Una notte di intensi bombardamenti ha sconvolto la capitale ucraina e la regione circostante, provocando la morte di almeno 13 persone e il ferimento di altre 33. Il sindaco di Kiev, Vitali Klitschko, ha confermato che il raid missilistico ha colpito direttamente aree residenziali, centri logistici e magazzini. Nel distretto di Solomyanskyi si registrano gravi danni a una scuola e a un ospedale pediatrico, mentre nei Piani superiori di un grattacielo della capitale si sono verificate distruzioni devastanti.
Il governatore regionale Tymur Tkachenko e le autorità militari hanno segnalato l’impiego combinato di missili da crociera Kalibr, vettori balistici e droni d’attacco. Le incursioni hanno colpito anche il distretto di Brovary, provocando un vittima in un impianto industriale, e altre aree strategiche del Paese come Odessa, dove è stato attaccato un valico al confine moldavo, e Chernihiv, dove è stata danneggiata un’infrastruttura del gas.
L’appello di Zelensky
Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha condannato con fermezza la nuova escalation delle ostilità, sottolineando come Mosca continui a investire in armamenti balistici a scapito della ricerca della pace. Zelensky ha ribadito la necessità urgente di ottenere sistemi di difesa antimissile adeguati dai partner internazionali per proteggere le infrastrutture civili e fermare la carneficina.
Sul fronte opposto, la leadership russa ha segnalato una massiccia risposta ucraina condotta tramite velivoli senza pilota. Il sindaco di Mosca, Sergei Sobyanin, ha dichiarato che la difesa aerea ha intercettato e distrutto circa 250 droni ucraini diretti verso la regione della capitale russa, neutralizzandone la quasi totalità a grande distanza dai centri abitati principali.
Allerta nei Paesi Nato
L’ondata di attacchi nell’ovest dell’Ucraina ha fatto scattare l’immediato stato di allerta nei Paesi confinanti appartenenti alla Nato. Il Comando operativo delle Forze armate polacche ha disposto il decollo d’urgenza dei propri caccia militari e l’attivazione dei sistemi di ricognizione radar e difesa aerea terrestre lungo la frontiera orientale, a titolo precauzionale per garantire la sicurezza del territorio nazionale.
Parallelamente, il ministero della Difesa della Romania ha confermato che un drone non identificato si è schiantato in territorio romeno vicino alla contea di Tulcea, dopo essere entrato nello spazio aereo nazionale nei pressi di Galati. L’episodio ha fatto scattare il decollo dei caccia F-18 spagnoli e di elicotteri romeni per monitorare l’area. L’impatto del velivolo ha causato un incendio in una zona disabitata senza provocare vittime né danni materiali.







