Garlasco, video di Sempio nel pc di Chiara Poggi: aperto il giorno dopo l’omicidio

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Il caso Garlasco si arricchisce di un nuovo elemento destinato a far discutere. Nel computer di Chiara Poggi sarebbe stato presente un video che ritrae Andrea Sempio insieme ad alcuni amici, e soprattutto quel file risulterebbe aperto il 14 agosto 2007, il giorno successivo all’omicidio della giovane. Un dettaglio che, a distanza di anni, riaccende interrogativi mai del tutto sopiti.

A portare alla luce la vicenda è stata la youtuber Francesca Bugamelli, conosciuta online come “Bugalalla”, che ha mostrato il filmato sul suo canale. La notizia ha rapidamente fatto il giro della rete, inserendosi in un contesto già carico di attenzione mediatica sul delitto di Garlasco e sulle nuove ipotesi investigative.

Il video nel pc di Chiara Poggi e l’accesso sospetto

Il punto centrale non è tanto il contenuto del video, quanto il momento in cui sarebbe stato aperto. Secondo quanto riferito, il file risulterebbe visualizzato alle 16.28 del 14 agosto 2007. Un orario che solleva una domanda precisa: chi ha avuto accesso al computer della vittima in quel momento?

La casa di Chiara Poggi, infatti, era già sottoposta a sequestro dopo il delitto. Inoltre, secondo il verbale dei carabinieri, il computer sarebbe stato portato in caserma intorno alle 12 dello stesso giorno. L’apertura del file nel pomeriggio, quindi, appare un’anomalia che merita approfondimenti, almeno sul piano ricostruttivo.

Il contenuto del filmato e il contesto del 2007

Il video in questione sarebbe stato girato il 13 marzo 2007, pochi mesi prima dell’omicidio. Le immagini, di qualità piuttosto bassa, mostrerebbero Andrea Sempio insieme ad altri ragazzi all’interno di quello che sembra un edificio scolastico. I giovani, secondo quanto raccontato, sarebbero impegnati in comportamenti goliardici, tra giochi e piccoli danneggiamenti di arredi.

A girare il video sarebbe stato Marco Poggi, fratello della vittima e all’epoca amico di Sempio. Il file sarebbe poi arrivato sul computer di Chiara Poggi il 20 luglio 2007. Un passaggio che, all’epoca delle indagini, non venne ritenuto rilevante sotto il profilo investigativo.

I periti informatici: “Accessi non conformi alle procedure”

Il dato che oggi torna al centro dell’attenzione è proprio quello legato all’accesso al file dopo il delitto. Secondo quanto riferito dalla stessa youtuber, i periti informatici Alberto Porta e Daniele Occhetti – che si occuparono del processo di primo grado – avrebbero confermato che quel video fu uno degli elementi utilizzati per evidenziare operazioni non corrette sul computer della vittima.

In particolare, i tecnici parlarono di attività svolte con modalità non conformi rispetto alle procedure standard previste per l’analisi di un reperto informatico. Un aspetto che non necessariamente implica responsabilità penali, ma che contribuisce a rendere più complessa la ricostruzione delle fasi successive al delitto.

Il caso Garlasco, a quasi vent’anni dai fatti, continua così a restituire nuovi spunti e nuove domande. Il video, di per sé, non rappresenta una prova decisiva. Ma il momento in cui sarebbe stato aperto, e le modalità con cui il computer è stato gestito, restano elementi che alimentano dubbi e richieste di chiarimento in una vicenda che non ha mai smesso di far discutere.