La foto di Elodie e Franceska Nuredini insieme a letto, nude sotto le lenzuola, ha fatto rapidamente il giro dei social. Uno scatto intimo, condiviso senza provocazioni e senza proclami, che per migliaia di fan rappresenta semplicemente la conferma di una storia d’amore ormai vissuta alla luce del sole. Per altri, invece, è diventato il pretesto per riversare una valanga di insulti, commenti omofobi e volgarità che hanno riportato al centro il tema dell’odio online contro le coppie dello stesso sesso.
A raccogliere e denunciare quei messaggi è stata Selvaggia Lucarelli, che in un lungo intervento ha deciso di mostrare senza filtri il livello della violenza verbale comparsa sotto le immagini della cantante e della ballerina. La giornalista parte da un commento particolarmente offensivo, scritto – sottolinea – da una donna: «′Ste triette, si fanno prima gli uomini e poi le donne, queste due strnze». Da qui prende forma una riflessione che va ben oltre il gossip e che si concentra soprattutto sull’identità di chi alimenta questo clima.
Non solo haters, ma adulti che trasformano il pregiudizio in odio
Secondo Lucarelli, il dato che colpisce maggiormente non è soltanto la violenza delle parole, ma l’età di chi le scrive. «Ci credete che questo commento è stato pensato, scritto e postato da una donna?», si chiede la giornalista, spiegando di avere trovato decine di messaggi firmati da persone che potrebbero tranquillamente essere le madri o le nonne delle due protagoniste.
Il suo ragionamento punta il dito contro una generazione che, almeno teoricamente, dovrebbe rappresentare equilibrio, esperienza e senso della misura. Invece, osserva, proprio molti adulti finiscono per trasformare i social nel luogo in cui liberare rabbia, pregiudizi e aggressività.
Tra i messaggi riportati compaiono frasi come «Elodie e Franceska fate schifo», «siete due depravate», «mi date la nausea», «ma non vi vergognate?», «voi due siete una porcheria», «state lontano da me». Commenti che, secondo Lucarelli, raccontano un’omofobia ancora profondamente radicata e capace di emergere ogni volta che una coppia omosessuale decide di mostrarsi pubblicamente senza nascondersi.
Gli stereotipi sulle coppie lesbiche e il riferimento ad Andrea Iannone
L’altra faccia dell’ondata d’odio è rappresentata dai commenti degli uomini. Anche in questo caso, Lucarelli raccoglie decine di messaggi che ruotano attorno agli stereotipi più vecchi e offensivi sulle relazioni tra donne.
C’è chi sostiene che Elodie e Franceska «non abbiano ancora incontrato l’uomo giusto», chi trasforma la loro relazione in un argomento sessuale e chi continua a riproporre domande come «chi delle due fa l’uomo?» oppure «chi glielo mette a chi?». Un linguaggio che riduce una relazione sentimentale a una caricatura e che, secondo la giornalista, rivela tutta l’incapacità di accettare un amore che non ruota attorno alla figura maschile.
Nel suo intervento compare anche un riferimento ad Andrea Iannone, ex compagno di Elodie. Lucarelli richiama infatti l’episodio della fotografia con due sex toy pubblicata e poi cancellata dal pilota, domandandosi se quel gesto non fosse il tentativo di riaffermare una certa idea di mascolinità dopo la fine della relazione con la cantante.
La storia tra Elodie e Franceska, del resto, continua ad attirare l’attenzione del gossip. Le due si sono conosciute nel 2025 durante il tour della cantante, quando Franceska Nuredini faceva parte del corpo di ballo. All’epoca Elodie era ancora legata a Iannone. Poi sono arrivati gli avvistamenti insieme, i primi rumors, la fine della relazione con il pilota e, infine, la scelta di vivere apertamente il rapporto con la ballerina.
Dai social ai richiami a Vannacci, il caso diventa politico
Nel lungo elenco di messaggi raccolti da Lucarelli compare anche un elemento che va oltre il semplice insulto. Sotto la foto di Elodie e Franceska, infatti, numerosi utenti hanno scritto «Vannacci fai presto», trasformando il nome del generale in uno slogan da utilizzare contro una coppia omosessuale.
Per la giornalista questo dettaglio dimostra come l’odio online non sia soltanto il frutto di singoli sfoghi personali, ma finisca spesso per intrecciarsi con un clima culturale e politico più ampio, nel quale l’orientamento sessuale continua a diventare terreno di scontro.
La vicenda dimostra ancora una volta come una semplice fotografia possa trasformarsi in un caso nazionale. Elodie e Franceska Nuredini non hanno lanciato messaggi politici, non hanno cercato provocazioni e non hanno risposto agli insulti. Hanno condiviso un momento della loro quotidianità. È stata la reazione di una parte dei social a trasformare quello scatto in un simbolo, facendo emergere un linguaggio fatto di omofobia, sessismo e pregiudizi che continua a trovare spazio sotto i post dei personaggi pubblici.
Ed è proprio questo il punto che Lucarelli mette al centro della sua riflessione: dietro ogni insulto non c’è soltanto un’opinione, ma una cultura che continua a considerare un amore tra due donne qualcosa da giudicare, ridicolizzare o condannare. Una cultura che, a leggere i commenti, sembra appartenere molto più agli adulti che alle nuove generazioni.







