Garlasco, l’ex avvocato di Stasi rompe il silenzio: «Il ragionevole dubbio deve valere anche per Andrea Sempio»

le scarpe di Alberto Stasi

A distanza di quasi vent’anni dal delitto di Chiara Poggi, una delle voci più autorevoli della lunga battaglia giudiziaria di Garlasco torna a parlare. È quella di Fabio Giarda, il primo storico difensore di Alberto Stasi, che in un’intervista a Realpolitik ha ripercorso le tappe di uno dei processi più discussi della cronaca italiana e ha lanciato un messaggio destinato a far discutere.

Il ragionevole dubbio vale anche per Sempio

La frase più significativa dell’intervento riguarda proprio Andrea Sempio, oggi al centro della nuova indagine della Procura di Pavia. Per Giarda, la lezione lasciata dal caso Stasi dovrebbe essere chiara per tutti. «Il ragionevole dubbio deve valere per tutti, e a maggior ragione per Andrea Sempio», ha spiegato l’avvocato.

Un principio che il legale considera fondamentale dopo quanto accaduto nel procedimento che portò alla condanna definitiva di Alberto Stasi per l’omicidio della fidanzata Chiara Poggi.

Il mistero della Cassazione che ancora pesa

Nel corso dell’intervista, Giarda è tornato anche sulla vicenda processuale che vide Stasi assolto in più occasioni prima della sentenza definitiva. L’ex difensore ha ricordato come la fiducia nell’innocenza del suo assistito fosse totale fin dall’inizio e ha confessato che ancora oggi resta difficile comprendere il passaggio che portò alla conferma della condanna.

«Cosa sia successo in Cassazione ce lo chiediamo ancora oggi», ha dichiarato. Una frase che riporta al centro uno degli aspetti più controversi dell’intera vicenda giudiziaria: la trasformazione di una storia segnata da assoluzioni e ribaltamenti processuali in una condanna definitiva destinata a dividere l’opinione pubblica per anni.

L’avvertimento alla nuova inchiesta

Secondo Giarda, quanto emerso nel tempo sul caso Stasi avrebbe dovuto insegnare qualcosa a chi oggi osserva la nuova indagine su Andrea Sempio. Per questo l’avvocato invita alla prudenza, evitando condanne anticipate e ricordando come il principio del dubbio debba restare centrale in ogni procedimento penale.

Parole che arrivano mentre la Procura di Pavia continua a lavorare sugli ultimi approfondimenti investigativi e mentre il dibattito pubblico sul caso Garlasco resta più acceso che mai.

Il ricordo delle condanne di Stasi

Nello stesso programma è intervenuta anche l’avvocata Giada Bocellari, attuale legale di Alberto Stasi, che ha ricordato il momento in cui arrivarono le sentenze di condanna dopo le assoluzioni. «La prima condanna è arrivata veramente come una doccia fredda», ha raccontato.

Bocellari ha ricordato le difficoltà affrontate dal suo assistito durante quegli anni e il modo in cui Stasi avrebbe vissuto la vicenda processuale: «Ha pianto tante volte, ma sempre con grande dignità». Parole che riportano ancora una volta il caso Garlasco al centro del dibattito nazionale, mentre la nuova inchiesta continua a riaprire interrogativi che sembravano ormai archiviati.