In un mondo impazzito, dove non esistono più certezze, una almeno resiste a qualsiasi cambiamento: il flop di Filorosso. Antonino Monteleone è riuscito nell’impresa di portare Rai3 al 2,1% di share in prima serata, con appena 287mila spettatori. Numeri che trasformano l’approfondimento giornalistico in una specie di programma clandestino, seguito da un pubblico così ristretto che presto potrebbe bastare una riunione di condominio per radunarlo tutto. Ma il capolavoro arriva dalla battuta del deputato del Movimento 5 Stelle Dario Carotenuto: «I picchi di ascolto della trasmissione di Monteleone si sono registrati durante le pause pubblicitarie». Traduzione: gli italiani sembrano trovare più interessante uno spot sui detersivi che le domande del conduttore. E pensare che per ottenere questo risultato la Rai ha messo a disposizione un’intera prima serata.
Filorosso al 2,1%: Rai3 sprofonda mentre Floris supera il 10%
I numeri non lasciano molto spazio alle interpretazioni. Filorosso ha raccolto 287mila spettatori e il 2,1% di share, mentre Di Martedì di Giovanni Floris su La7 ha conquistato 1.571.000 telespettatori e il 10,44%. Su Rete4, Verità Nascoste ha raggiunto quota 999mila spettatori con l’8,23%. In sostanza, Floris ha raccolto più di cinque volte il pubblico di Monteleone, dimostrando che gli italiani non hanno affatto smesso di guardare i programmi di approfondimento. Semplicemente, hanno scelto di guardare quelli degli altri.
Come se non bastasse, Rai3 ha dovuto incassare anche il sorpasso di Tv8 e Canale 20. Per una rete che ha costruito parte della propria identità sull’informazione, perdere terreno persino contro canali dalla vocazione completamente diversa rappresenta un risultato che meriterebbe uno studio approfondito. Magari proprio una puntata di Filorosso, nella speranza che qualcuno decida di seguirla.
Carotenuto ha chiesto conto del disastro ai vertici Rai con due domande che difficilmente finiranno tra i momenti migliori della stagione televisiva: «È possibile continuare a fare finta di nulla?» e «Rai3 non merita questa umiliazione». Il deputato parla di umiliazione, ma a giudicare dai dati il pubblico ha già trovato una soluzione molto più pratica: cambiare canale.
Neppure Salvini e Garlasco riescono a salvare Monteleone
La cosa più sorprendente è che il disastro non arriva all’improvviso. Il debutto autunnale del 15 settembre aveva già raccolto un modestissimo 2,6%. Il 29 settembre Filorosso aveva raggiunto il 3,1%, sfruttando anche l’attenzione per il caso Garlasco e gli sviluppi delle indagini su Andrea Sempio. Una piccola impennata che oggi, osservando il 2,1%, deve sembrare un successo da celebrare con lo champagne.
Nemmeno Matteo Salvini, ospite di una puntata di ottobre, è riuscito a invertire la tendenza: la trasmissione ha registrato circa il 2,6%. Il ministro dei Trasporti, evidentemente, può attirare polemiche e discussioni, ma non ha il potere di trascinare davanti al televisore gli spettatori che hanno deciso di evitare Monteleone. E così il programma continua a collezionare risultati inferiori al 3%, una soglia che ormai appare quasi un miraggio.
La Rai vuole meno chiacchiere e più servizi: la rivoluzione del buon senso
Secondo le indiscrezioni, i vertici Rai avrebbero chiesto a Monteleone di modificare la formula, aumentando i filmati e riducendo le discussioni in studio. Una strategia rivoluzionaria: provare a fare televisione mostrando qualcosa che valga la pena guardare. L’indicazione punta a recuperare l’esperienza del giornalista nelle inchieste, maturata anche durante gli anni alle Iene, anziché affidare buona parte della serata a dibattiti che evidentemente non conquistano il pubblico.
Neppure l’arrivo di Fabio Ferrari ha prodotto la svolta. Anzi, gli ulteriori momenti di commento sembrano aver aggiunto parole a una trasmissione che avrebbe soprattutto bisogno di spettatori. La dirigenza, almeno per ora, non intenderebbe staccare la spina, preferendo concedere al conduttore il tempo necessario per correggere la rotta. Una scelta comprensibile: prima di dichiarare il naufragio, conviene almeno verificare se a bordo sia rimasto qualcuno.
Obiettivo 4%: per Filorosso raddoppiare gli ascolti è diventato un sogno
Il traguardo che la Rai avrebbe indicato a Monteleone è il 4% di share. Una percentuale che per altri programmi rappresenterebbe un risultato ordinario, ma che per Filorosso somiglia ormai alla conquista dell’Everest senza bombole d’ossigeno. Per raggiungerla, partendo dall’ultimo 2,1%, la trasmissione dovrebbe quasi raddoppiare la propria quota di pubblico.
Tra dicembre e gennaio, in assenza di miglioramenti, potrebbero arrivare decisioni più drastiche, compresa la chiusura. Nessuna scelta ufficiale, per il momento, ma il tempo a disposizione non è infinito. La Rai aveva puntato sul programma dopo i risultati estivi, immaginando di consolidarlo nel palinsesto autunnale. Il pubblico, però, sembra avere idee differenti.
E così, mentre i dirigenti studiano nuove formule e Monteleone cerca la strada per riconquistare gli spettatori, resta la battuta di Carotenuto sulle pause pubblicitarie. Un’immagine talmente spietata che nessun autore satirico avrebbe potuto inventarne una migliore: in prima serata su Rai3, il momento più interessante di Filorosso sarebbe quello in cui Filorosso non c’è.







