L’Ice ha arrestato più di mezzo milione di persone da quando Donald Trump è tornato alla Casa Bianca, e quasi il 40 per cento non aveva precedenti penali. Lo rivelano i dati del Deportation Data Project analizzati dal Washington Post.
Al 6 agosto l’agenzia aveva già fermato più migranti senza precedenti rispetto all’intero 2025. L’amministrazione ha superato il totale dei detenuti Ice registrati durante la presidenza Biden, il primo mandato Trump e l’ultimo di Obama.A luglio gli arresti hanno superato quota 49 mila, il dato mensile più alto del secondo mandato: oltre la metà dei fermati non aveva condanne o procedimenti penali.
La linea della Casa Bianca
La Casa Bianca continua a sostenere che la campagna di espulsioni mira ai peggiori tra i peggiori, cioè migranti irregolari responsabili di reati violenti o recidivi.I dati mostrano invece un aumento degli arresti di persone accusate soltanto di violazioni amministrative delle norme sull’immigrazione, senza condanne né procedimenti pendenti.
L’amministrazione ha revocato lo status di protezione temporanea a centinaia di migliaia di immigrati provenienti da Paesi pericolosi e ha fermato anche persone con richieste d’asilo o domande di Green card ancora in esame, categorie che in passato non erano prioritarie.
Si colpisce chi è più facile da trovare
Secondo Julia Gelatt, analista del Migration Policy Institute, la pressione politica sugli agenti Ice sta cambiando le priorità operative. A suo dire gli agenti finiscono per fermare chi è più facile da individuare, non necessariamente chi rappresenta un pericolo.Il dipartimento contesta l’analisi, definendo i dati non verificati e accusando i ricercatori di diffondere una falsa narrazione.
Secondo la versione ufficiale, quasi il 70 per cento delle persone arrestate avrebbe condanne o accuse penali pendenti. Il portavoce aggiunge che ogni persona fermata ha comunque commesso un reato entrando illegalmente nel Paese.
Molti migranti erano entrati legalmente
Una parte consistente dei fermati era però entrata legalmente negli Stati Uniti, spesso con un visto poi scaduto. In questi casi si tratta di violazioni civili, non di reati penali. L’impennata degli arresti coincide con il massiccio potenziamento del dipartimento per la Sicurezza interna: oltre 170 miliardi di dollari di fondi aggiuntivi approvati dal Congresso.
Con queste risorse l’amministrazione ha assunto migliaia di nuovi agenti Ice e Border Patrol, acquistato tecnologie di sorveglianza e aperto nuovi centri di detenzione.
Arthur: più risorse, più arresti
Per Art Arthur, ricercatore del Center for Immigration Studies, l’aumento degli arresti è una diretta conseguenza del rafforzamento dell’apparato federale. Arthur ricorda anche l’iniziativa del segretario per la Sicurezza interna, Markwayne Mullin, che ha introdotto incentivi economici fino a 2.600 dollari per convincere i migranti senza documenti a lasciare volontariamente gli Stati Uniti. Secondo l’esperto, nessuno accetterebbe l’offerta se non percepisse una concreta possibilità di essere arrestato ed espulso.







