L’informazione tradizionale continua a perdere terreno, la fiducia nelle notizie tocca i livelli più bassi dell’ultimo decennio e sempre più persone scelgono di informarsi attraverso social network, video e perfino chatbot basati sull’intelligenza artificiale. È la fotografia scattata dal Digital News Report 2026 dell’Istituto Reuters, una delle analisi più autorevoli a livello mondiale sul rapporto tra cittadini e mezzi di informazione.
Il quadro che emerge racconta un cambiamento profondo, che non riguarda più soltanto i più giovani ma attraversa tutte le fasce d’età. A mutare non sono solo le piattaforme utilizzate, ma il rapporto stesso con le notizie, con una crescente disaffezione e una fiducia che continua a erodersi.
La fiducia nelle notizie continua a scendere
Nel nostro Paese la fiducia complessiva nell’informazione è scesa al 32%, quattro punti in meno rispetto al 2025 e al di sotto della media mondiale, che si attesta al 37%. Un dato che si accompagna a un altro fenomeno sempre più evidente: la fuga dalle notizie. Il 36% degli italiani dichiara infatti di evitare talvolta o spesso l’informazione, una percentuale in aumento di tre punti rispetto a un anno fa.
Si riduce inoltre la disponibilità a pagare per i contenuti giornalistici online. Solo l’8% degli italiani sottoscrive oggi un abbonamento o acquista servizi di informazione digitale, una quota in costante diminuzione. In questo scenario, il Digital News Report certifica per il nono anno consecutivo l’ANSA come testata ritenuta più affidabile dagli italiani, con un indice di fiducia stabile al 74%. Seguono Sky Tg24 e Il Sole 24 Ore, entrambi al 64%.
Internet domina, la carta stampata continua a crollare
La trasformazione delle abitudini di consumo appare impressionante soprattutto se confrontata con quella di poco più di dieci anni fa. Oggi il 69% degli italiani si informa principalmente attraverso Internet, mentre la televisione resta al secondo posto con il 62%. I social media, dopo una leggera flessione registrata nel 2025, tornano a crescere e raggiungono il 45%.
A pagare il prezzo più alto è la carta stampata. Se nel 2013 il 59% degli italiani utilizzava i giornali come fonte d’informazione, oggi la percentuale si è ridotta all’11%. Anche podcast e chatbot iniziano a ritagliarsi uno spazio, attestandosi al 6%.
Facebook, Instagram e WhatsApp sempre più centrali
L’universo Meta continua a rafforzare la propria posizione anche nel campo dell’informazione. Il 44% degli italiani utilizza Facebook per aggiornarsi sulle notizie, il 31% si affida a Instagram e il 29% a WhatsApp. Tutte percentuali in crescita.
Sul fronte dei siti di informazione, Fanpage risulta la piattaforma più consultata, con il 22% dei navigatori settimanali. Seguono ANSA.it e Tgcom24 online, entrambi al 17%, poi Sky Tg24, Repubblica.it e Rai News. Tra televisioni e radio restano leader i telegiornali Rai, davanti ai notiziari Mediaset, TgCom24 e Sky Tg24.
Il sorpasso mondiale di video e social
Il cambiamento, tuttavia, è ancora più evidente se si allarga lo sguardo al panorama internazionale. Per la prima volta nella storia del rapporto Reuters, social network e piattaforme video diventano il principale strumento di accesso alle notizie. Il 54% degli utenti nel mondo utilizza infatti questi canali per informarsi, superando la televisione, ferma al 52%, e persino siti e app delle testate giornalistiche, che si attestano al 51%.
Il 77% delle persone guarda ogni settimana video di informazione online. YouTube, Instagram, TikTok e Facebook sono ormai preferiti ai siti delle stesse testate giornalistiche, che negli ultimi cinque anni hanno registrato una costante riduzione del consumo video sulle proprie piattaforme. Una tendenza che inizialmente riguardava soprattutto i giovani, ma che oggi coinvolge progressivamente tutte le generazioni.
L’intelligenza artificiale entra nel mondo delle news
Tra i fenomeni emergenti segnalati dal rapporto c’è anche la crescita dei chatbot. A livello globale, l’utilizzo dell’intelligenza artificiale per informarsi è salito dal 7 al 10%, arrivando al 16% tra gli under 35. Tra gli over 35 la percentuale si ferma invece al 7%.
Nonostante la curiosità crescente, permane una forte diffidenza. Solo il 20% degli intervistati dichiara infatti di avere fiducia nelle risposte fornite dai sistemi di intelligenza artificiale. Accanto ai chatbot cresce anche il peso dei creator e degli influencer. Il 27% del pubblico mondiale segue creatori di contenuti specializzati nell’informazione, mentre quasi una persona su due riceve notizie da influencer di qualsiasi genere.
Secondo il rapporto Reuters, questi nuovi protagonisti non sostituiscono ancora il giornalismo tradizionale, ma stanno cambiando profondamente le modalità con cui le persone scoprono e consumano le notizie.
E proprio questa trasformazione rappresenta la sfida più delicata per il futuro dell’informazione. Come osserva Jim Egan, principale autore dello studio, il pubblico continua a fidarsi soprattutto dei media che conosce meglio. Ma in un ecosistema sempre più affollato e competitivo, dove l’attenzione è la risorsa più preziosa, cresce il numero di chi sceglie semplicemente di allontanarsi dalle notizie.







