La cura dell’ambiente non rappresenta un elemento accessorio o un’ideologia estranea al messaggio cristiano, ma una componente essenziale del rapporto con la fede. È quanto stabilisce il nuovo documento della Commissione Teologica Internazionale, intitolato Prendersi cura della nostra Casa comune: risposta responsabile e fraterna al Dio trinitario, portato all’attenzione di Papa Leone XIV e approvato dal cardinale Victor Manuel Fernández, prefetto del Dicastero per la Dottrina della Fede.
Nel solco tracciato da Papa Francesco
L’organismo consultivo della Santa Sede, guidato dal segretario monsignor Piero Coda, chiarisce come la relazione con il divino si manifesti anche nei gesti quotidiani verso la natura. Abbattere foreste o sversare rifiuti tossici costituisce una ferita diretta al legame con il Creatore. La riflessione, frutto di un lavoro condotto tra il 2022 e il 2025, si innesta nel solco tracciato dall’enciclica Laudato si’ di Papa Francesco, collegando la sofferenza del pianeta a quella dei poveri e ricordando le numerose vittime provocate dal degrado ambientale.
Peccato ecologico e responsabilità etica
Sulla scia del Sinodo sull’Amazzonia del 2019, la Commissione propone di strutturare la nozione di danno ambientale in modo analogo ai concetti di peccato sociale e strutture di peccato. I teologi hanno scelto di superare la formula di “peccato ecologico” e di scartare il termine “ecocidio”, preferendo la definizione formale di “peccato contro il creato e il Creatore”. Tale formulazione evidenzia sia la ferita inferta alla natura sia il rifiuto del mandato divino che affida all’umanità la custodia della terra.
Un’azione non più rinviabile
Il testo richiama i responsabili della vita pubblica a un’azione non più rinviabile per garantire la sostenibilità del pianeta, definendo la salvaguardia ambientale come un’esigenza al contempo etica e teologica. Tra i passaggi del documento figura inoltre un richiamo alle fonti bibliche della Genesi, in cui si evidenzia il valore simbolico dell’alimentazione vegetale prima del diluvio, sottolineando il dovere generale di ridurre al minimo le aggressioni alla vita in ogni sua forma.







