Francesca Albanese, relatrice speciale ONU sulla situazione dei diritti umani nei territori palestinesi occupati dal 1967, ha posato per Love Magazine (da 25 euro a copia), prestigiosa rivista internazionale dedicata alla moda e al lifestyle. La paladina della causa palestinese è la protagonista della copertina del nuovo numero e di un servizio fotografico realizzato tra studio e mare.
Per l’occasione ha indossato diversi abiti firmati, tra cui capi di Loro Piana e Celine. Nel suo ruolo alle Nazioni Unite ha pubblicato diversi rapporti sulla situazione dei palestinesi e ha espresso posizioni fortemente critiche nei confronti delle politiche israeliane nei territori occupati.
La svolta glamour
Per Love Magazine, Albanese ha scelto invece un’immagine decisamente legata al mondo della moda. Nelle fotografie appare come protagonista di un vero servizio fashion, seguito da un team creativo e di styling. Il punto che ha fatto discutere riguarda soprattutto Loro Piana e Celine, due dei marchi indossati dalla relatrice ONU. Entrambi fanno parte del gruppo francese LVMH, uno dei principali colossi mondiali del lusso.
Il controsenso
E’ qui che nasce il controsenso sottolineato da alcune testate e piattaforme vicine alle campagne di boicottaggio pro-Palestina. Boycat, piattaforma che monitora i marchi sulla base dei loro presunti legami con attività considerate di sostegno all’occupazione israeliana, segnala infatti due dei marchi indossati da Francesca Albanese: Loro Piana e Celine. La questione viene collegata agli investimenti effettuati nel 2021 da Bernard Arnault e Howard Schultz nella società israeliana di sicurezza informatica Wiz.
Choc per i brand indossati
Va però precisato che LVMH non compare tra i principali marchi indicati dalla lista ufficiale del movimento BDS (ovvero “Boycott, Divestment, Sanctions” che dal 2005 promuove boicottaggi e azioni contro Israele): la segnalazione riguarda specificamente piattaforme come Boycat e le loro modalità di classificazione.
La copertina che fa discutere
Il risultato è quindi un’immagine che sta facendo discutere: la relatrice ONU, Francesca Albanese, diventata uno dei volti più riconoscibili della causa palestinese posa per una rivista di moda indossando marchi che alcune realtà pro-Palestina invitano a boicottare. Un contrasto evidente tra il personaggio pubblico di Albanese e i brand scelti per il servizio fotografico.







