Bruce Springsteen non arretra. Nemmeno davanti alle minacce di morte. Il “Boss” sta trasformando il suo nuovo tour americano in una sfida politica aperta contro Donald Trump e il clima, attorno alla E Street Band, sarebbe diventato ormai pesantissimo. Sicurezza rafforzata, controlli più rigidi e autorità federali in allerta: secondo quanto raccontato da Steven Van Zandt, storico chitarrista della band, le intimidazioni contro Springsteen sarebbero aumentate drasticamente dopo i durissimi attacchi lanciati dal cantante contro il presidente degli Stati Uniti.
Il rocker del New Jersey, da sempre vicino all’area democratica americana, nelle ultime settimane non ha usato mezzi termini contro Trump, definendolo “corrotto, incompetente, traditore e razzista”. Parole che hanno incendiato ancora di più un Paese già spaccato politicamente e che avrebbero trasformato il “Land of Hope and Dreams Tour” in qualcosa di molto diverso da una semplice tournée musicale.
Le minacce di morte contro Bruce Springsteen
A parlare apertamente del clima attorno ai concerti è stato proprio Steven Van Zandt, storico braccio destro del Boss, in un’intervista al Daily Mail. “Questo tour è diverso dal solito per l’alto livello di sicurezza”, ha spiegato. “Ci sono state molte minacce, comprese minacce di morte. Succede sempre in parte, ma questa volta la situazione è aumentata”.
Parole che fotografano la tensione crescente attorno a Springsteen. Negli Stati Uniti, il cantante è diventato ormai molto più di un musicista: per una parte dell’America rappresenta una voce simbolica dell’opposizione culturale a Trump. E proprio questa esposizione politica starebbe alimentando rabbia e ostilità negli ambienti più radicali del mondo Maga.
FBI e autorità federali monitorano il tour
Secondo Van Zandt, l’organizzazione del tour avrebbe rafforzato drasticamente le misure di sicurezza proprio per il livello delle minacce ricevute. “L’FBI e altre autorità stanno monitorando attentamente la situazione”, ha dichiarato il chitarrista della E Street Band. “Vogliamo che i fan siano al sicuro e si sentano al sicuro”.
Non è chiaro quante siano le intimidazioni considerate credibili dalle autorità americane. Ma il fatto che venga citato direttamente l’FBI racconta il livello di allarme attorno agli eventi live del cantante. Negli Usa, dove la polarizzazione politica è ormai totale, anche i concerti rischiano di trasformarsi in terreno di scontro ideologico.
Il “Boss” contro Trump: musica, politica e America spaccata
Springsteen non è nuovo agli attacchi contro Donald Trump. Da anni il rocker critica apertamente il presidente e il mondo Maga, accusandolo di aver tradito i valori storici degli Stati Uniti. Ma questa volta il tono dello scontro sembra essersi alzato ulteriormente.
Il “Land of Hope and Dreams Tour” è diventato una sorta di manifesto politico itinerante contro le politiche trumpiane. Tra discorsi sul palco, riferimenti all’America divisa e messaggi contro il razzismo e l’autoritarismo. Una scelta che entusiasma una parte del pubblico e ne fa infuriare un’altra.
E così Bruce Springsteen, simbolo della working class americana e voce storica dell’America operaia, si ritrova oggi al centro di una battaglia culturale e politica feroce. Con i concerti blindati, l’FBI in allerta e la sensazione che negli Stati Uniti anche una chitarra e un microfono possano ormai diventare materiale da guerra civile mediatica.







