Garlasco, Stasi e Sempio appesi sul filo dei secondi: la nuova battaglia si gioca sui tempi, sui percorsi e sul cronometro

Nel delitto di Chiara Poggi la distanza tra un alibi e un’accusa di omicidio può misurarsi in pochi minuti. Forse perfino in secondi. È su questo terreno che la difesa di Andrea Sempio ha deciso di combattere l’ultima fase dell’inchiesta: non soltanto perizie e consulenze, ma sopralluoghi, tragitti ripetuti, chilometri percorsi in automobile e sentieri attraversati a piedi con il cronometro in mano.

Gli avvocati Angela Taccia e Liborio Cataliotti stanno ricostruendo gli spostamenti che Sempio sostiene di avere compiuto la mattina del 13 agosto 2007, mentre nella villetta di via Pascoli qualcuno uccideva Chiara Poggi. Un lavoro reso più complesso dai diciannove anni trascorsi: le strade sono cambiate, la vegetazione ha invaso alcuni passaggi, gli edifici non hanno più lo stesso aspetto. Ma la domanda resta identica: quei tempi sono compatibili con il racconto dell’indagato?

La difesa sostiene di sì. «Abbiamo rifatto il percorso in auto da Garlasco a Vigevano e ritorno: i tempi tornano con quello che Andrea Sempio ha sempre raccontato», ha spiegato Taccia, anticipando soltanto una parte degli accertamenti che gli avvocati intendono utilizzare nelle sedi giudiziarie.

Il 28 settembre scade il tempo della Procura

Il calendario dell’inchiesta porta a una data precisa: il 28 settembre. Entro quel giorno si concluderanno le indagini preliminari su Andrea Sempio e la Procura di Pavia dovrà scegliere se chiedere il rinvio a giudizio oppure domandare una nuova archiviazione.

Il percorso giudiziario ha già attraversato diversi passaggi. L’8 maggio 2026 i pubblici ministeri hanno notificato la chiusura delle indagini, permettendo alla difesa di esaminare l’intero fascicolo e le consulenze tecniche dell’accusa. Il 25 maggio gli avvocati hanno risposto depositando cinque consulenze e una memoria difensiva.

Tre giorni dopo, la Procura ha comunicato l’intenzione di svolgere ulteriori accertamenti per valutare la solidità scientifica delle osservazioni presentate dalla difesa. I magistrati hanno inoltre nominato lo psichiatra Roberto Catanesi per nuove valutazioni tecnico-scientifiche.

La decisione non anticipa l’esito dell’inchiesta, ma conferma che il confronto tra accusa e difesa resta aperto. Ogni consulenza, ogni ricostruzione e ogni calcolo dovranno superare il vaglio dei magistrati prima di poter assumere un valore processuale.

Il viaggio a Vigevano e l’alibi di Sempio

Vigevano rappresenta uno dei punti centrali della ricostruzione. Sempio ha sempre sostenuto di essersi recato nella città durante le ore in cui veniva commesso l’omicidio. Gli investigatori hanno quindi analizzato il viaggio da Garlasco, la permanenza a Vigevano e il successivo ritorno.

La difesa ha ripetuto quel percorso e ritiene che gli orari coincidano con il racconto dell’indagato. Se il tragitto risulta concretamente percorribile nei tempi indicati, l’alibi acquista forza. Non dimostra automaticamente l’innocenza di Sempio, ma può rendere più difficile collocarlo nella villetta durante la finestra temporale del delitto.

Il confronto non riguarda soltanto la durata complessiva del viaggio. Gli avvocati verificano il traffico presumibile, le distanze, le strade disponibili all’epoca e le possibili soste. In un’indagine costruita anche sulla cronologia, una differenza di pochi minuti può modificare il significato di un intero spostamento.

I 400 metri verso la casa della nonna

La difesa si concentra anche sull’area dietro la villetta dei Poggi. Nell’informativa conclusiva, i carabinieri del Nucleo investigativo di Milano hanno ipotizzato che Sempio potesse raggiungere la casa della nonna in via Canova, distante circa 400 metri da via Pascoli.

