Dopo Irap e Irpef il bollo auto è la terza principale entrata tributaria delle regioni. Vale circa il 15% degli introiti in bilancio. Per abolire questa tassa, come ha proposto il presidente della Regione Calabria, Roberto Occhiuto, sarebbero necessari un preventivo accordo Stato-Regioni e una legge approvata in Parlamento. Prerequisito fondamentale: una imposta sostitutiva.
Azzerare la tassa automobilistica regionale
La tassa automobilistica regionale dovrebbe essere abolita, ha detto il presidente della Regione Calabria in una intervista al quotidiano “Il Messaggero” perché «in Italia ci sono già tante patrimoniali nascoste, e ingiuste, che colpiscono chi ha redditi molto bassi». «Berlusconi ha abolito l’Ici, le tasse di successione – ha detto Occhiuto – e quello spirito andrebbe recuperato».
La questione non è nuova ed il tema finisce per ricorrere spesso nel dibattito pubblico. Un po’ meno in quello politico. Se ne è parlato anche ai tempi del Governo Renzi. Solo ipotesi, subito abbandonate per via della decisa contrarietà manifestata da alcuni presidenti di Regione. Che sia una forma di “patrimoniale” o meno, poco importa se c’è da far quadrare i bilanci.
Quanto vale la riscossione del bollo auto
L’Associazione nazionale filiera industria automobilistica dice che nel 2024 le regioni hanno incassato 7,48 miliardi, il 3% in più rispetto all’anno precedente. Lombardia (1,1 miliardi), Lazio (circa 700 milioni), Veneto (oltre 600 milioni), Emilia-Romagna e Piemonte (oltre 550 milioni), Toscana (circa 470 milioni) e Campania (circa 450 milioni), sono, nell’ordine, le regioni con i maggiori introiti. Tra le regioni che incassa no di più ci sono poi la Puglia (oltre 310 milioni), la Sicilia (oltre 270 milioni), le Marche e il Trentino-Alto Adige (oltre 160 milioni), l’Abruzzo (quasi 150 milioni), la Calabria (circa 135 milioni) e la Liguria (oltre 125 milioni).
L’Anfia attesta che nel 2024 il carico fiscale complessivo gravante sulla motorizzazione italiana – che oltre al bollo comprende il prelievo fiscale sui carburanti, l’IVA su manutenzione e riparazione, acquisto ricambi, accessori e pneumatici e le tasse di immatricolazione – si attesta a 83,04 miliardi di euro, in crescita rispetto al 2023 (+4,5%). Nel Paese circolano più di 47 milioni di autoveicoli.
Bollo: accertamenti ed evasione
La registrazione dei veicoli e la base imponibile ampia e diffusa sul territorio ne fanno uno strumento di rapido accertamento. A questo si aggiunge che la prevedibilità del gettito facilità la programmazione di spesa delle Regioni. Come tutte le altre tasse e tributi anche il bollo auto si porta dietro una quota non indifferente di evasione. I mancati pagamenti nel 2024 sono stati 6,8 milioni, pari a circa 1,75 miliardi.
Bollo auto e finanze locali
Come Irap e Irpef la tassa automobilistica regionale rientra nelle entrate “proprie” gestite e incassate direttamente con lo scopo di sostenere le finanze locali: in primis per essere redistribuite per finanziare servizi essenziali come il trasporto pubblico locale e le politiche sociali.
Eliminare o ridurre drasticamente questa tassa senza un meccanismo di compensazione significherebbe, dunque, aprire un vuoto nei bilanci regionali. Per far quadrare i conti finali questo vuoto dovrebbe essere colmato con altre forme di prelievo altrettanto onerose per i contribuenti.
Le esenzioni e le riduzioni
Al momento è prevista per legge solo l’esenzione del pagamento del bollo auto per i veicoli destinati alla mobilità delle persone con disabilità o invalidità. Il beneficio si applica ai veicoli, sia condotti dalle persone con disabilità sia utilizzati per il loro accompagnamento, con limitazione di cilindrata fino a 2000 cc se con motore a benzina o ibrido, fino a 2800 cc se con motore diesel o ibrido, e di potenza non superiore a 150 kw se con motore elettrico. Le Regioni hanno stabilito parametri autonomi entro i quali poter richiedere i benefici fiscali.
C’è poi la possibilità di veder ridotti gli importi annui sui veicoli a basso impatto ambientale e su quelli d’epoca e di interesse storico e collezionistico. Anche in questo caso le regioni applicano parametri autonomi e ad hoc.







