Garlasco, l’avvocato Angela Taccia all’attacco della Procura: “La perizia psichiatrica su Sempio è imbarazzante”

L’avvocato Taccia con Andrea Sempio

La nuova mossa della Procura di Pavia nel caso Garlasco ha provocato una durissima reazione da parte della difesa di Andrea Sempio. Al centro dello scontro c’è la consulenza psichiatrica affidata allo psichiatra Roberto Catanesi, incaricato di valutare la capacità di intendere e di volere dell’unico indagato per l’omicidio di Chiara Poggi.

A criticare apertamente la decisione è stata l’avvocata Angela Taccia, che durante la trasmissione Ore 14 Sera ha definito la scelta dei magistrati addirittura “imbarazzante”, contestando soprattutto il momento in cui arriva questo accertamento, a pochi passi dalla possibile richiesta di rinvio a giudizio.

La Procura punta sulla perizia psichiatrica

L’incarico conferito dai pm mira ad accertare l’eventuale presenza, all’epoca dei fatti, di condizioni patologiche in grado di incidere sulla capacità di intendere e di volere di Andrea Sempio. La consulenza dovrà inoltre valutare l’eventuale presenza di disturbi rilevanti ai fini dell’imputabilità e verificare perfino un possibile profilo di pericolosità sociale.

Proprio quest’ultimo aspetto ha suscitato le critiche più dure della difesa.

Secondo Taccia, infatti, la Procura avrebbe scelto una strada inattesa invece di confrontarsi direttamente con le cinque consulenze tecniche depositate dagli esperti incaricati dalla difesa dopo la chiusura delle indagini.

“Dopo 19 anni si parla di pericolosità sociale?”

Nel corso dell’intervista televisiva, l’avvocata non ha nascosto il proprio stupore.

“Adesso sembra quasi che vogliano puntare a un accertamento di pericolosità sociale proprio per cercare la fondatezza di una misura di sicurezza cautelare. E io mi chiedo: dopo 19 anni, davvero?”, ha dichiarato.

Taccia ha poi rilanciato l’attacco sul terreno tecnico, sostenendo che i magistrati dovrebbero concentrarsi sugli elementi materiali dell’inchiesta piuttosto che su una valutazione psicologica dell’indagato.

“Dopo che abbiamo depositato cinque consulenze, invece di venire nell’aula giudiziaria a confrontarsi nel contraddittorio, non volete verificare davvero se il piede di Andrea Sempio entra in quell’impronta? Non volete vedere davvero l’impronta 33?”, ha incalzato.

Da qui la conclusione più dura: “È imbarazzante, sinceramente”.

Lo scontro sulle prove scientifiche

Le parole della legale si inseriscono in una strategia difensiva ormai evidente. Il team di Sempio punta infatti a contestare gran parte dell’impianto accusatorio costruito dalla Procura di Pavia.

Nelle ultime settimane la difesa ha depositato una serie di consulenze che mettono in discussione la lettura dell’impronta 33, le conclusioni genetiche sul Dna e altri elementi tecnici contenuti nell’avviso di conclusione delle indagini.

Secondo l’avvocato Liborio Cataliotti, collega di Taccia nel collegio difensivo, la scelta di disporre una consulenza psichiatrica in questa fase rappresenterebbe addirittura un segnale di debolezza dell’accusa.

Perché la difesa non ha depositato la perizia personologica

Durante la trasmissione, Angela Taccia ha anche spiegato perché la difesa abbia scelto di non depositare una propria perizia personologica su Andrea Sempio.

La decisione sarebbe legata alla volontà di non attribuire valore processuale alla consulenza elaborata dal Racis dei carabinieri, nella quale gli investigatori avrebbero descritto Sempio come una persona dotata di una forte capacità di mentire e caratterizzata da un rapporto problematico con le donne.

“Abbiamo deciso di non depositarla proprio perché sapevamo che quella consulenza non ha alcun valore probatorio. Lo dice il codice. Depositarla avrebbe significato attribuire importanza a quell’elemento”, ha spiegato l’avvocata.

Un nuovo fronte nello scontro tra accusa e difesa

A pochi giorni dalla possibile richiesta di rinvio a giudizio, il confronto tra Procura e difesa si sposta dunque sempre più sul terreno delle consulenze e delle perizie.

Da una parte i magistrati che continuano a rafforzare il quadro accusatorio nei confronti di Andrea Sempio. Dall’altra i suoi avvocati che contestano metodo, tempi e contenuti delle nuove iniziative investigative.

E mentre si attende la decisione sul futuro processuale dell’indagato, il caso Garlasco continua ad allargarsi ben oltre il delitto di Chiara Poggi, trasformandosi sempre più in una battaglia tra ricostruzioni scientifiche, interpretazioni investigative e strategie difensive.