Garlasco, l’avvocato di Sempio replica alla Procura: «Andrea non ha mai insultato Chiara Poggi. Le intercettazioni? Sono state interpretate male»

Andrea Sempio

La difesa di Andrea Sempio passa al contrattacco. Mentre la Procura di Pavia continua a sostenere che sia stato lui a uccidere Chiara Poggi il 13 agosto 2007 e si avvicina la conclusione delle indagini preliminari, l’avvocata Angela Taccia contesta punto per punto alcuni degli elementi sui quali gli inquirenti fondano la ricostruzione accusatoria. Dall’orario della morte alle intercettazioni ambientali, fino alla vicenda dei video intimi conservati sulla chiavetta Usb della vittima, la legale sostiene che le prove raccolte non dimostrino il coinvolgimento del suo assistito.

«L’orario della morte si basa su valutazioni soggettive»

Uno dei punti contestati riguarda la nuova collocazione temporale del delitto, ritenuta dagli investigatori un elemento che aggraverebbe la posizione di Sempio. Secondo Taccia, però, le conclusioni della consulenza medico-legale non poggerebbero su basi scientifiche sufficientemente solide.

«Sabino Pelosi, il nostro medico legale, ci ha spiegato che il range individuato dalla professoressa Cattaneo non è basato su un dato scientifico solido, concreto perché si basa sull’intuizione dell’operatore, quindi è tutto soggettivo. Abbiamo l’orario della colazione? No, è stato dedotto dalle abitudini di Chiara Poggi sulla base delle dichiarazioni della madre», sostiene la legale.

«Le intercettazioni sono state decontestualizzate»

Un altro fronte riguarda le intercettazioni ambientali, considerate dalla Procura uno degli elementi più significativi dell’inchiesta, in particolare quelle nelle quali Sempio sembrerebbe fare riferimento ai video intimi di Chiara Poggi e Alberto Stasi. Taccia respinge questa interpretazione e annuncia che la difesa sta svolgendo verifiche tecniche sulle registrazioni.

«Non posso dare una spiegazione dettagliata perché ci stiamo lavorando, visto che sono tante. Le stiamo ripulendo con il consulente fonico e informatico. Abbiamo già visto che quella del 14 aprile 2025 è molto diversa rispetto a quanto indicato dalla Procura. Non si sentono alcune parole, secondo noi sono state sentite in modo sbagliato e contestualizzate per legarle al movente con un’acredine verso Chiara, ma lui non l’ha mai insultata. Lui dice “bella stronzata”, commentando le tesi accusatorie nei suoi confronti. Anche la frase “non l’ho mai vista così” si riferisce alla situazione, non a Chiara. È un esempio concreto di quanto le intercettazioni siano delicate da trattare. Se si arriverà al dibattimento verranno periziate».

Il nodo della chiavetta Usb

La difesa insiste anche sul capitolo relativo ai video intimi conservati nella chiavetta Usb di Chiara Poggi, uno degli aspetti che la Procura ritiene rilevanti nella ricostruzione del possibile movente. Secondo Taccia, dagli accertamenti informatici non emergerebbe alcuna prova che Andrea Sempio abbia mai avuto accesso a quei file.

«Alla consulenza informatica della Procura risulta chiaramente che lui non abbia mai potuto vedere quei video. Non c’è evidenza di accessi ulteriori rispetto a quelli fatti da Chiara. Lei ha mantenuto la chiavetta per tutto il tempo e l’ha anche portata a Londra». L’avvocata contesta inoltre l’ipotesi che il contenuto della memoria Usb possa essere stato copiato.

«Come avrebbe fatto a prenderla? Quando? Nella fotografia scattata il 13 agosto la chiavetta è nel cestino perché il giorno prima Chiara l’aveva inserita nel computer di Alberto Stasi quando lui era uscito di casa per andare a vedere il cane. Inoltre, la questione dei video non era affatto inedita: era già emersa dalle dichiarazioni di Marco Poggi, da alcuni articoli del 2009 e da successive ricostruzioni giornalistiche. Non capisco perché si continui a parlare di temi nuovi. Anche gli stessi atti della Procura danno per acquisito che Andrea stesse commentando materiale già noto».