La guerra tra Russia e Ucraina sfiora direttamente il territorio della Nato. Un drone russo è precipitato nella notte su un edificio residenziale a Galați, città della Romania situata a pochi chilometri dal confine ucraino, provocando un incendio e il ferimento di due persone. Bucarest parla apertamente di una violazione del proprio spazio aereo e definisce l’episodio «una grave e irresponsabile escalation».
L’incidente è avvenuto poco prima delle tre del mattino, mentre la Russia stava conducendo un massiccio attacco con droni contro la regione ucraina di Odessa. Galați si trova infatti in una posizione particolarmente sensibile, non lontano dalle aree bersaglio dei bombardamenti russi lungo il Danubio e il Mar Nero.
Il drone precipita su un palazzo a Galați
Secondo le prime ricostruzioni, le autorità romene avevano già diramato un’allerta alla popolazione segnalando la possibilità di caduta di oggetti provenienti dallo spazio aereo vicino al confine. Poco dopo è arrivato l’impatto.
Il drone ha colpito un edificio residenziale causando un’esplosione e un incendio in un appartamento situato al decimo piano. I soccorritori sono intervenuti rapidamente riuscendo a contenere le fiamme ed evacuare i residenti. Due persone hanno riportato ferite lievi.
Nelle ore successive il ministero della Difesa romeno ha confermato che il velivolo era di origine russa e che l’incidente è avvenuto durante una nuova ondata di attacchi lanciati da Mosca contro infrastrutture civili ucraine vicino al confine romeno.
Bucarest informa la Nato
La reazione della Romania è stata immediata. Il governo ha denunciato formalmente la violazione dello spazio aereo nazionale e ha informato il segretario generale della Nato dell’accaduto.
La definizione scelta dal ministero della Difesa non lascia spazio a interpretazioni: «grave e irresponsabile escalation». Un linguaggio particolarmente duro che riflette la crescente preoccupazione per il rischio che il conflitto possa coinvolgere, anche involontariamente, territori appartenenti all’Alleanza Atlantica.
Negli ultimi anni diversi droni e frammenti di velivoli russi sono già stati rinvenuti sul territorio romeno durante gli attacchi contro i porti ucraini sul Danubio. Questa volta, però, il drone non si è limitato a cadere in un’area disabitata ma ha colpito direttamente un edificio abitato provocando feriti.
Colpita anche una nave diretta in Turchia
Nelle stesse ore un altro episodio rischia di alimentare ulteriormente le tensioni internazionali. La marina ucraina ha denunciato che un attacco russo ha colpito una nave mercantile di proprietà turca appena partita dal porto di Odessa.
Secondo Kiev, il drone avrebbe provocato un incendio a bordo e il ferimento di due membri dell’equipaggio. L’imbarcazione batteva bandiera di Vanuatu ma appartiene a una società turca ed era diretta proprio verso la Turchia.
Le autorità ucraine parlano di un attacco deliberato contro una nave civile impegnata nelle attività commerciali nel Mar Nero, mentre al momento non risultano commenti ufficiali da parte di Mosca.
Cresce la tensione sul fianco orientale della Nato
L’episodio di Galați rappresenta uno dei più delicati dall’inizio della guerra. Sebbene non vi siano indicazioni di un attacco intenzionale contro la Romania, il fatto che un drone russo abbia colpito un edificio civile all’interno del territorio di un Paese Nato aumenta inevitabilmente il livello di tensione.
Per Bucarest si tratta di un segnale allarmante. Per la Nato, dell’ennesima dimostrazione di quanto il conflitto ucraino continui a produrre effetti ben oltre i confini del Paese invaso.
Mentre i combattimenti si intensificano nell’area di Odessa e lungo il Mar Nero, il rischio di incidenti capaci di coinvolgere direttamente Stati membri dell’Alleanza Atlantica appare oggi più concreto di quanto non fosse nei mesi scorsi.







