Filorosso, Monteleone e la senatrice Cinquestelle Bevilacqua ai ferri corti su ascolti flop e compenso record per l’ex Iena

Antonino Monteleone

Colpi di fioretto? No. Ormai Antonino Monteleone, chiamato a condurre con Adele Grossi “Filorosso” al posto della giornalista del Tg2 Manuela Moreno, e la senatrice pentastellata Dolores Bevilacqua sono passati alle clave. E come ring hanno scelto Dagospia.

A far indispettire l’ex Iena Monteleone è stato il commento della Bevilacqua sugli scarsi risultati di ascolto del programma di approfondimento di Raitre. Ha preso carta e penna e ha voluto spiegare a Dagospia: “Caro Dago… ho letto che una senatrice del Movimento Cinque Stelle, tale Dolores Bevilacqua, è molto preoccupata. Secondo lei, come molti osservatori in malafede o poco avvezzi alla materia, ieri Filorosso ha deluso le attese. Una informazione distorta che ignora deliberatamente il contesto”. 

Scambio di lettere su Dagospia

“Mi sono informato meglio su chi fosse Dolores Bevilacqua e, soprattutto, quali titoli avesse (dal punto di vista tecnico) per commentare con tanta sicumera i numeri. Ho scoperto che il suo pulpito è fatto da un glorioso passato televisivo. Lei, infatti per un po’ di anni, è stata Lady Media Gol. Lady-Media-Gol, La protagonista di una “seguitissima” trasmissione su YouTube di commento alle attività sportive del Palermo Calcio. Ho visto che in cinque anni le sue performance hanno incassato circa 470 visualizzazioni (sì hai letto bene meno di 500, in cinque anni!) in media per ciascuno degli appuntamenti settimanali”.

Monteleone poi rincara la dose: “Quasi il doppio delle 211 preferenze che aveva collezionato alle elezioni comunali di Palermo (senza essere eletta) prima di essere catapultata in Parlamento nel 2022 grazie all’elezione in un collegio uninominale sicuro”.

“Se fossi Lady Media Gol… beh sarei più cauto nel valutare, solo attraverso certi numeri, il lavoro degli altri. Dici che devo essere preoccupato per il fatto che Lady Media Gol sieda in Commissione di Vigilanza Rai e che dall’alto del suo peso politico possa rendermi la vita meno facile!!? No dai, certamente no. Loro hanno a cuore la libertà di informazione”.

Il compenso monstre di Monteleone

A stretto giro di posta è arrivata la replica di Dolores Bevilacqua: “Leggo con divertita sorpresa la lettera di Antonino Monteleone che mi riguarda. Non tanto per i toni, quanto per il fatto che un conduttore della televisione pubblica nazionale senta il bisogno di misurarsi con il mio hobby e la mia passione per il Palermo Calcio”.

Devo ammettere che la cosa mi lusinga. Anche perché, a essere sinceri, se Lady Mediagol fosse stato collocato in prima serata su Rai3, forse avrebbe raccolto qualche telespettatore in più. Sicuramente più delle visualizzazioni del programma di Monteleone su Raiplay che in alcune rilevazioni sono risultate meno di 10. Ma non voglio infierire”.

L’ex Iena sponsorizzata da FdI

Bevilacqua tiene il punto: “La vera differenza è un’altra: Lady Mediagol non era finanziato dai contribuenti italiani. Non occupava spazi di servizio pubblico. Non beneficiava dei budget e dei compensi di cui beneficia Monteleone. I giornali parlano di 300.000 euro l’anno con minimi garantiti a prescindere dalla messa in onda. Ho chiesto alla Rai se tali cifre corrispondano al vero ma non ho ricevuto risposta, forse Monteleone vorrà fare chiarezza in prima persona”.

“Non ho nulla contro di lui. Gli auguro sinceramente una lunga carriera, tanti successi professionali e qualche palco di Atreju in meno. Il punto non è lui. Il punto è che in un Paese normale, in una Rai normale, dovrebbe esistere un minimo criterio  meritocratico e di responsabilità nell’utilizzo delle risorse pubbliche”.

Ascolto che sfiora l’1%

Quando un programma del servizio pubblico registra ascolti che sfiorano l’1% in prima serata, la questione non dovrebbe essere chi osa criticarlo. La questione dovrebbe essere capire come vengono prese certe decisioni, con quali criteri vengono assegnati programmi, budget e opportunità. E lì qualche piccolo dubbio sulla vicinanza tra Monteleone e Fratelli d’Italia, ci viene. Dubbi che Monteleone potrebbe provare a fugare con qualche inchiesta sul governo in carica, ma non spetta a me fare la scaletta del suo programma.

E nel finale il colpo ben assestato: “Solo una domanda molto semplice: perché a programmi pluripremiati e che macinano ascolti si tagliano puntate e risorse, mentre altri fanno registrare mega-flop ma sono sempre coccolati da TeleMeloni?”.