Un impatto devastante, calcolato ma incontrollato: la parte superiore di un razzo Falcon 9 targato SpaceX si è schiantato sulla superficie della Luna a una velocità di circa 8.700 km/h. La collisione dell’oggetto, lungo 12 metri e dal peso di oltre quattro tonnellate, ha sprigionato un’energia pari all’esplosione di 3 tonnellate di TNT, creando un nuovo cratere sul suolo lunare che, secondo le prime stime, potrebbe raggiungere un diametro di 27 metri. La BBC ha confermato l’evento, in attesa della validazione definitiva attraverso i dati dei telescopi della NASA.
L’assenza di regole internazionali
Dal colosso aerospaziale di Elon Musk è stato precisato che si è trattato di un impatto involontario ma ampiamente previsto. Lo schianto porta alla luce un nodo critico per l’esplorazione spaziale moderna: l’assenza di regole internazionali aggiornate. Sebbene sia in vigore un trattato sullo Spazio risalente alla fine degli anni ’60, ad oggi non esiste una normativa specifica che individui le responsabilità per la caduta di detriti o relitti di satelliti sul suolo lunare, patrimonio dell’umanità. Una lacuna legale che rischia di diventare un pericolo concreto per le future basi operative e le prossime missioni abitate.
La spiegazione scientifica
A spiegare la dinamica dell’incidente è la professoressa Alessandra Celletti dell’Università di Roma Tor Vergata, che individua una combinazione precisa di fattori: «L’impatto dell’oggetto, lo stadio superiore di un razzo Falcon 9 che aveva portato due missioni verso la Luna, è la conseguenza dell’abbandono dello stadio utilizzato per inviare sulla superficie i lander privati Blue Ghost e Resilience, lanciati il 15 gennaio 2025».
Consumato tutto il carburante a bordo
Durante quel lancio, per ottimizzare le prestazioni, è stato consumato tutto il carburante a bordo, sacrificando la possibilità di effettuare un’ultima riaccensione dei motori che avrebbe permesso al modulo di rientrare in sicurezza verso l’atmosfera terrestre per bruciarvi all’interno. Una volta lasciato alla deriva, a spingere l’oggetto sulla traiettoria di collisione con la Luna è stata l’interazione tra i campi gravitazionali di Terra e Luna, unita all’intensa attività solare degli ultimi anni.







