Tre Sim passate con un bacio in carcere: così il detenuto continuava a gestire le estorsioni

Le sim sono state passate dalla compagna al detenuto con un bacio

Tre schede telefoniche introdotte nel carcere di Bari durante un colloquio grazie a un bacio tra un detenuto e la sua compagna. È uno degli episodi ricostruiti dagli investigatori nell’ambito dell’inchiesta della Direzione distrettuale antimafia di Bari denominata “Re Nero”, che ha portato all’emissione di diverse misure cautelari firmate dal gip Francesco Vittorio Rinaldi.

Tre nano sim avvolte in un involucro trasparente

Secondo quanto emerge dall’ordinanza, le telecamere dell’istituto penitenziario avrebbero ripreso Donato Antonio Alfarano, 32 anni, mentre abbraccia e bacia la fidanzata Oriana Leone, 29 anni. Durante quel gesto, la donna avrebbe consegnato all’uomo tre nano Sim avvolte in una pellicola trasparente. Per gli inquirenti, le schede sarebbero state utilizzate per consentire ad Alfarano di continuare a gestire dal carcere attività estorsive nel territorio di Palo del Colle.

Anche la nonna del carcerato è finita ai domiciliari

In carcere sono finiti, oltre ad Alfarano, anche Giuseppe Caputo, 34 anni, e Giovanni Lopez, 21 anni. Ai domiciliari è stata invece posta Crescenza Carbonaro, 68 anni, nonna di Alfarano, accusata di aver recuperato e attivato le schede telefoniche su richiesta del nipote. Il giudice ha respinto la richiesta di arresto nei confronti di Cristian Peragine, 22 anni, ritenendo insussistenti le esigenze cautelari.

Oriana Leone risulta indagata a piede libero per favoreggiamento e per l’introduzione delle Sim all’interno del carcere. Le contestazioni sono aggravate dall’agevolazione mafiosa.

Numerose le ipotesi di reato contestate

L’inchiesta coinvolge a vario titolo diverse ipotesi di reato, tra cui tentato omicidio, estorsione, porto illegale di armi, ricettazione, furto, incendi di autovetture, favoreggiamento personale e introduzione illecita di dispositivi di comunicazione in carcere.

Tra gli episodi al centro delle indagini figura anche il tentato omicidio avvenuto il 16 novembre 2023 a Palo del Colle. Secondo l’accusa, quindici colpi di pistola calibro 9×21 furono esplosi contro un bar con l’obiettivo di uccidere un imprenditore vittima di richieste estorsive. L’uomo, tuttavia, non si trovava nel locale al momento dell’agguato. I proiettili colpirono le vetrate e le pareti esterne dell’esercizio commerciale ad altezza d’uomo, provocando il panico tra i clienti presenti ma senza causare feriti.