Luca Carleo, ex coordinatore lombardo di Futuro Nazionale e già vicino al generale Roberto Vannacci, è stato arrestato insieme al manager Ciro Di Meglio su disposizione della gip Giulia D’Antoni. L’operazione, condotta dalla procura di Milano e dal nucleo speciale di polizia valutaria della Guardia di Finanza, riguarda presunte frodi finanziarie legate al Gruppo Ops. Carleo si era dimesso dal partito dopo le prime perquisizioni. L’ordinanza di custodia cautelare in carcere è stata estesa anche a Di Meglio, mentre altri otto indagati sono stati colpiti da misure interdittive.
Dal successo televisivo alle accuse di frode
Carleo, quarantacinquenne imprenditore milanese, era noto per la sua partecipazione al programma 4 ristoranti e per la gestione di una rete di cinquanta testate locali. Nominato da Futuro Nazionale come responsabile vicario per la Lombardia, aveva assunto anche ruoli di vertice nel gruppo di telecomunicazioni Ops, dove Di Meglio ricopriva la carica di amministratore delegato. Secondo la procura, i due avrebbero orchestrato operazioni finanziarie fittizie per mantenere in vita società in crisi, generando frodi per oltre trenta milioni di euro.
Le intercettazioni e il “colpo di genio”
Nelle carte dell’inchiesta compaiono intercettazioni che mostrano il tentativo di aggirare i controlli della Consob. “Mi sono fatto venire un colpo di genio, mandiamoci tutto su WhatsApp”, diceva Carleo in una conversazione del 10 febbraio, riferendosi alla simulazione di pagamenti e alla falsificazione di verbali societari. Per la gip, le condotte dei due imprenditori delineano un “programma criminoso machiavellico e ben articolato”, volto a drenare gli utili delle società fino al dissesto.
Personalità spregiudicate e rischio di reiterazione
La giudice D’Antoni ha motivato la misura cautelare con il rischio di reiterazione del reato, definendo Carleo e Di Meglio “personalità delinquenziali di spicco”. Secondo l’ordinanza, i due avrebbero continuato a gestire affari e movimentare denaro anche attraverso familiari e prestanome, tra cui la moglie di Carleo, Iana Permiakova, indicata come figura di fiducia in diverse società del gruppo.
La difesa annuncia ricorso
“Prendiamo atto di un provvedimento che non condividiamo e che impugneremo davanti al Tribunale del Riesame”, ha dichiarato l’avvocato Federico Cecconi, legale dei due arrestati. Carleo e Di Meglio, interrogati l’11 settembre, si erano avvalsi della facoltà di non rispondere, presentando memorie difensive scritte.







