L’Hantavirus arriva anche in Italia e ora l’attenzione si concentra tutta sul caso di Federico Amaretti, il marittimo calabrese di 25 anni risultato positivo dopo essere entrato in contatto con la donna sudafricana poi morta per il virus. Il giovane, che si trovava già in quarantena preventiva, avrebbe sviluppato sintomi compatibili con l’infezione ed è stato trasferito allo Spallanzani di Roma per accertamenti clinici e monitoraggio sanitario.
Il venticinquenne si trovava a bordo del volo Klm sul quale, per pochi minuti, era transitata anche la donna deceduta dopo il contagio. Le autorità sanitarie italiane stanno ora seguendo tutti i contatti stretti, mentre cresce inevitabilmente la paura di possibili nuovi casi legati al focolaio scoppiato sulla nave Hondius.
L’Oms conferma 11 casi collegati alla nave Hondius
Nel frattempo l’Organizzazione Mondiale della Sanità continua a monitorare la situazione internazionale. Il direttore generale Tedros Adhanom Ghebreyesus ha confermato che i casi sospetti collegati alla nave Hondius sono attualmente undici, di cui nove già confermati. Due casi restano ancora sotto verifica ma potrebbero presto ricevere conferma ufficiale.
La Hondius è nel frattempo ripartita dalle Canarie diretta verso Rotterdam con a bordo soltanto 25 membri dell’equipaggio e due medici. Domenica scatteranno le operazioni di sanificazione completa della nave. A bordo si trova anche il corpo di un passeggero tedesco morto durante la crociera.
Schillaci rassicura: “In Italia nessun pericolo”
Nonostante l’allarme mediatico, il ministro della Salute Orazio Schillaci invita alla calma. “In Italia c’è una situazione di assoluta tranquillità”, ha spiegato. “Le persone entrate in contatto con il caso vengono monitorate con grande attenzione. Non esiste alcun allarme pandemia nel nostro Paese”.
Anche la virologa Ilaria Capua ha ridimensionato il rischio. “Se devo indicare il rischio di diffusione in Italia, direi un numero il più vicino possibile allo zero”, ha spiegato, ricordando però che chi sviluppa forme gravi di Hantavirus necessita spesso di cure ospedaliere importanti.
Quarantena di 42 giorni e controlli rafforzati
L’Oms ha raccomandato quarantene di 42 giorni per tutti i contatti stretti delle persone presenti sulla Hondius. In Italia il Ministero della Salute ha già rafforzato i controlli sanitari e il tracciamento dei possibili contatti a rischio.
Restano sotto osservazione anche alcuni casi sospetti in Europa. In Belgio due passeggeri della nave sono ricoverati in isolamento dopo test definiti “non conclusivi”. Uno spagnolo contagiato avrebbe invece già sviluppato sintomi, mentre una donna francese si trova ricoverata in gravi condizioni.
Perché il caso preoccupa gli esperti
Gli esperti continuano però a sottolineare che l’Hantavirus non ha le caratteristiche del Covid. Il contagio da persona a persona viene considerato raro e molto difficile. Proprio questo elemento spinge le autorità sanitarie a escludere al momento uno scenario pandemico.
La preoccupazione nasce soprattutto dalla presenza di alcuni ceppi particolarmente aggressivi e dalla rapidità con cui il focolaio della Hondius ha attirato l’attenzione internazionale. Per questo motivo l’Oms continua a seguire l’evoluzione del caso ora per ora.







