Due puntate, 2,6% e 2,7% di share. Numeri che per una prima serata di Rai3 sono sufficienti ad accendere più di una spia rossa e che avrebbero trasformato la partenza della nuova stagione di Filorosso in un problema interno a Viale Mazzini. Intorno al programma condotto da Antonino Monteleone si starebbe infatti creando una situazione molto più complicata del semplice flop Auditel: sullo sfondo ci sono malumori editoriali, trasferimenti di autori contestati, sovrapposizioni con altre trasmissioni della stessa Rai e persino l’ipotesi di cambiare immediatamente il giorno di messa in onda.
Il martedì sera, insomma, potrebbe avere vita breve. La collocazione scelta per Filorosso espone il programma a una concorrenza particolarmente forte e richiede mezzi importanti, mentre gli ascolti delle prime due settimane non hanno fornito i risultati sperati. Secondo le indiscrezioni che circolano a Viale Mazzini, ai piani alti starebbero quindi valutando uno spostamento nel tentativo di fermare l’emorragia di telespettatori.
Ma il problema non riguarda soltanto Monteleone. La maretta coinvolgerebbe il direttore degli Approfondimenti Rai Paolo Corsini e soprattutto il suo vice Giuseppe Malara, indicato come uno dei principali sostenitori della versione autunnale di Filorosso e della scelta di anticiparne la partenza.
Filorosso inchiodato sotto il 3% e l’ipotesi di cambiare serata
L’esordio si è fermato al 2,6%, mentre la seconda puntata ha raccolto il 2,7%. Un miglioramento di appena un decimo che non basta a cambiare il quadro e che avrebbe alimentato la preoccupazione per il futuro della trasmissione.
Il martedì viene considerato uno dei problemi. È una serata televisivamente affollata e costosa, nella quale un programma di approfondimento deve disporre di una macchina editoriale capace di produrre esclusive, ospiti e servizi sufficientemente forti da distinguersi dalla concorrenza. In casa Rai budget di quel livello vengono associati soprattutto a programmi consolidati come Lo Stato delle Cose di Massimo Giletti e Report.
Da qui l’ipotesi che starebbe prendendo corpo: spostare Filorosso dal martedì e cercare una collocazione meno proibitiva. Per il momento si tratta di uno scenario e non di una decisione annunciata dalla Rai, ma il fatto stesso che la soluzione venga presa in considerazione dopo appena due puntate racconta la delicatezza della situazione.
La rivolta di Mi Manda Rai Tre: «Tolto ai poveri per dare ai ricchi»
A rendere ancora più agitato il clima c’è poi la vicenda di Mi Manda Rai Tre, condotto da Federico Ruffo. La redazione del programma avrebbe inviato una durissima lettera interna, provocando l’intervento del Cdr Approfondimenti, che ha chiesto un incontro urgente a Corsini e Malara.
Al centro dello scontro ci sarebbe una decisione particolarmente indigesta alla squadra di Ruffo: un autore considerato centrale per la nuova edizione di Mi Manda Rai Tre sarebbe stato spostato alla redazione di Filorosso.
Una scelta che avrebbe esasperato ulteriormente gli animi perché arrivata mentre il programma di Ruffo può rivendicare buoni risultati in prima serata e quello di Monteleone deve fare i conti con una partenza sotto il 3%. Negli ambienti Rai la vicenda viene sintetizzata con un’immagine molto poco diplomatica: si sarebbe finito per «prendere ai poveri per dare ai ricchi», rafforzando la trasmissione che sta soffrendo a discapito di quella che aveva ottenuto risultati soddisfacenti.
Il problema, quindi, non riguarda più soltanto gli ascolti. Diventa anche una questione di distribuzione delle risorse interne e di scelte editoriali, tanto da portare la rappresentanza sindacale dei giornalisti a chiedere un confronto urgente con i vertici.
Giletti contesta Filorosso: «Perché rifare il giorno dopo le stesse cose?»
A essere tutt’altro che entusiasta sarebbe anche Massimo Giletti. In questo caso la questione riguarda i contenuti e una possibile cannibalizzazione tra programmi della stessa azienda.
Giletti avrebbe fatto presente ai dirigenti Rai l’incongruenza di riproporre il martedì a Filorosso argomenti già affrontati appena ventiquattr’ore prima a Lo Stato delle Cose. L’esempio indicato riguarda lo spazio dedicato a Sigfrido Ranucci, accompagnato anche da un’intervista alla Boccia molto simile a quella già proposta il giorno precedente.
La domanda posta ai vertici sarebbe, in sostanza, elementare: che senso ha utilizzare uomini, mezzi e budget per offrire al pubblico di Rai3 il martedì qualcosa che la stessa Rai ha già raccontato il lunedì?
Un’obiezione che diventa ancora più pesante quando il secondo programma fatica a trovare pubblico. Se Filorosso deve conquistare una propria identità, ripercorrere temi appena consumati da un’altra trasmissione di approfondimento rischia di produrre l’effetto opposto.
Monteleone tira in ballo Eleonora Daniele e scoppia un altro caso
Come se non bastasse, nella partita è finita anche Eleonora Daniele. Tutto nasce dalla reazione di Monteleone alle critiche ricevute dopo il 2,6% della prima puntata.
Tre consiglieri di amministrazione Rai, Roberto Natale, Alessandro di Majo e Davide Di Pietro, avevano definito un «flop» il risultato dell’esordio. Interpellato sulla questione, Monteleone aveva risposto mettendo a confronto il proprio risultato con quello ottenuto pochi giorni prima da Le cose che non sai, condotto dalla Daniele.
«Non ho visto la stessa indignazione per Eleonora Daniele che giovedì scorso ha fatto il 3,1%, mezzo punto in più di noi in una serata meno difficile. In quel caso non l’hanno fatta questa nota: come mai?», aveva dichiarato Monteleone, aggiungendo immediatamente: «Ovviamente non è un attacco ad Eleonora Daniele, non c’è bisogno nemmeno di dirlo».
Precisazione che, a quanto pare, non sarebbe bastata.
Il confronto pubblico tra i risultati delle due trasmissioni non avrebbe fatto piacere alla conduttrice, trascinata suo malgrado dentro la polemica sugli ascolti di Filorosso. Perché un conto è difendere il proprio programma, un altro è farlo mettendo sul tavolo il risultato di una collega e chiedendo perché nessuno abbia riservato a lei lo stesso trattamento.
Una polveriera dentro Rai3
Il risultato è una situazione nella quale quasi ogni fronte sembra aperto contemporaneamente. Corsini e Malara devono affrontare il problema degli ascolti, il Cdr vuole discutere il caso sollevato dalla redazione di Mi Manda Rai Tre, Giletti avrebbe posto una questione di sovrapposizione editoriale ed Eleonora Daniele non avrebbe gradito di essere utilizzata come termine di paragone nella battaglia di Monteleone contro chi ha definito Filorosso un flop.
E sopra tutto restano quei due numeri: 2,6 e 2,7%.
In televisione due puntate non bastano necessariamente per condannare un programma, ma possono essere sufficienti per far partire una resa dei conti quando intorno a quella trasmissione esistevano già scelte controverse, equilibri delicati e redazioni che si sentono penalizzate.
Adesso la domanda è se Rai3 concederà a Filorosso il tempo necessario per provare a risalire mantenendo l’attuale collocazione oppure se arriverà davvero il primo intervento d’emergenza, con Monteleone trasferito in un’altra serata dopo appena poche settimane. Nel frattempo a Viale Mazzini il filo è diventato decisamente rosso. E, soprattutto, molto teso.







