Doveva essere un’elezione suppletiva quasi di ordinaria amministrazione. Sta diventando invece una resa dei conti dentro la destra italiana, con Roberto Vannacci deciso a dimostrare sul campo che il suo Futuro Nazionale può sottrarre voti al centrodestra e, soprattutto, rendergli molto più complicato vincere.
Domenica 27 e lunedì 28 settembre gli elettori del collegio uninominale di Reggio Calabria torneranno alle urne per scegliere il deputato che prenderà il posto lasciato libero da Francesco Cannizzaro, eletto sindaco di Reggio Calabria. Il collegio comprende 71 comuni e sarà il primo vero test nelle urne per il partito dell’ex generale.
Ed è proprio la candidatura scelta da Vannacci ad aver trasformato la suppletiva in una bomba politica. Futuro Nazionale schiera infatti Domenico Giannetta, uomo profondamente radicato nel territorio che fino a poche settimane fa guidava il gruppo di Forza Italia nel Consiglio regionale calabrese. Non un candidato simbolico, dunque, ma un ex azzurro capace di pescare esattamente nello stesso bacino elettorale sul quale conta il centrodestra.
Vannacci prende Giannetta a Forza Italia e apre la guerra
La reazione degli azzurri fa capire quanto la ferita sia profonda. Antonio Tajani ha accusato Giannetta di aver «tradito Forza Italia», mentre Roberto Occhiuto, dopo il passaggio dell’ex capogruppo a Futuro Nazionale, ha dichiarato che il suo governo regionale non aveva più nulla da spartire con chi aveva scelto Vannacci.
Perché Giannetta non arriva dal nulla. Alle Regionali aveva raccolto circa 10mila preferenze nel collegio reggino, una dote personale che rende la sua candidatura particolarmente insidiosa per la coalizione.
Dall’altra parte c’è Fabio Roscioli, tesoriere di Forza Italia e candidato sostenuto dal centrodestra. Su di lui Cannizzaro ha investito direttamente il proprio peso politico, arrivando a presentare il voto per Roscioli anche come un voto di fiducia alla propria squadra.
La partita, quindi, non riguarda soltanto chi entrerà alla Camera. Per Vannacci significa misurare per la prima volta il proprio peso elettorale con il simbolo di Futuro Nazionale sulla scheda. Per Forza Italia significa dimostrare che la fuga di Giannetta non ha aperto una breccia nel proprio elettorato.
«La Calabria sarà la nostra Sassonia»
Vannacci non nasconde le ambizioni. Ha scelto un paragone preciso: la Calabria dovrebbe diventare per Futuro Nazionale quello che la Sassonia rappresenta per l’AfD tedesca. «Puntiamo a fare meglio dell’AfD in Sassonia, più del 43%, noi non poniamo limiti alla provvidenza», ha dichiarato durante la campagna elettorale nel Reggino.
Una soglia altissima, ma politicamente il punto interessante è un altro. Futuro Nazionale non ha necessariamente bisogno di conquistare il collegio per provocare un terremoto. Se Giannetta ottenesse una percentuale significativa pescando prevalentemente tra gli elettori del centrodestra, potrebbe sottrarre a Roscioli proprio i voti necessari per battere il candidato del campo largo. Ed è questo il vero incubo per Forza Italia.
Il terzo incomodo è Frank Benedetto
Mentre a destra volano accuse di tradimento, il centrosinistra guarda alla battaglia con crescente interesse. Il candidato del campo largo è Frank Benedetto, primario di cardiochirurgia e figura conosciuta sul territorio, sostenuto dalle forze di opposizione. La sua campagna elettorale si è sviluppata nei 71 comuni del collegio con particolare attenzione a sanità, spopolamento e ruolo di Reggio Calabria nel Mediterraneo.
La candidatura di Giannetta cambia inevitabilmente l’aritmetica della sfida. Nel 2022 Cannizzaro aveva ottenuto circa 66mila voti, mentre Pd e Movimento 5 Stelle, allora separati, complessivamente erano rimasti sotto quota 60mila. Oggi il quadro politico è diverso e soprattutto il voto della destra si presenta diviso. Non significa che il risultato sia scritto. Significa però che una competizione che sulla carta appariva molto più semplice per il centrodestra è diventata un test politico nazionale.
Il vero risultato di Vannacci potrebbe non essere vincere
C’è infatti una seconda partita dietro quella per il seggio. Vannacci vuole capire quanto Futuro Nazionale sia capace di trasformare la propria visibilità in voti reali e quanto consenso possa sottrarre ai partiti tradizionali del centrodestra. Per Meloni, Tajani e Salvini, invece, Reggio Calabria diventa un piccolo laboratorio in vista delle prossime sfide nazionali.
Il dato da osservare sarà quindi anche la percentuale raccolta da Giannetta. Il centrodestra vuole limitarne il peso. Nell’area vicina a Occhiuto è circolato un obiettivo molto chiaro: tenerlo sotto il 10%. Un risultato superiore renderebbe inevitabilmente più pesante il dossier Vannacci nei futuri rapporti interni alla destra.
Ancora più dirompente sarebbe un altro scenario: Roscioli sconfitto da Benedetto con Giannetta capace di raccogliere una quota di voti superiore al distacco tra i primi due. Non dimostrerebbe automaticamente che quegli elettori avrebbero votato Roscioli in assenza di Futuro Nazionale, ma politicamente aprirebbe una discussione difficilissima da evitare.
La mina Vannacci è ormai dentro il centrodestra
È questo il paradosso della suppletiva calabrese. Vannacci corre contro il centrodestra, ma il risultato potrebbe pesare soprattutto sul futuro del centrodestra. Se Futuro Nazionale dovesse dimostrare di possedere un bacino elettorale autonomo e sufficientemente consistente, la domanda sulle future alleanze diventerebbe ancora più pressante. Se invece Giannetta restasse confinato a percentuali marginali, i partiti della maggioranza avrebbero un argomento molto diverso da utilizzare contro l’ex generale.
Per questo Reggio Calabria vale politicamente molto più di un singolo seggio alla Camera. Vannacci ha scelto per il debutto elettorale un ex uomo forte di Forza Italia, Forza Italia ha risposto accusandolo di tradimento e il centrosinistra prova a trasformare la spaccatura degli avversari nella propria occasione.
Domenica e lunedì si capirà quanto pesa davvero questa mina. E soprattutto se Vannacci sia soltanto in grado di togliere voti al centrodestra oppure abbia già la forza per condizionarne concretamente le vittorie nei collegi. Perché, al di là delle percentuali e delle dichiarazioni della vigilia, sarà questo il dato politico più importante che uscirà dalle urne di Reggio Calabria.







