La Procura di Pavia ha chiesto di processare Andrea Sempio per l’omicidio di Chiara Poggi. Ma che cosa succederà concretamente nei prossimi giorni? La richiesta di rinvio a giudizio del 3 novembre non significa che il trentottenne finirà automaticamente davanti a un tribunale per rispondere dell’accusa di omicidio aggravato. Prima dovrà intervenire il giudice dell’udienza preliminare, che fisserà la data dell’udienza e valuterà se gli elementi raccolti dai pubblici ministeri giustifichino l’apertura del dibattimento. Nel frattempo, gli avvocati di Sempio preparano le proprie mosse e potrebbero sollevare una questione costituzionale per chiedere la sospensione del procedimento. Sullo sfondo rimane la condanna definitiva di Alberto Stasi, che rende il caso giudiziariamente ancora più complesso.
Il primo passo: il giudice deve fissare l’udienza preliminare
Il primo passaggio spetta dunque al gup del Tribunale di Pavia. Dopo aver ricevuto la richiesta della Procura, il giudice dovrà fissare l’udienza preliminare e disporre le notifiche alle parti. Non esiste ancora, nelle informazioni disponibili, una data ufficiale per la comparizione di Sempio.
La distinzione è fondamentale: i magistrati hanno chiesto il rinvio a giudizio, ma non hanno ancora ottenuto che il processo si celebri. Sarà il giudice a decidere, dopo aver ascoltato le posizioni dell’accusa e della difesa.
Liborio Cataliotti, che assiste Sempio insieme ad Angela Taccia, ha già anticipato come intende affrontare questa fase: «La richiesta di rinvio a giudizio nei confronti di Andrea Sempio era attesa e l’imputazione è conforme alle nostre previsioni. Siamo assolutamente pronti a fronteggiare questa imputazione a partire dalle questioni processuali per passare attraverso le richieste di prove e infine il merito».
Le parole del difensore indicano una strategia precisa: prima le questioni procedurali, poi il confronto sulle prove e infine la discussione sulla fondatezza dell’accusa.
La difesa di Sempio potrebbe chiedere la sospensione del procedimento
Una delle possibilità allo studio riguarda proprio la sospensione del procedimento. I legali potrebbero sollevare una questione di legittimità costituzionale, richiamando la situazione particolare nella quale si trova la vicenda di Garlasco: per l’omicidio di Chiara Poggi esiste già una sentenza definitiva di condanna nei confronti di Alberto Stasi.
La difesa potrebbe sostenere che occorra chiarire prima la posizione del condannato attraverso un eventuale giudizio di revisione. Ma la richiesta non bloccherebbe automaticamente l’udienza preliminare.
Il gup dovrebbe infatti valutare se la questione costituzionale sia rilevante e non manifestamente infondata. Soltanto se decidesse di trasmettere gli atti alla Corte costituzionale il procedimento subirebbe una sospensione necessaria in attesa della pronuncia della Consulta.
C’è inoltre un ostacolo giuridico importante: il principio del ne bis in idem impedisce di processare nuovamente la stessa persona per il medesimo fatto dopo una decisione definitiva, ma non vieta in assoluto procedimenti distinti contro persone differenti.
La condanna di Stasi, quindi, non impedisce automaticamente alla magistratura di procedere contro Sempio.
Le tre decisioni possibili del gup: processo, proscioglimento o nuove indagini
Se il giudice respingerà le eventuali eccezioni preliminari, dovrà esaminare gli elementi raccolti dalla Procura e le argomentazioni della difesa.
A quel punto avrà davanti tre possibili percorsi. Potrà disporre il rinvio a giudizio, se riterrà possibile formulare una ragionevole previsione di condanna; potrà pronunciare una sentenza di non luogo a procedere, se gli elementi non raggiungeranno quella soglia; oppure potrà sollecitare ulteriori approfondimenti investigativi nei casi previsti dalla legge.
L’udienza preliminare, dunque, non servirà a stabilire definitivamente se Sempio abbia ucciso Chiara Poggi. Il suo compito sarà decidere se l’accusa debba affrontare un processo.
Le consulenze della difesa e l’eventuale interrogatorio di Andrea Sempio
Nel frattempo, la difesa potrà utilizzare le consulenze già depositate per contestare le conclusioni degli investigatori. Durante le indagini gli avvocati hanno presentato diverse relazioni tecniche e hanno respinto la ricostruzione proposta dai pubblici ministeri.
Angela Taccia ha inoltre precisato che i difensori attendevano le comunicazioni formali relative alla decisione del giudice, osservando: «Nessuna notifica a noi sulla pec. Non capisco l’esigenza di smuovere il mediatico con i comunicati stampa. Arriverà solo notifica della decisione del gup».
Anche l’eventuale interrogatorio di Sempio resta una questione aperta. Durante la fase investigativa il trentottenne si è avvalso della facoltà di non rispondere alle domande dei magistrati. La difesa ha lasciato intendere che un confronto sulle accuse potrebbe avvenire davanti a un giudice, ma non esiste alcun obbligo per l’indagato di rendere dichiarazioni.
Alberto Stasi e la revisione della condanna: un secondo procedimento all’orizzonte
Un altro sviluppo potrebbe arrivare dalla posizione di Alberto Stasi. I suoi difensori, Giada Bocellari e Antonio De Rensis, stanno preparando un’istanza di revisione della condanna definitiva a sedici anni.
Si tratta di un procedimento distinto da quello che potrebbe riguardare Sempio. La richiesta di revisione dovrà confrontarsi con le prove e con le motivazioni che hanno portato alla condanna di Stasi, non limitarsi a richiamare l’esistenza di una nuova indagine.
I legali del condannato sostengono di disporre di ulteriori elementi e hanno annunciato aggiornamenti, senza indicare una data precisa per il deposito dell’istanza.
La revisione potrebbe quindi procedere parallelamente alle decisioni del gup di Pavia, senza che l’avvio di un percorso comporti necessariamente la sospensione dell’altro.
Cosa succederà nei prossimi giorni nell’inchiesta di Garlasco
Nei prossimi giorni, perciò, gli sviluppi da seguire saranno soprattutto gli atti del giudice: la fissazione dell’udienza preliminare, le eventuali eccezioni della difesa, la decisione su una possibile questione costituzionale e, successivamente, la valutazione della richiesta di rinvio a giudizio.
Solo dopo questi passaggi si saprà se Andrea Sempio dovrà affrontare un dibattimento per l’omicidio di Chiara Poggi oppure se il procedimento si fermerà prima. La Procura ha formalizzato la propria accusa; adesso la parola passa al giudice.