Secondo la ricostruzione accusatoria, l’indagato avrebbe potuto utilizzare un percorso sul retro della villetta, arrivare nell’abitazione della nonna, ripulirsi e poi rientrare a casa per il pranzo. Gli avvocati contestano questa sequenza e intendono verificarne concretamente la fattibilità.

«Torneremo e andremo anche tra i rovi», ha annunciato Taccia. Non si tratta soltanto di stabilire quanti metri separassero le due abitazioni, ma di valutare la natura del percorso, il tempo necessario per attraversarlo, la possibilità di farlo senza essere notati e la compatibilità con gli altri movimenti attribuiti a Sempio.

La vegetazione odierna non coincide naturalmente con quella del 2007, ma la conformazione dei luoghi può ancora fornire indicazioni utili. La difesa vuole capire se quel tragitto rappresentasse davvero una via rapida e praticabile oppure soltanto un’ipotesi teorica.

Perché gli avvocati studiano anche gli spostamenti di Stasi

Gli accertamenti non riguardano soltanto Sempio. I difensori stanno ricostruendo anche il percorso tra la casa dei Poggi e l’abitazione di Alberto Stasi, condannato in via definitiva a sedici anni di carcere.

La scelta può sembrare sorprendente, ma risponde a una strategia precisa. Fino alla chiusura delle indagini, gli avvocati di Sempio non disponevano di tutti gli atti dei procedimenti precedenti. Ora vogliono prepararsi a ogni possibile sviluppo, compresa l’eventuale revisione del processo a Stasi.

La Procura di Pavia ha manifestato l’intenzione di trasmettere gli atti alla Procura generale di Milano perché valuti i presupposti per una revisione. Nessun nuovo processo risulta ancora disposto, ma l’ipotesi potrebbe cambiare radicalmente lo scenario.

In caso di rinvio a giudizio di Sempio, Stasi potrebbe valutare la costituzione di parte civile. Per questo la difesa vuole conoscere ogni dettaglio dei vecchi procedimenti e anticipare le possibili contestazioni che potrebbero arrivare dall’uomo condannato per l’omicidio.

Il precedente del 2017 e i nuovi elementi

Gli spostamenti di Sempio erano già stati analizzati nel 2017, quando il giudice archiviò il procedimento aperto nei suoi confronti. All’epoca, tempi e percorsi non avevano fornito elementi sufficienti per sostenere un’accusa.

La nuova indagine, però, prende in esame materiale che la Procura ritiene meritevole di ulteriori approfondimenti. Tra i punti al centro degli accertamenti figurano le tracce biologiche trovate sotto le unghie di Chiara Poggi, la cosiddetta impronta 33, le annotazioni attribuite a Sempio e alcune immagini che lo collocano nelle vicinanze di via Pascoli nel pomeriggio del giorno del delitto.

La difesa sostiene di poter contestare questi elementi attraverso le proprie consulenze. Le fotografie del pomeriggio, osservano gli avvocati, non dimostrano la presenza di Sempio durante l’omicidio. Anche la lettura del materiale genetico dovrà confrontarsi con la quantità e la qualità delle tracce, con il rischio di contaminazione e con le modalità con cui i reperti vennero raccolti e conservati.

Il caso Garlasco si trova così davanti a un nuovo bivio. Da una parte c’è una condanna definitiva nei confronti di Alberto Stasi; dall’altra un’indagine che concentra l’attenzione su Andrea Sempio e che potrebbe alimentare una richiesta di revisione.

In mezzo restano gli orari, le distanze e i tragitti. La strada per Vigevano, i 400 metri verso via Canova, il sentiero dietro la villetta, il percorso che separava Chiara Poggi da Alberto Stasi. Nel nuovo capitolo dell’inchiesta, la verità non si cerca soltanto nei laboratori o nei fascicoli: si prova a inseguirla con un cronometro.