Garlasco, spunta un nuovo testimone: «Quel giorno vidi una donna bionda, non ho dubbi». E denuncia presunte intimidazioni

La scena del crimine del delitto di Chiara Poggi

A quasi diciannove anni dall’omicidio di Chiara Poggi, il caso Garlasco continua a restituire nuovi racconti e testimonianze che alimentano il dibattito attorno a una delle vicende giudiziarie più controverse degli ultimi decenni. L’ultimo elemento emerge dalla prima puntata di Filorosso, il programma condotto da Manuela Moreno su Rai 3, dove l’inviato Antonino Monteleone ha raccolto il racconto di un uomo che sostiene di trovarsi a Garlasco la mattina del 13 agosto 2007 e di aver visto una donna con i capelli biondi nelle ore in cui venne uccisa Chiara Poggi.

Secondo quanto riferito nel corso della trasmissione, il testimone avrebbe già formalizzato le proprie dichiarazioni ai carabinieri lo scorso anno, senza però ricevere, a suo dire, l’attenzione che si sarebbe aspettato dagli investigatori.

«Ho un ricordo preciso, sono sicuro al cento per cento»

L’uomo racconta di essere arrivato a Garlasco quella mattina per un appuntamento di lavoro fissato alle 10. In attesa dell’incontro, avrebbe deciso di passeggiare per le strade del paese quando si sarebbe imbattuto in una donna in bicicletta. Il ricordo, assicura, non si sarebbe mai affievolito nel corso degli anni. «La certezza è una donna con i capelli biondi, certezza al 100%».

Parole pronunciate con convinzione e accompagnate dalla convinzione che la memoria di quel momento sia rimasta immutata. «Io ho dei flash talmente forti in mente che non me li si può cambiare». Secondo quanto riferito durante l’intervista realizzata da Antonino Monteleone, l’uomo avrebbe già raccontato tutto ai carabinieri nel corso del 2025, ma ritiene che le sue dichiarazioni non abbiano avuto un particolare seguito investigativo.

Il racconto delle presunte intimidazioni

Nel corso dell’intervista il testimone ha raccontato anche un episodio che lo avrebbe particolarmente turbato. Dopo aver parlato della vicenda, sostiene infatti di aver ricevuto visite indesiderate davanti alla propria abitazione. «Mi hanno suonato il campanello di casa dicendomi di farmi i fatti miei, che io di Garlasco non ne devo sapere niente».

L’uomo non ha indicato l’identità delle persone che si sarebbero presentate alla sua porta né ha fornito ulteriori dettagli sulle circostanze di questi episodi, definiti comunque come presunte intimidazioni.

Un nuovo tassello in una vicenda ancora al centro dell’attenzione

Le dichiarazioni del testimone si inseriscono in una fase in cui il caso Garlasco è tornato prepotentemente al centro della cronaca nazionale dopo la riapertura delle indagini da parte della Procura di Pavia e l’iscrizione nel registro degli indagati di Andrea Sempio. Negli ultimi mesi sono emersi nuovi accertamenti, consulenze e testimonianze che hanno contribuito a riaccendere il confronto attorno all’omicidio di Chiara Poggi, per il quale Alberto Stasi è stato condannato in via definitiva a 16 anni di carcere.

Le parole raccolte da Filorosso rappresentano dunque un ulteriore elemento che si aggiunge alla lunga serie di ricostruzioni e racconti emersi nel corso degli anni. Resta da capire se e quale rilevanza investigativa possano avere queste dichiarazioni nell’ambito delle verifiche ancora in corso.

Al momento, infatti, non risultano sviluppi ufficiali collegati al racconto del testimone e non sono emerse indicazioni da parte degli inquirenti sulla possibile utilità delle sue affermazioni. Quello che appare certo è che, a quasi due decenni dal delitto di via Pascoli, la vicenda continua a produrre nuove domande e nuovi interrogativi, alimentando un’attenzione pubblica che non accenna a diminuire.