.
Il vero nodo resta la gestione degli arrivi dalla Spagna
Per Salvini la crisi di Ceuta offre anche l’occasione di riportare l’immigrazione al centro dell’agenda leghista. Ma proprio per questo i numeri diventano decisivi.
Al momento, il dato disponibile parla di 14 irregolari fermati provenienti dalla Spagna e non direttamente dall’enclave nordafricana. Una cifra ben diversa dalle «decine» evocate dal vicepremier e che non permette, da sola, di descrivere un trasferimento massiccio della pressione migratoria spagnola verso l’Italia.
La tensione tra Roma e Madrid resta invece concreta. Con Schengen temporaneamente sospeso e i controlli rafforzati, le prossime ore diranno se davvero aumenteranno gli arrivi dalla Spagna oppure se l’allarme resterà soprattutto politico. Per ora, tra dichiarazioni e dati ufficiali, la distanza è di quelle che fanno notizia.







