Report, il caso Piervincenzi: dal Cnel 47mila euro alla sua società. Il giornalista: “Nessun conflitto di interessi”

Daniele Piervincenzi

Daniele Piervincenzi, scelto dai vertici Rai per affiancare Giulia Presutti alla guida di Report, entra nella nuova stagione del programma con una vicenda che sta creando tensioni interne. Nel 2025, mentre collaborava con la trasmissione, il giornalista ha fondato la Outcast srls, società di produzione cinematografica con sede a Roma. Proprio quella società ha ricevuto due affidamenti diretti dal Cnel guidato da Renato Brunetta: circa 24mila euro a marzo e altri 24mila a maggio, per un totale di 47mila euro.

Unico committente il Cnel

Secondo i documenti citati da Domani, nel 2025 la Outcast ha registrato un fatturato di 23.850 euro, lavorando di fatto solo per il Cnel. Piervincenzi ne è amministratore unico e socio al 50 per cento insieme al collega Alessandro Righi. Nello stesso periodo i due stavano preparando per Report Lab un’inchiesta sul Congo, mai andata in onda perché, spiegano dalla redazione, sarebbe stata consegnata troppo tardi.

Il nodo riguarda il possibile conflitto di interessi. Piervincenzi non viola formalmente il codice etico Rai: non ha ancora firmato il contratto per la Tgr Campania e resta una partita Iva. Ma la questione solleva dubbi tra i colleghi, che si chiedono come possa il futuro conduttore di Report indagare sul potere mentre la sua società ha ricevuto fondi da un ente presieduto da Brunetta, spesso al centro delle inchieste del programma. Il giornalista, contattato da Domani, spiega di essere arrivato al Cnel grazie a Massimiliano Monnanni per un progetto rivolto alle scuole dell’hinterland romano e annuncia che cederà la società al socio Righi una volta firmato in Rai. Monnanni conferma che l’incarico è legato esclusivamente alla sua esperienza professionale.

Clima interno teso

Il clima interno resta teso. Sigfrido Ranucci, storico conduttore, ha criticato la scelta dell’azienda. Piervincenzi replica ricordando che Ranucci gli aveva affidato l’inchiesta su Luca Attanasio e poi lo aveva definito mediocre. La redazione interna ha proclamato lo stato di agitazione, sostenendo le rivendicazioni degli inviati che minacciano di lasciare il programma in assenza di un ripensamento della Rai. Presutti, al contrario, sarebbe entusiasta del nuovo incarico.

Sul fronte giudiziario, il gip ha respinto la richiesta di scarcerazione dei bombaroli Pellegrino D’Avino e Antonio Passariello, rilevando reticenze nelle ricostruzioni e nuovi elementi sull’origine dell’esplosivo.