Attacco hacker alla Camera, nel mirino anche la mail di Meloni: accertamenti della Procura di Roma

Montecitorio

Un attacco informatico ai sistemi di posta elettronica della Camera dei deputati ha interessato anche l’indirizzo parlamentare della presidente del Consiglio Giorgia Meloni. L’episodio, emerso il 27 ottobre, ha richiamato l’attenzione della Procura di Roma, in attesa degli accertamenti della Polizia Postale per stabilire la natura e l’effettiva estensione dell’intrusione.

Secondo quanto riferito dall’ANSA, tra gli indirizzi presi di mira figurano quelli di Andrea Delmastro, deputato di Fratelli d’Italia ed ex sottosegretario alla Giustizia, e di Paolo Formentini, parlamentare della Lega.

Fonti di Palazzo Chigi hanno precisato che la casella riconducibile alla premier è quella assegnata in qualità di deputata e non l’indirizzo utilizzato per le comunicazioni istituzionali del Governo. Una distinzione significativa, che tuttavia non chiarisce se siano stati effettivamente acquisiti messaggi o documenti.

La Camera rassicura, indagini sulla portata dell’attacco

Montecitorio ha riferito dell’attivazione delle procedure di sicurezza, anche attraverso la collaborazione con l’Agenzia per la cybersicurezza nazionale. Secondo le informazioni diffuse dalle fonti parlamentari, la situazione non presenta carattere di emergenza.

La Procura di Roma attende gli elementi raccolti dagli investigatori prima di definire gli eventuali sviluppi giudiziari. Restano da accertare le modalità dell’attacco, l’identità dei responsabili e l’eventuale sottrazione di informazioni.

Non emergono, allo stato delle informazioni disponibili, elementi verificati che consentano di attribuire l’operazione a uno specifico gruppo criminale o a soggetti riconducibili a governi stranieri.

L’episodio riporta l’attenzione sulla vulnerabilità delle comunicazioni digitali delle istituzioni, in un contesto internazionale nel quale gli attacchi informatici rappresentano uno strumento sempre più utilizzato per acquisire informazioni e compromettere sistemi sensibili.

Attacco hacker alla Camera, il nodo delle informazioni esposte

Il rilievo istituzionale del caso non dipende soltanto dalla notorietà dei titolari degli indirizzi coinvolti. Nell’ipotesi di un accesso effettivo, occorrerebbe capire anche se l’esposizione abbia riguardato i loro interlocutori e la corrispondenza scambiata, senza presumere che ogni messaggio contenga informazioni riservate. Una casella parlamentare non è una casella governativa, ma la distinzione non rende irrilevante la sua protezione. È su questo piano che andrà valutato il rapporto tra la rassicurazione sul funzionamento dei sistemi e le possibili conseguenze dell’episodio per chi li utilizza.

La distinzione tra un tentativo di accesso e un’effettiva violazione dei dati sarà decisiva per stabilire la gravità dell’accaduto. La Camera rassicura sulla gestione dell’emergenza, mentre agli accertamenti tecnici spetta il compito di ricostruire quanto realmente avvenuto.