Per trentotto anni è stato uno dei marchi più riconoscibili della televisione italiana. Ha lanciato tormentoni, scoperto scandali, consegnato migliaia di Tapiri d’Oro e trasformato il Gabibbo, le Veline, Staffelli, Greggio e Iacchetti in icone popolari. Oggi, però, il futuro di Striscia la Notizia appare appeso a un filo sempre più sottile. E l’ultimo segnale arrivato da Mediaset sembra raccontare una storia difficilmente equivocabile.
Secondo quanto anticipato dal giornalista Claudio Plazzotta, gli account social ufficiali della trasmissione non sarebbero più nelle mani della squadra di Antonio Ricci. Dal 25 luglio, infatti, la gestione sarebbe passata direttamente a Mediaset. Un dettaglio apparentemente tecnico che, però, per molti rappresenta il segnale più concreto della fine del rapporto tra l’azienda e il programma che dal 1988 ha dominato l’access prime time di Canale 5.
Mediaset riprende il controllo dei social
L’indiscrezione nasce proprio dall’osservazione di ciò che è accaduto negli ultimi giorni. Fino al 24 luglio i profili ufficiali di Striscia la Notizia hanno continuato a pubblicare quotidianamente servizi, video e anticipazioni, mantenendo viva la presenza del marchio anche dopo la conclusione della stagione televisiva.
Poi, improvvisamente, il silenzio.
Secondo Plazzotta, la ragione sarebbe semplice: «Dal 25 luglio tutti i social di Striscia la Notizia sono stati tolti alla squadra di Ricci e presi in gestione direttamente da Mediaset». Una scelta che avrebbe anche motivazioni economiche e commerciali. Le strutture digitali del Biscione, infatti, non avrebbero interesse a investire risorse su un programma che, allo stato attuale, non figura nei palinsesti e sul quale Publitalia non potrebbe monetizzare secondo gli accordi esistenti con Antonio Ricci.
È un cambio di controllo che va ben oltre la semplice amministrazione di qualche pagina Facebook o Instagram. Negli ultimi anni proprio i social erano diventati uno degli strumenti con cui Striscia continuava a vivere anche fuori dalla messa in onda televisiva, pubblicando servizi, filmati d’archivio, fuorionda e contenuti esclusivi.
Le parole di Pier Silvio Berlusconi
Il clima di incertezza era emerso già durante la presentazione dei palinsesti Mediaset 2026-2027. Alla domanda sul futuro della trasmissione, Pier Silvio Berlusconi aveva scelto una risposta brevissima, ma significativa.
«Ad oggi siamo a questo punto e non ho altre informazioni da darvi.»
Nessuna conferma, nessuna smentita, nessun annuncio di un ritorno nel corso della stagione. Una posizione molto diversa rispetto agli anni passati, quando l’assenza temporanea di Striscia era sempre accompagnata dall’assicurazione che il programma sarebbe prima o poi tornato.
Questa volta, invece, il silenzio dell’amministratore delegato di Mediaset viene interpretato da molti come il segnale di una decisione ormai maturata.
Dopo 38 anni il programma rischia davvero di chiudere
L’ultimo anno di Striscia la Notizia aveva già assunto i contorni di una lunga celebrazione. Dopo essere uscita dall’access prime time, la trasmissione era tornata a gennaio in prima serata con una serie di puntate-evento dedicate al trentottesimo anniversario.
Uno spettacolo imponente, con orchestra, ospiti, numeri musicali, le Veline moltiplicate e gli storici conduttori Ezio Greggio ed Enzo Iacchetti riportati al centro della scena. Per molti spettatori, però, quella festa aveva assunto fin da subito il sapore di un commiato più che di un rilancio.
Da allora non sono più arrivate indicazioni concrete sul futuro del programma.
Il programma che ha cambiato la televisione
Parlare di Striscia la Notizia significa raccontare un pezzo della storia della televisione italiana. Dal debutto del 7 novembre 1988, Antonio Ricci ha costruito un format capace di mescolare satira politica, denuncia giornalistica, spettacolo e intrattenimento, creando un linguaggio che per anni è stato imitato senza mai essere realmente replicato.
Il programma ha portato alla luce scandali, truffe, sprechi pubblici e casi destinati a entrare nella cronaca nazionale. Negli ultimi anni uno degli episodi più clamorosi è stato quello dei fuorionda di Andrea Giambruno, che provocarono la fine della relazione tra il giornalista e la presidente del Consiglio Giorgia Meloni. Lo stesso Antonio Ricci ha sempre rivendicato quel lavoro come un esempio della missione originaria del programma: mostrare ciò che accade dietro le quinte del potere e della televisione.
Accanto all’inchiesta giornalistica, Striscia ha creato personaggi entrati nell’immaginario collettivo. Il Gabibbo, il Tapiro d’Oro, le Veline, gli inviati storici come Valerio Staffelli, Jimmy Ghione, Max Laudadio e Stefania Petyx hanno accompagnato diverse generazioni di telespettatori.
Il problema del ricambio generazionale
Negli ultimi anni, però, qualcosa si è incrinato. Gli ascolti hanno progressivamente perso terreno, mentre l’access prime time è diventato sempre più competitivo. Da una parte il dominio di Affari Tuoi su Rai 1, dall’altra il cambiamento delle abitudini del pubblico, sempre più orientato verso contenuti brevi, piattaforme digitali e streaming.
Anche Antonio Ricci ha tentato più volte di rinnovare la formula senza rinunciare all’identità storica del programma. L’intelligenza artificiale, nuovi esperimenti scenici, il ritorno delle Veline in versione allargata e le grandi serate evento non sono però bastati a invertire la tendenza.
Molti osservatori ritengono che il vero patrimonio di Striscia resti oggi il suo immenso archivio. Decenni di servizi, fuorionda, interviste, gaffe politiche e momenti televisivi unici che nessun’altra trasmissione italiana può vantare.
Il silenzio che vale più di un annuncio
Per ora Mediaset continua a non ufficializzare la cancellazione. Nessun comunicato parla di chiusura definitiva e Antonio Ricci non ha annunciato la fine del programma.
Eppure gli indizi continuano ad accumularsi. L’assenza dai palinsesti, la gestione diretta dei social da parte dell’azienda, il silenzio degli account ufficiali e le parole prudenti di Pier Silvio Berlusconi sembrano raccontare tutti la stessa storia.
Dopo quasi quattro decenni, il sipario su Striscia la Notizia potrebbe essersi abbassato davvero. Se così fosse, non scomparirebbe soltanto una trasmissione televisiva. Si chiuderebbe una delle stagioni più longeve e influenti della televisione italiana, quella che ha trasformato il tg satirico di Antonio Ricci in un fenomeno culturale capace di segnare un’epoca.







