Garlasco, minacce ai protagonisti del caso: i legali di Stasi replicano: «Andremo avanti»

delitto Garlasco

Il caso Garlasco non continua a far discutere soltanto nelle aule giudiziarie. Attorno alla nuova inchiesta della Procura di Pavia si è creato un clima sempre più acceso che, negli ultimi giorni, ha travalicato il confronto processuale trasformandosi in una serie di intimidazioni denunciate pubblicamente da alcune delle persone più esposte sul caso. Tra queste figurano l’avvocata Giada Bocellari, componente del collegio difensivo di Alberto Stasi, la giornalista Rita Cavallaro e la content creator Francesca Bugamelli, conosciuta sul web come Bugalalla.

Di fronte a questo scenario, la difesa dell’ex studente della Bocconi ha scelto di rispondere con fermezza, assicurando che le minacce non influenzeranno il lavoro svolto nell’ambito della richiesta di revisione della condanna e degli sviluppi della nuova indagine.

«Nessuna minaccia ci fermerà»

A prendere la parola è stato Antonio De Rensis, che insieme a Giada Bocellari assiste Alberto Stasi. Ospite della trasmissione Filorosso, il penalista ha voluto affrontare direttamente il tema delle intimidazioni.

«Nessuna minaccia potrà mai fermare né il sottoscritto né Giada Bocellari. Nessuna minaccia», ha dichiarato, ribadendo che il lavoro della difesa proseguirà senza condizionamenti.

Secondo il legale, il rinnovato interesse investigativo sul delitto di Chiara Poggi sta inevitabilmente riportando alla luce aspetti rimasti nell’ombra per molti anni. «Chi si mette un po’ a scavare si ritrova a toccare dei fili dell’alta tensione», ha osservato. Una frase con cui ha descritto il clima che accompagna ormai da mesi ogni nuovo sviluppo dell’inchiesta.

La difesa delle nuove indagini

Nel corso dell’intervista De Rensis ha anche respinto le critiche rivolte alla Procura di Pavia da chi considera eccessivamente lunghi i tempi della nuova inchiesta che vede Andrea Sempio come unico indagato.

«Queste indagini hanno la durata giusta che deve avere un’indagine che approfondisce», ha spiegato. «Un’indagine non deve escludere, deve approfondire. Dieci accertamenti? Facciamone dodici, meglio due in più».

Per il difensore di Stasi, dunque, la complessità del caso impone verifiche approfondite e non scorciatoie investigative. Una posizione coerente con quella sostenuta dalla difesa fin dall’apertura del nuovo filone investigativo, mentre procede il lavoro sulla richiesta di revisione della condanna definitiva pronunciata nei confronti del suo assistito.

In chiusura dell’intervento, De Rensis ha utilizzato anche una metafora per descrivere il momento dell’inchiesta: «Qualcuno è andato a farsi la doccia e a schizzare l’acqua pensando che la partita fosse finita e invece gli altri sono rimasti in campo a giocare, almeno fino a fine settembre».

Le denunce

Negli ultimi giorni Giada Bocellari ha raccontato pubblicamente di essere stata bersaglio di minacce di morte e pesanti insulti attraverso i social network. Analoga denuncia è arrivata dalla giornalista Rita Cavallaro, che ha riferito di avere ricevuto messaggi con riferimenti ad aggressioni, all’uso di acido e perfino di armi da fuoco, annunciando di avere presentato querela.

Anche Francesca Bugamelli, nota online come Bugalalla e da tempo impegnata ad analizzare gli sviluppi del caso Garlasco, ha denunciato intimidazioni e attacchi personali ricevuti sui propri canali.

Mentre la Procura di Pavia prosegue gli accertamenti sul nuovo filone investigativo e la difesa di Alberto Stasi continua a lavorare alla revisione del processo, il confronto sul delitto di Chiara Poggi resta dunque acceso anche fuori dalle aule di giustizia. Un clima che, secondo i protagonisti coinvolti, non dovrebbe mai superare il confine del legittimo dibattito per trasformarsi in minacce personali.