Garlasco, nel PC i video intimi di Chiara Poggi e Alberto Stasi. Chi li ha visti? Chi pretendeva di averli?

Nel pc i video intimi di Chiara e Alberto

Garlasco, nel PC i video intimi di Chiara Poggi e Alberto Stasi. Diciannove anni di silenzi, sospetti e vite che si intrecciano di nuovo in un’aula di giustizia. Andrea e Marco, due amici che nel 2007 condividevano la giovinezza a Garlasco e che oggi si ritrovano su fronti opposti: il primo, Andrea Sempio, è l’unico indagato nella nuova inchiesta sull’omicidio di Chiara Poggi; il secondo, Marco Poggi, fratello della vittima, potrebbe custodire l’ultima tessera di un puzzle rimasto incompleto per quasi due decenni. La Procura di Pavia gioca ora la sua carta più pesante: una doppia convocazione in contemporanea che sa di resa dei conti.

Chi ha spiato i video intimi con Alberto Stasi?

Al centro del nuovo terremoto giudiziario c’è il contenuto più privato di Chiara Poggi: i video intimi girati con il fidanzato Alberto Stasi. Filmati che Chiara custodiva gelosamente sul suo computer, lo stesso PC che però condivideva con il fratello Marco e a cui, inevitabilmente, avevano accesso anche gli amici di famiglia. Gli inquirenti del Nucleo Investigativo di Milano sospettano che proprio quei file siano la chiave del delitto. L’ipotesi è che dietro l’omicidio si nasconda un movente sessuale, un’ossessione nata spiando quella cartella proibita.

L’ombra del movente sessuale

I magistrati, guidati dal procuratore Fabio Napoleone, puntano tutto su una consulenza tecnica esplosiva firmata dall’esperto informatico Paolo Dal Checco. L’analisi avrebbe portato alla luce “tracce digitali” indelebili: qualcuno ha guardato quei video? Qualcuno li ha copiati di nascosto? Il sospetto principale ricade su Andrea Sempio. Il 38enne ha sempre negato con forza ogni coinvolgimento, ma le verifiche informatiche potrebbero smentire anni di interviste televisive e dichiarazioni spontanee.

Interrogatori incrociati

La giornata di domani sarà decisiva. Andrea Sempio, assistito dai suoi legali, si presenterà davanti ai pm Stefano Civardi, Giuliana Rizza e Valentina De Stefano, ma con ogni probabilità si avvarrà della facoltà di non rispondere. Nello stesso istante, però, Marco Poggi sarà sentito come testimone. Per lui non c’è possibilità di silenzio: ha l’obbligo di dire la verità. Già ascoltato segretamente il 20 maggio a Mestre, il fratello di Chiara viene ora richiamato mentre l’inchiesta è alle battute finali. Cosa sa Marco che non è mai emerso prima?

Siti porno e navigazioni sospette

Il sospetto dei magistrati non nasce dal nulla. Già all’epoca dei fatti, sul computer di Chiara erano state rintracciate cronologie compromettenti: ricerche su siti erotici e sexy shop effettuate in orari in cui la ragazza non era in casa. Un dettaglio che non era sfuggito alla madre, Rita Preda: «Chiara mi aveva segnalato, stigmatizzandolo, di essersi accorta di alcune navigazioni verso siti a luci rosse trovate sul suo PC». Qualcuno usava il computer di Chiara come un guardone digitale, e lei se n’era accorta.

Cartella “Albert” protetta da password: cosa cercava l’intruso?

C’è un’anomalia tecnica che oggi grida vendetta. Pochi mesi prima di essere uccisa, Chiara Poggi aveva compiuto un’operazione insolita: aveva protetto con una password la cartella denominata «Albert». Dentro c’erano i filmati privati con il fidanzato. Perché blindare proprio quei file se non per il timore che qualcuno, tra le mura domestiche o tra i frequentatori della casa, stesse frugando nei suoi segreti? Quella password era uno scudo contro un predatore che Chiara forse sentiva vicino.

“Volevo quei filmati”: la richiesta di Marco ad Alberto

Un altro tassello inquietante emerge dai verbali. Pochi giorni dopo il funerale di Chiara, mentre tornavano dal cimitero, Marco Poggi fece una richiesta singolare ad Alberto Stasi: voleva avere alcuni spezzoni di quei filmati privati, ufficialmente per darli come “ricordo” ai genitori, purificandoli dalle parti esplicite. Alberto Stasi, all’epoca, liquidò la cosa come tecnicamente impossibile. Quella circostanza è stata riaperta oggi dai magistrati, che hanno interrogato Stasi su ogni dettaglio: come venivano girati i video? Su quali supporti? Chi altro sapeva della loro esistenza?

Garlasco, nel PC i video intimi di Chiara Poggi e Alberto Stasi

Che Marco Poggi fosse a conoscenza di quei video è un fatto accertato fin dal 2007. Fu lui stesso a raccontare agli inquirenti di aver intercettato una chat tra Chiara e Alberto: «Intuii che il filmato che mia sorella stava scaricando doveva contenere immagini relative alla loro intimità». Un’intuizione che oggi, diciannove anni dopo, trasforma un ricordo confuso nella possibile prova regina per identificare chi è entrato in quella villa di Garlasco la mattina del 13 agosto.