Teheran alza ancora lo scontro con l’Occidente e mette nel mirino anche Giorgia Meloni. Il quotidiano iraniano Hamshahri, controllato dal Comune della capitale, pubblica una vera e propria «lista nera» dei presunti responsabili della morte dell’ayatollah Ali Khamenei. Tra le fotografie compare anche quella della presidente del Consiglio italiana, ritratta con una tuta arancione da detenuta.
Il giornale inserisce accanto a Meloni il presidente americano Donald Trump, il premier israeliano Benjamin Netanyahu, il presidente francese Emmanuel Macron, il primo ministro britannico Keir Starmer, il cancelliere tedesco Friedrich Merz, il segretario di Stato Marco Rubio e il capo del Pentagono Pete Hegseth. Sui volti di Trump e Netanyahu compare perfino un bersaglio.
Il figlio di Khamenei promette vendetta
La pubblicazione arriva poche ore dopo il messaggio di Mojtaba Khamenei.
Il figlio della Guida suprema giura vendetta contro gli autori dell’uccisione del padre e lancia un avvertimento destinato ai leader occidentali: «Gli assassini pagheranno per i loro crimini».
Washington replica senza abbassare i toni. Donald Trump scrive su Truth che gli Stati Uniti sono pronti a colpire l’Iran con «mille missili» se Teheran tenterà di ucciderlo.
Il governo italiano reagisce
Roma non lascia cadere l’episodio.
Tommaso Foti esprime immediatamente solidarietà alla presidente del Consiglio e definisce la pubblicazione «un messaggio di odio e di violenza».
Anche il presidente della Camera Lorenzo Fontana manifesta vicinanza a Meloni e giudica «grave e inquietante» l’iniziativa del quotidiano iraniano.
Il governo ricorda inoltre di avere escluso qualsiasi partecipazione italiana alle operazioni militari contro l’Iran.
La diplomazia cerca uno spiraglio
Mentre Teheran alza il livello dello scontro, Oman, Qatar e Stati Uniti continuano a cercare un canale di dialogo con la Repubblica islamica.
Le indiscrezioni parlano di nuovi contatti tra le delegazioni, ma nelle ultime ore sono arrivate versioni contrastanti sul loro effettivo svolgimento.
Una cosa, però, appare evidente: la morte di Ali Khamenei continua ad allargare il fronte della crisi. Adesso l’Iran punta il dito anche contro Giorgia Meloni e trascina l’Italia dentro una delle campagne propagandistiche più dure lanciate da Teheran dall’inizio della guerra.







