Garlasco, le prime immagini di Alberto Stasi da uomo libero: lavoro a Milano e rientro obbligatorio entro le 23

Alberto Stasi – credit,lapresse

A dieci anni dalla condanna definitiva per l’omicidio di Chiara Poggi, Alberto Stasi è tornato a vivere fuori dal carcere. Le prime immagini dell’ex studente della Bocconi dopo l’uscita dall’istituto penitenziario di Bollate sono state mostrate da Quarto Grado, che lo ha ripreso mentre si recava al lavoro nel centro di Milano.

Le immagini risalgono alla mattina del 16 giugno. Stasi, vestito con una t-shirt chiara, pantaloni e occhiali scuri, è stato ripreso mentre percorreva a piedi le strade del capoluogo lombardo. Tre giorni prima, il 13 giugno, il tribunale di sorveglianza di Milano gli aveva concesso l’affidamento in prova ai servizi sociali, misura che gli consente di non rientrare più in carcere.

Alberto Stasi fuori dal carcere dopo dieci anni

Con la decisione dei giudici di sorveglianza si è chiusa una fase durata dieci anni, trascorsi in larga parte nel carcere di Bollate. La misura alternativa è arrivata dopo il percorso già avviato con la semilibertà e dopo le valutazioni positive maturate nel corso della detenzione.

Nelle motivazioni del provvedimento, il tribunale di sorveglianza di Milano ha sottolineato come «il percorso positivo compiuto in carcere e in semilibertà e le conclusioni della osservazione carceraria dimostrino la sussistenza dei presupposti per la concessione della misura alternativa richiesta».

Secondo quanto emerso, Stasi avrebbe preso in affitto un piccolo appartamento in una località dell’hinterland milanese e ogni giorno raggiungerebbe il posto di lavoro nel centro di Milano.

Le regole imposte dal tribunale

L’affidamento in prova comporta però una serie di prescrizioni precise. Alberto Stasi dovrà rientrare nella propria abitazione entro le 23 e non potrà uscire prima delle 6.30 del mattino. Inoltre, non gli sarà consentito oltrepassare i confini della Lombardia.

Il tribunale ha escluso l’obbligo di svolgere attività di volontariato, considerando che l’ex bocconiano dispone già di un’occupazione stabile che gli permette di contribuire, seppur a rate, al risarcimento disposto in favore della famiglia Poggi.

La misura rappresenta uno dei benefici previsti dall’ordinamento penitenziario e non modifica in alcun modo la condanna definitiva pronunciata nel 2015.

La nuova vita e il lavoro a Milano

Le immagini trasmesse da Quarto Grado mostrano un uomo che cerca di ricostruire una normalità dopo gli anni trascorsi dietro le sbarre. Stasi lavora regolarmente e conduce una vita sottoposta ai limiti imposti dalla misura alternativa. La concessione dell’affidamento in prova è stata accompagnata dal parere favorevole degli organi competenti, che hanno valutato positivamente il percorso seguito durante la detenzione.

Una decisione che è arrivata mentre l’attenzione mediatica sul delitto di Garlasco è tornata altissima dopo la riapertura delle indagini della Procura di Pavia e l’iscrizione nel registro degli indagati di Andrea Sempio.

La richiesta di revisione del processo

Parallelamente alla nuova fase della sua vita, Alberto Stasi continua a professarsi innocente e lavora insieme ai suoi difensori alla richiesta di revisione del processo.

Davanti ai giudici, l’ex fidanzato di Chiara Poggi ha spiegato di seguire personalmente il lavoro svolto dai suoi legali, Giada Bocellari e Antonio De Rensis, e di studiare direttamente gli atti della nuova inchiesta pavese.

L’obiettivo è presentare un’istanza di revisione alla Corte d’Appello di Brescia, nel tentativo di ottenere l’annullamento della condanna definitiva per l’omicidio della giovane uccisa a Garlasco il 13 agosto 2007.

La nuova indagine aperta dalla Procura di Pavia e gli sviluppi investigativi che riguardano Andrea Sempio rappresentano infatti uno degli elementi sui quali la difesa di Stasi punta per tentare di riaprire il caso giudiziario che da quasi vent’anni continua a dividere l’opinione pubblica.